Evasione fiscale in Italia

Evasione fiscale
Evasione fiscale

Avete mai provato a digitare su Google l’espressione evasione fiscale? Vengono fuori circa tre milioni di risultati. Se ne parla molto, soprattutto nell’ultimo periodo. E’ un fenomeno ormai radicato, piuttosto difficile da debellare, diffuso in tutta Italia e, sembrerebbe, con maggior concentrazione al Sud. Quello che, purtroppo, non si vuole ammettere è la singolare similitudine con la pressione fiscale: più alte sono le tasse, maggiore è il livello di evasione fiscale.

In questi ultimi anni Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza hanno affinato molte tecniche di intelligence grazie alle quali sono stati individuati i settori in cui maggiormente si annida l’evasione fiscale. Quella che in questo momento mi viene in mente è una tecnica attuata in passato nei confronti di alberghi e ristoranti chiamata “analitico-induttiva”.

Si tratta in pratica di una modalità di conteggio delle materie prime acquistate in un anno da un ristorante. La somma complessiva va suddivisa per le porzioni costituenti i singoli piatti e sottratta una percentuale di sfrido. Il saldo finale, ancorché approssimativo, dovrebbe indicare quanti piatti sarebbe possibile servire con quelle quantità. Ebbene, seguendo questo ragionamento sono stati individuati numerosi esercizi commerciali che, con molta probabilità, non emettevano correttamente le ricevute fiscali.

Ma quali sono gli strumenti che il Fisco ha a disposizione per combattare l'evasione fiscale? Quali sono le sanzioni comminate agli evasori fiscali? E soprattutto, c'è un modo per sconfiggere definitivamente l'evasione senza opprimere i contribuenti che pagano regolarmente le tasse? Da una libera interpretazione del recente Decreto Fiscale (Dl 22/10/2016, n. 193), per contrastare l'evasione fiscale sembrerebbe essere necessario aumentare gli adempimenti in capo a professionisti e imprese. E non uno o due. Ben otto nuovi adempimenti (fra cui la comunicazione trimestrale dei dati delle fatture emesse e ricevute) che, a partire dal 2017, graveranno pesantemente su imprese, professionisti e contribuenti.

E, come se non bastasse, viene inasprito il sistema sanzionatorio. Già, perché in nome del contrasto all'evasione fiscale si aumentano gli adempimenti e poi si applicano sanzioni laddove vi siano dati omessi, incompleti o infedeli. E la sanzione non inferiore a 5.000 euro scatta immediatamente, anche per errori di un solo euro. Di fronte a questo imbarazzante paradosso si sono espressi Confprofessioni, Confassociazioni, Acta e Alta Partecipazione: siamo da sempre impegnati nella proposizione di strumenti che possano effettivamente contrastare l’evasione fiscale - affermano le Associazioni - ma i dati dimostrano che la proliferazione degli adempimenti aumenta la complessità del sistema mentre non ha effetto sul recupero dell’evasione. L’equazione più adempimenti meno evasione viene quindi ampiamente smentita dai fatti. Non è chiaro, tra l’altro, come gli adempimenti trimestrali possano velocizzare controlli che a oggi sono fermi sul 2014 con dati annuali 2015 già disponibili da almeno 7 mesi. L’evasione fiscale si contrasta con le semplificazioni, con meno burocrazia, con un migliore utilizzo delle tecnologie informatiche, e non con l’evoluzione di strumenti anacronistici che hanno già fallito in passato o con sanzioni che mettono sul medesimo piano un errore formale da 5 euro e una falsa fatturazione milionaria.

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