Spesometro: comunicazione cessione beni e servizi

Carte di credito
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Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 22 dicembre 2000 ha fatto scattare l’obbligo di comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini Iva per importi superiori a 3.000 euro.

L’adempimento, volto a contrastare l’evasione fiscale e le frodi in materia di Iva, prevede la comunicazione delle cessioni dei beni e delle prestazioni di servizi rese e ricevute per i gli importi superano la soglia di 3.000 euro al netto dell’imposta. Tale soglia è elevata a 3.600 euro Iva compresa per le operazioni non soggette a fatturazione ossia la maggior parte delle operazioni che riguardano il consumatore finale.

Cosa ha a che fare l’evasione fiscale con il monitoraggio della spesa? Secondo il Fisco grazie a questa analisi si potranno individuare i soggetti a più alto rischio. Lo spesometro, infatti, mette in atto una serie di azioni di controllo selettive in quanto mirate sulle possibili situazioni di frode o evasione fiscale

Per i contratti di appalto, fornitura, somministrazione e gli altri contratti da cui derivano corrispettivi periodici la comunicazione deve essere effettuata soltanto qualora i corrispettivi dovuti in un intero anno solare siano di importo complessivo non inferiore a 3.000 euro. Se sono stipulati più contratti collegati tra di loro il limite dovrà essere considerato tenendo conto dell’ammontare totale degli importi previsti per tutti i contratti.

Ogni anno, entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento, la comunicazione dovrà essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate. Non sono oggetto di comunicazione le importazioni, le esportazioni, le cessioni di beni o le prestazioni di servizi effettuate o ricevute nei confronti di operatori economici residenti nei Paesi black list, le operazioni già oggetto di comunicazione all’Anagrafe Tributaria quali la fornitura di energia elettrica, i servizi di telefonia o le assicurazioni, la compravendita di case, navi e aerei.

Per le prestazioni documentate da scontrino o ricevuta fiscale i corrispettivi devono essere indicati Iva inclusa e l’acquirente dovrà fornire i propri dati comprensivi di Codice Fiscale o Partita Iva al venditore al momento dell’acquisto.

La comunicazione va presentata entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento e va effettuata esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite un intermediario abilitato.

Devono trasmettere la comunicazione tutti i soggetti passivi Iva per le operazioni rilevanti ai fini dell’imposta:

  • per le quali hanno emesso fatture nei confronti dei clienti;
  • ricevute dai soggetti titolari di Partita Iva;
  • per le quali non hanno emesso fattura.

Sono esonerati dall’invio della comunicazione i contribuenti minimi i quali, però, se fuoriescono dal regime in corso d’anno devono presentare la comunicazione per tutte le operazioni compiute nell’intero periodo d’imposta in cui hanno superato le soglie previste dallo spesometro.

Qualora, a seguito di operazioni straordinarie o altre trasformazioni sostanziali quali ad esempio fusioni, scissioni o conferimenti, uno o più soggetti obbligati alla comunicazione risulti estinto, l’obbligo ricade sul soggetto che subentra.

Le operazioni oggetto di comunicazione sono quelle imponibili, non imponibili ed esenti. Di conseguenza sono da considerare non rilevanti ai fini Iva tutte quelle operazioni fuori campo di applicazione dell’Iva perché in esse manca uno dei requisiti essenziali.

Non vanno inviate le seguenti informazioni:

  • importazioni;
  • esportazioni;
  • operazioni con soggetti black list in quanto già monitorate;
  • operazioni che hanno già costituito oggetto di comunicazione all’Anagrafe Tributaria;
  • operazioni effettuate nei confronti di contribuenti non soggetti passivi Iva se il pagamento è avvenuto con carte di credito, di debito o prepagate;
  • operazioni effettuate e ricevute in ambito comunitario già monitorate attraverso i modelli Intra e il sistema Vies;
  • passaggi interni di beni tra rami di azienda, documentato con fattura.

La comunicazione deve essere effettuata in maniera telematica tramite Fisconline o Entratel oppure avvalendosi di intermediari abilitati alla trasmissione delle dichiarazioni e deve contenere i seguenti dati:

  • Partita Iva o Codice Fiscale del cedente ovvero prestatore e del cessionario ovvero committente. Per le operazioni nei confronti di soggetti non residenti e privi di Codice occorre indicare:
    • nel caso di persone fisiche: il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita e il domicilio all’estero;
    • nel caso di soggetti diversi dalle persone fisiche a denominazione, la ragione sociale o la ditta e la sede legale.
  • L’importo delle operazioni effettuate con evidenza dell’imponibile e dell’imposta oppure specificando che si tratta di operazioni non imponibili o esenti. Per le operazioni prive dell’obbligo di fattura devono essere indicati gli importi comprensivi dell’Iva.

La comunicazione va inviata entro il 30 aprile di ogni anno, con riferimento alle operazioni effettuate nell’anno d’imposta precedente. Superati i termini, il contribuente può integrare la comunicazione presentandone una nuova entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza, senza incorrere in alcuna sanzione. L’omesso invio della comunicazione comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da 258 a 2.065 euro. Stessa penalità per la trasmissione di dati incompleti o non veritieri.

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