Manovra di ferragosto: mani del Fisco nelle tasche degli Italiani

Manovra di ferragosto
Manovra di ferragosto

Dobbiamo stringere la cinghia. Occorre risanare il bilancio pubblico entro il 2013. Servono maggiori sacrifici da parte di tutti. Affermazioni del genere le abbiamo ascoltate fino alla nausea. La persona che fino a un qualche me fa cercava di rassicurarci sostenendo ingannevolmente di avere i conti pubblici in ordine, ebbene, quella stessa persona viene a chiederci adesso ulteriori sacrifici. E all’appello sono chiamati tutti. Giovani, anziani e bambini. Imprenditori, liberi professionisti, dipendenti e studenti. Disoccupati ed evasori fiscali. Tutti, nessuno escluso.

L’Italia è vittima di un altissimo debito pubblico e di una bassissima crescita economica. Insomma, per usare termini più prosaici l’Italia è ormai una barcarola sfasciata e siamo tutti a rischio. Ci troviamo a dover pagare interessi salatissimi sui titoli di Stato e, facendo due conti, stiamo percorrendo lo stesso cammino già tracciato dalla Grecia. Se questo è l'inizio possiamo immaginare anche quale sarà la fine.

Abbiamo bisogno di 45 miliardi di euro entro il 2013 quindi, signore e signori, mettete mano al portafoglio e siate generosi!

Cominciamo con i redditi superiori a 90.000 euro. Questi contribuenti saranno soggetti ad un prelievo di solidarietà pari al 5% da calcolare sulla quota che eccede i 90.000 euro e al 10% per la quota che eccede i 150.000 euro.

Presi di mira anche le Azioni e i Fondi di investimento in quanto i guadagni conseguiti, ossia la differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita, saranno tassati al 20% a partire dal 2012 contro il 12,50% attuale. Sembrerebbero esclusi i titoli di Stato, i Bot e i Btp.

Stop ai pagamenti in contanti o almeno a quelli che superano i 2.500 euro. Le cifre superiori dovranno essere corrisposte con mezzi tracciabili quali assegni, bonifici o carte di credito. In questo modo si cerca di limitare l’evasione fiscale.

Azzerati anche i ponti, eccetto quello sullo Stretto di Messina il quale, sebbene la contrarietà di molti siciliani, si farà con un investimento di 8,5 miliardi di euro. Scherzi a parte, si sta pensando di non perdere troppi giorni di lavoro trasferendo le festività del 25 aprile, del 1° maggio e del 2 giugno al venerdì, domenica o lunedì successivi in modo da eliminare la possibilità di attaccarle ai giorni di ferie.

Quanto ai costi della politica si cercherà di chiudere qualche Provincia e qualche Comune. E già è cominciato l’attacco di presidenti, sindaci e consiglieri comunali che si sono ritrovati la poltrona traballante. In questo modo il risparmio per le casse statali sarà insignificante. A quanto possono ammontare, secondo voi, i costi di un piccolo comune? Praticamente niente se confrontati alla paradossale somma di cui l'Italia ha bisogno.

La manovra di ferragosto, attualmente all’esame del Parlamento, potrebbe subire modifiche ed entro la metà di settembre è previsto l’ok definitivo.

I provvedimenti, così come sono, sembrerebbero essere insufficienti a risollevare le sorti dell’Italia e rilanciare la crescita. La soluzione che si vuole suggerire al governo è quello di impegnarsi seriamente a combattere l’evasione fiscale e ridurre, con altrettanta serietà, la spesa pubblica a cominciare dai costi della politica.

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