Scuola, province e statali: i tagli della spending review

Mario Monti
Mario Monti

L’obiettivo è scongiurare il rischio di aumentare nuovamente l’Iva. Per questo motivo Enrico Bondi, commissario straordinario per la spesa pubblica, ha individuato una serie di spese alle quali il governo può porre un taglio. Presi di mira sono gli statali, le scuole e le amministrazioni locali. E’ il cuore di quella procedura che fin dall’inizio è stata denominata spending review ossia la revisione della spesa pubblica. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Per cominciare sarà fissato un tetto massimo di spesa oltre il quale le amministrazioni non potranno spingersi. In pratica per ogni acquisto di beni e servizi sarà definito il prezzo migliore e si taglierà su tutto quello che eccederà tale livello.

Il 10% dei dipendenti pubblici e il 20% dei dirigenti sarà tagliato con la rassicurazione che, a differenza del settore privato, non ci saranno esodati. Gli uffici dovranno essere più piccoli, i buoni pasto saranno ridotti a 7 euro e le ferie non potranno essere più monetizzate. Gli uffici dovranno necessariamente chiudere una settimana a ferragosto e tra Natale e Capodanno.

Scompariranno alcune province. Dalle attuali 110 ne resteranno solo 60 circa. Tagli anche ai tribunali, alle procure e alle sedi distaccate. I costi per auto blu dovranno diminuire del 50% rispetto alla spesa sostenuta per acquisto e manutenzione nel 2011.

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