Contribuenti minimi e nuove iniziative produttive: vantaggi fiscali per aprire un’attività

Aprire un'attività
Aprire un'attività

I giovani che intendono intraprendere una nuova attività, anche in franchising, possono scegliere due differenti regimi fiscali: quello dei contribuenti minimi e quello delle nuove iniziative produttive. Si tratta di due regimi particolarmente importanti poiché offrono grossi vantaggi sotto il profilo fiscale. Con questo articolo ne voglio offrire una rapida panoramica rimandandovi al mio nuovo ebook dal titolo Fare impresa per ogni utile approfondimento.

Al regime dei minimi e al regime delle nuove iniziative produttive possono accedere le persone fisiche che vogliono esercitare un’attività di lavoro autonomo o d’impresa e che rispettano le seguenti condizioni:

  • non avere esercitato, nei tre anni precedenti, attività professionale o d’impresa anche in qualità di coadiuvante familiare o socio di società in nome collettivo o socio accomandatario di Sas;
  • la nuova attività produttiva non deve rappresentare in nessun modo una mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente, a meno che si tratti di un contribuente che ha perso il lavoro o è in mobilità. In ogni caso tale disposizione non opera se il soggetto prosegue l’attività già svolta come lavoratore dipendente a condizione che non abbia alcun rapporto con il precedente datore di lavoro e con la precedente struttura aziendale o professionale.

Oltre ai già citati requisiti, il soggetto che intende aderire al regime dei contribuenti minimi deve rispettare anche i seguenti requisiti:

  • ricavi e compensi non superiori a 30.000 euro;
  • assenza di esportazioni;
  • nel triennio precedente, spese per beni strumentali di importo non superiore a 15.000 euro;
  • assenza di lavoratori dipendenti.

I vantaggi che ottiene il soggetto che opera in regime dei contribuenti minimi sono i seguenti:

  • non assoggettamento a Iva di tutte le operazioni;
  • determinazione del reddito con il criterio di cassa anche per le attività d’impresa;
  • pagamento dell’imposta sostitutiva sul reddito nella misura del 5% senza applicazione di ritenuta d’acconto sui compensi;
  • esenzione dall’applicazione degli studi di settore.

Il regime dei minimi ha durata massima di cinque anni ma può proseguire fino al periodo d’imposta in cui il contribuente compie 35 anni.

I limiti di accesso per il regime delle nuove iniziative sono simili a quelli dei contribuenti minimi con l’eccezione del limite dei ricavi e dei compensi che ammonta a euro 30.987,41 per professionisti e prestazioni di servizi e euro 61.974,83 per le altre attività. In questo caso l’imposta sostitutiva è pari al 10% senza ritenuta d’acconto e il reddito viene determinato per competenza. L’Iva sulle operazioni è applicata in maniera ordinaria.

Il regime delle nuove iniziative produttive ha durata massima di tre anni, indipendentemente dall’età del contribuente.

Articoli correlati

Tags: 

Aggiungi un commento