Riforma delle professioni: assicurazione obbligatoria per professionisti

Professionisti
Professionisti

L’anno scorso si è avviato il processo di riforma delle professioni. La bozza prevedeva, fra l’altro, il libero accesso alla professione ossia l'accesso senza limitazioni né numeri chiusi con la sola eccezione dei notai e il tirocinio retribuito inferiore a tre anni e introduceva la norma antievasione al fine di consentire all’Agenzia delle Entrate di sanzionare i professionisti che non rilasciano la ricevuta. Ma, in particolare, già allora si prevedeva l’obbligo di stipulare polizze assicurative contro i rischi professionali. Ed è proprio questo l’aspetto che approfondirò con questo articolo.

In effetti di riforma delle professioni si comincia a parlare già dal 1983, anno in cui l’allora ministro della Giustizia Clelio Darida insediava, per tale scopo, una commissione. Da quell’anno si è arrivati ad ora senza nessun effetto.

Per la verità, quella dell’assicurazione contro i rischi professionali è una pratica già adottata da tempo da diverse professioni le quali la prevedevano, seppur in maniera non obbligatoria, nel proprio codice deontologico. Adesso, stipulare una polizza per i rischi derivanti dall’esercizio di un’attività professionale non è più soltanto un obbligo deontologico ma anche giuridico e la competenza ad accertare l’assolvimento dell’obbligo assicurativo graverà sugli Ordini locali. A prevederlo è l’articolo 3, comma 5, lettera e) del D.L. 138 del 13 agosto 2011, convertito in data 14 settembre 2011 con la legge n. 148.

In pratica, con la riforma delle professioni, il professionista è obbligato a stipulare un’assicurazione per mettersi al sicuro dai rischi del mestiere. Il tipo di responsabilità che viene assicurata riguarda solo la “colpa” e la “colpa grave” ma non il dolo che, per legge, non è assicurabile. Oggetto dell’assicurazione è anche il danno connesso alla custodia di documenti o valori ricevuti dal cliente. Gli estremi della polizza e il massimale devono essere resi noti al cliente al momento dell’assunzione dell’incarico affinché possa venire a conoscenza della natura e dei massimali a tutela di eventuali danni che il professionista potrebbe provocargli nell'adempimento del mandato. La violazione di tale obbligo costituisce illecito disciplinare, con conseguente applicabilità della disciplina sulle pratiche commerciali scorrette e antitrust.

Sono, quindi, obbligati ad assicurarsi i professionisti dell'area medica (medici, farmacisti, infermieri e assistenti sociali), dell'area tecnica (ingegneri, architetti e periti agrari) e dell'area economico-giuridica (commercialisti, consulenti del lavoro, notai e avvocati). Tale obbligo, tuttavia, costituisce una forma di salvaguardia non solo per il cliente ma anche per il professionista poiché non sarà chiamato a rispondere personalmente a seguito di eventuali contenziosi.

La norma prevede che le condizioni generali delle polizze assicurative possano essere negoziate dai consigli nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti. In questo modo è possibile stipulare convenzioni a condizioni vantaggiose per gli iscritti. Tuttavia è prevista la libertà per il singolo professionista di stipulare la polizza assicurativa con la compagnia che riterrà più opportuna.

Anche le società di capitali per l’esercizio delle professioni sono obbligate a stipulare una polizza di assicurazione per la copertura dei rischi derivanti dalla responsabilità civile per i danni causati ai clienti dai singoli soci professionisti nell'esercizio dell'attività professionale.

La scadenza per assicurarsi contro i rischi connessi allo svolgimento dell’attività professionale, inizialmente fissata alla data del 13 agosto scorso, è stata prorogata di un anno. Il modello da applicare sarà del tipo claims made in modo da coprire i rischi professionali sia per il periodo in cui la polizza è in vigore sia per quello in cui il professionista non era assicurato.

Articoli correlati

Tags: 

Aggiungi un commento