Crisi: famiglie italiane non rinnovano le assicurazioni auto

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Quali comportamenti adottano gli italiani per combattere la crisi? Sicuramente impiegano misure idonee a tagliare ciò che non è necessario: riducono i viaggi, preferiscono andare a piedi o in bicicletta piuttosto che usare l’auto, scelgono un abbigliamento economico al posto dei capi o accessori griffati. Qualcuno, però, oltre ai tradizionali metodi appena citati ha scelto di tagliare la spesa relativa all’assicurazione auto contro i danni provocati dagli eventi naturali.

Il principio è questo: sostenere soltanto le spese obbligatorie e tagliare, ove possibile, quelle facoltative. E’ così che solo una ristretta minoranza di italiani assicura la propria auto contro i danni provocati dagli eventi naturali, una clausola non obbligatoria e quindi facilmente presa di mira da quella azione che potremmo definire spending review delle famiglie ossia quel processo di abbattimento dei costi non necessari al fine di fronteggiare l’attuale periodo di recessione economica.

Da una ricerca effettuata da Facile.it sembrerebbe, infatti, che solo il 12% degli italiani alle prese con le assicurazioni sceglie di aggiungere una protezione contro gli eventi naturali. A questo risultato si è giunti analizzando circa 40.000 polizze emesse negli ultimi tre mesi. A fare la parte del leone sono state le donne, risultate più previdenti degli uomini. Tra di esse, infatti, il 14% ha attivato l’assicurazione contro i danni provocati dagli eventi naturali mentre per gli uomini la percentuale scende al 10%.

Un ulteriore dettaglio osservato dalla ricerca è stata la professione svolta da chi stipula l’assicurazione. Ad essere più propensi all’estensione della copertura assicurativa sono gli agenti di commercio, la categoria di soggetti maggiormente abituati a muoversi e a girare per le strade in qualsiasi clima. Fanalino di coda della classifica sono gli ecclesiastici, i preti e le suore.

Sotto il profilo territoriale, ad occupare i posti più alti della classifica sono le regioni Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria. Evidentemente quelle nelle quali vi è più paura di grandine e neve.

Gli effetti della crisi, tuttavia, non si fermano qui. In Italia, infatti, è in crescita il numero dei veicoli che circolano senza assicurazione. Si tratta di un fenomeno che desta un preoccupante allarme sociale. L’attuale normativa prevede che tutti i veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, non possono essere posti in circolazione sulla strada senza la copertura assicurativa a norma delle vigenti disposizioni di legge sulla responsabilità civile verso terzi. Tutti coloro che circolano senza copertura assicurativa sono soggetti a sanzioni amministrative.

L'organo accertatore ordina che la circolazione sulla strada del veicolo sprovvisto di copertura assicurativa sia fatta immediatamente cessare e che il veicolo stesso sia in ogni caso prelevato, trasportato e depositato in luogo non soggetto a pubblico passaggio, individuato in via ordinaria dall'organo accertatore o, in caso di particolari condizioni, concordato con il trasgressore. Quando l'interessato effettua il pagamento della sanzione, corrisponde il premio di assicurazione per almeno sei mesi e garantisce il pagamento delle spese di prelievo, trasporto e custodia del veicolo sottoposto a sequestro, l'organo di polizia che ha accertato la violazione dispone la restituzione del veicolo all'avente diritto, dandone comunicazione al prefetto. Quando nei termini previsti non è stato proposto ricorso e non è avvenuto il pagamento in misura ridotta, l'ufficio o comando da cui dipende l'organo accertatore invia il verbale al prefetto. Il verbale stesso costituisce titolo esecutivo ai sensi dell'articolo 203, comma 3, e il veicolo è confiscato ai sensi dell'articolo 213.

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