Soluzioni per sconfiggere l’evasione fiscale

Evasione fiscale
Evasione fiscale

Nel corso degli anni sono state proposte una serie di soluzioni per contrastare l’evasione fiscale. La più originale è quella di una lotteria associata agli scontrini. Sembrerebbe essere una soluzione già adottata in altri Paesi. A Taiwan, ad esempio, ogni scontrino fiscale emesso contiene un numero che permette di accedere ad una lotteria con premi ogni due mesi. Partecipare alla lotteria vuol dire tentare di vincere anche una somma corrispondente a 25.000 euro. Più scontrini si hanno più alta è la probabilità di portare a casa il gruzzolo.

In Gran Bretagna è stato suggerito di modificare le lettere con le quali il Fisco locale intima i contribuenti ritardatari di pagare le imposte. La proposta è quella di usare un linguaggio aggressivo-assertivo del tipo "Stiamo venendo a cercarti, sfondiamo la porta e portiamo via i tuoi bambini". Sembrerebbe, infatti, che le warnig letters riescano in qualche modo ad aumentare la sensibilità al pagamento delle tasse entro i termini.

In Italia sono comunque arrivate proposte ben più serie. Come quelle dei dottori commercialisti i quali ritengono che le risorse necessarie al perseguimento della politica del pareggio di bilancio sia da ricercare, fra l’altro, anche nell’inasprimento della lotta all’evasione fiscale. Purché tale condotta non si traduca in una sorta di oppressione fiscale per via del recupero quasi ossessivo del gettito.

Questa storia dell’oppressione fiscale è una faccenda veramente preoccupante e trova una sua motivazione nel fatto che il Ministero dell’Economia e delle Finanze pone come obiettivo il recupero annuo di una determinata somma che dovrà essere destinata per il finanziamento di una specifica spesa. Ebbene, per raggiungere l’obiettivo, l’Agenzia delle Entrate impiegherà mezzi, strumenti e risorse. Così facendo si vengono a creare i presupposti per creare una politica di recupero fiscale aggressiva a prescindere che i contribuenti siano effettivamente evasori. Ecco, allora, che si parla di oppressione fiscale ossia siamo tutti evasori fiscali fino a prova contraria.

Per potenziare l’azione di contrasto all’evasione fiscale viene riconosciuta alle Provincie che partecipano all’azione contribuendo all’accertamento o a segnalare all’Agenzia delle Entrate o alla Guardia di Finanza elementi utili a integrare i dati contenuti nelle dichiarazioni presentate dai contribuenti, una quota pari al 50% delle maggiori somme relative ai tributi statali riscossi a titolo definitivo.

Personalmente ritengo ci sia un modo per combattere l'evasione fiscale e prevede l'applicazione delle seguenti condizioni:

  • sistema sanzionatorio efficace e punizione dell’evasore con la galera;
  • detrazione totale delle spese;
  • pagamenti con carta di credito o bancomat al fine della tracciabilità totale;
  • dichiarazioni dei redditi fatte in automatico.

Al fine di fornire maggior pregio a tale teoria mi sento anche di suggerire la soluzione sotto il profilo tecnico. Partiamo dal presupposto che nessun pagamento dovrà essere fatto in contanti (lo so, in principio sarà un trauma ma ci abitueremo) e che tutte le spese possono essere detratte. Al momento del pagamento con carta di credito o bancomat (ovvero nel caso di pagamento tramite bonifico bancario) le banche, essendo in grado di tracciare i movimenti di accredito e di addebito, registrano nel proprio database i codici fiscali di cliente e venditore (o la partita Iva nel caso si tratti di società). Ogni mese queste informazioni dovranno essere trasmesse al Fisco tramite flusso telematico. Il Fisco, quindi, raccoglierà tutte le informazioni provenienti dalle banche all’interno di un sistema e, per ciascun contribuente, ne determinerà la base imponibile su cui applicare le imposte. Il risultato sarà confrontato con quanto effettivamente versato a titolo di imposta, quindi verà determinata il credito o a debito. Entro il mese di aprile di ogni anno sarà inviata a tutti i contribuenti una comunicazione contenente l’estratto conto dei ricavi e delle spese effettuate nell’anno precedente e il saldo da versare o da richiedere a rimborso. Tutto sarebbe molto più semplice: stop al contante, stop ai numerosi calcoli per le dichiarazioni dei redditi e, soprattutto, stop all’evasione fiscale.

Ciò che è certo è che l’evasione trova terreno fertile quando ricavi e compensi non sono tracciati. Ecco perché, fin dal 2006, la tracciabilità dei pagamenti fu posta come un must da parte del governo, il quale ha dettato una serie di misure in base alle diverse situazioni: si parla, quindi, di ridurre al massimo l’uso del contante per dare spazio a strumenti elettronici. In secondo luogo occorre dotare l’Amministrazione di strumenti informatici moderni nonché assoggettare a formazione tutti i dipendenti pubblici.

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