
I rapporti tra imprese e Pubblica Amministrazione sono cambiati notevolmente soprattutto dallo scorso 25 gennaio 2011, momento in cui è entrato in vigore il codice per realizzare la piena digitalizzazione del settore pubblico.
La tecnologia è la base per assicurare maggiore produttività ed è per questo che anche la Pubblica Amministrazione rivoluziona i rapporti con le imprese: accessibilità on line, gestione elettronica, trasmissione elettronica, conservazione sostitutiva di dati, informazioni e comunicazioni.
Una delle novità più importanti è stata la nuova modalità di gestione ed emissione di documenti informatici e copie. Tutto questo, tuttavia, si scontra con un elevato livello di ignoranza informatica presente nella Pubblica Amministrazione, prevalentemente in Regioni, Province e Comuni.
In effetti, a metà del 2011 l’Aica e la Bocconi presentarono i risultati di una ricerca dal titolo I costi dell’ignoranza informatica nella Pubblica Amministrazione. Il risultato è stato di 250 milioni di euro. A tanto ammonta, infatti, il costo annuo che siamo chiamati a pagare a fronte di dipendenti che, in molti casi, dichiarano di perdere almeno 47 minuti a settimana dietro alle difficoltà incontrate con harware e software. Di questi minuti, un terzo è attribuibile proprio alla scarsa conoscenza informatica.
Un piano di formazione per questi soggetti potrebbe generare un ritorno di ben 2,2 miliardi di euro.

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