Evasione fiscale: quali sanzioni?

Guardia di Finanza
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La scorsa estate sono state innalzate le sanzioni penali per gli evasori. In particolare non si potrà più accedere alla sospensione condizionale della pena per i reati di dichiarazione fraudolenta, infedele o omessa, di false fatturazioni, di distruzione delle scritture contabili, se l’imposta sottratta è superiore a 3 milioni di euro e al 30% del fatturato. Il patteggiamento sarà consentito solo a chi avrà saldato i conti con il Fisco. Più tempo per la magistratura per chiudere i processi. Vediamo in particolare di cosa si tratta.

Carcere agli evasori

Se l’imposta evasa è superiore a 3 milioni o comunque al 30% del volume d’affari non sarà più possibile beneficiare dell’istituto della sospensione condizionale della pena di cui all’articolo 163 del codice penale. Questa disposizione copre sia i delitti in materia di dichiarazione dei redditi e Iva sia quelli relativi alle false fatturazioni e alla distruzione della contabilità nonché la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, l’omesso pagamento dei tributi e l’indebita compensazione dei crediti.

Patteggiamento

Il patteggiamento sarà consentito solo a chi, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, abbia estinto con il pagamento i debiti tributari relativi ai fatti che sono alla base dei delitti stessi, comprese le sanzioni tributarie amministrative, anche nel caso in cui queste non siano irrogabili in base al principio di specialità.

Attenuante

In caso di pagamento del debito tributario l’attenuante consisterà nella riduzione della pena ad un terzo.

Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti

Si tratta di evasione fiscale ottenuta utilizzando fatture o altri documenti per operazioni inesistenti ovvero indicando in dichiarazione elementi fittizi passivi anche a prescindere dall’aver registrato in contabilità tali documenti. Nel caso di dichiarazione fraudolenta è prevista la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni.

Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifizi

Può commettere il reato di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifizi chi è tenuto alle scritture contabili. Occorre, pertanto, violare gli obblighi contabili, quindi presentare la dichiarazione annuale sulla base della contabilità artefatta. Si configura il reato di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifizi qualora congiuntamente l’imposta evasa sia superiore a 30.000 euro e siano sottratti all’imposizione elementi attivi per importi superiori al 5% di quelli indicati in dichiarazione o comunque superiori a un milione. La reclusione è da un anno e sei mesi a sei anni. Il fatto si considera come fraudolento quando l’indicazione non veritiera si fonda su una falsa rappresentazione delle scritture contabili obbligatorie o avvalendosi di mezzi fraudolenti idonei ad ostacolarne l’accertamento.

Dichiarazione infedele

Si configura il reato di dichiarazione infedele qualora congiuntamente siano evase imposte per importi superiori a 50.000 euro e siano sottratti elementi attivi superiori al 10% di quelli indicati nella dichiarazione o comunque superiori a due milioni di euro. Prevista reclusione da uno a tre anni.

Omessa dichiarazione

L’omessa dichiarazione avviene quando non viene assolto l’obbligo di presentazione delle dichiarazioni annuali relative alle imposte sui redditi o all’Iva. Si realizza il delitto di omessa dichiarazione se l’imposta evasa è superiore a 30.000 euro. Al di sotto di tale importo vi è illecito amministrativo. E’ prevista la reclusione da uno a tre anni. Non si considera omessa la dichiarazione presentata entro 90 giorni dalla scadenza oppure non sottoscritta o non redatta su stampato conforme al modello prescritto. Il delitto di omessa dichiarazione a fini dell'IVA è configurabile anche nell'ipotesi in cui siano state emesse fatture per operazioni inesistenti poiché l'Imposta sul Valore Aggiunto è dovuta anche per le fatture false, indipendentemente dal loro effettivo incasso, con conseguente obbligo di presentare la relativa dichiarazione.

Emissione di fatture fittizie

Il reato di emissione fatture fittizie è punito con la reclusione da un anno e mezzo a sei anni, indipendentemente dall’entità del danno causato all’erario. Tale reato si configura quando vengono emesse fatture o altri documenti per operazioni inesistenti al fine di favorire a terzi l’evasione d’imposta sui redditi o ai fini Iva. Il reato si configura all’atto dell’emissione del documento fittizio indipendentemente dall’utilizzo dei documenti da parte di terzi per fini fraudolenti. Commette reato anche chi, consapevole della falsità delle fatture, ne attesta la quietanza di pagamento.

Occultamento o distruzione di documenti contabili

Consiste nell’occultare o distruggere documenti o scritture contabili al fine di evadere le imposte in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume d’affari. La reclusione prevista varia da 6 mesi a 5 anni.

Omesso versamento di ritenute certificate

E’ prevista reclusione da 6 mesi a 2 anni nel caso di mancato versamento delle ritenute risultati da certificazione rilasciata ai sostituti entro i termini previsti per la dichiarazione annuale dei sostituti d’imposta. Il reato si configura se il totale delle trattenute certificate e non versate supera 50.000 euro per periodo d’imposta.

Omesso versamento Iva

Il reato si configura se il totale relativo all’Iva dovuta e non versata supera 50.000 euro per periodo d’imposta. E’ prevista reclusione da 6 mesi a 2 anni.

Alienazione dei beni

Si commette tale reato quando, pur di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o Iva nel caso di importi superiori a 50.000 euro, il contribuente aliena o compie atti fraudolenti sui beni propri in modo tale da rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva. E' prevista la reclusione da 6 mesi a 4 anni. Qualora, invece, le sanzioni e gli interessi siano superiori a 200.000 euro la reclusione varia da un anno a 6 anni.

Indebita compensazione

Si configura quando si portano in compensazione crediti non spettanti o inesistenti per somme superiori a 50.000 euro. La reclusione va da 6 mesi a 2 anni.

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