Soluzione per contrastare definitivamente l’evasione fiscale

Evasione fiscale
Evasione fiscale

A quanto ammonta il prezzo della sua prestazione? Cinquanta euro. Se vuole la fattura sono cento euro più Iva. Da una parte il signor Rossi, prestatore d’opera, dall’altra il signor Bianchi, committente. Rossi potrebbe essere un tecnico riparatore, reddito dichiarato 8.000 euro annui. Bianchi, invece, un pensionato, reddito dichiarato 5.400 euro annui. Il pensionato ci pensa un po’, fa due conti poi sceglie il pagamento senza fattura.

Così facendo il tecnico ha guadagnato un po’ meno ma di contro non dovrà versare Iva né assoggettare a Irpef il reddito conseguito. Questo vorrà dire che anche per l’anno in corso potrà dichiarare un reddito non superiore a 8.000 euro e continuare a godere di tutte le agevolazioni che il Fisco offre a chi ha un reddito basso fra le quali esenzione delle tasse scolastiche per i figli o delle spese sanitarie.

Anche il pensionato, suo malgrado, è soddisfatto. Ha ottenuto la riparazione dell'elettrodomestico e, evitando l’emissione di quell’inutile documento, ha risparmiato ben 70 euro. Il giusto necessario per poter tirare fino a quando riscuoterà la prossima pensione.

I signori Rossi e Bianchi non hanno ben chiaro in mente che in Italia la cessione di beni e la prestazione di servizi non sono mai rapporti bilaterali, ancorché siano previste le sole figure del compratore e del venditore. Questo perché in tali relazioni interviene il Fisco. Sempre.

Quello che il tecnico riparatore e il pensionato hanno dato vita si chiama, come noto, evasione fiscale. Dicono che in Italia ogni anno circolano 120 miliardi di euro frutto di evasione fiscale. Non è chiaro quanto sia attendibile questa cifra visto che alla base dei calcoli ci sono solo stime, presunzioni, ipotesi, congetture. Insomma nulla. Per il Fisco siamo tutti evasori: imprenditori, liberi professionisti, lavoratori dipendenti, pensionati e disoccupati. Tutti. O almeno fino a prova contraria.

Il Fisco ha sempre avvertito, intimato, prescritto e ordinato. Ma non ha mai agito sul serio per contrastare il fenomeno evasivo. Anzi, in un certo senso l’ha alimentato. Vogliamo, infatti, parlare dello scudo fiscale o del falso in bilancio che non è più un reato?

Occorre che il Fisco prenda seri provvedimenti nel contrasto all’evasione fiscale. E questo non dovrà avvenire prendendo di mira imprenditori e liberi professionisti e sfiancandoli fino a soffocarli di controlli e indagini. Io suggerirei due soluzioni: la prima è quella di prevedere le manette per tutti gli evasori; la seconda è quella di permettere la detrazione ai fini Irpef di tutte le spese.

Così facendo il signor Rossi, prestatore d’opera, presenterebbe al signor Bianchi, pensionato, un conto di 70 euro più Iva.
Questi corrisponderà al tecnico l’importo di 84 euro. In sede di dichiarazione dei redditi potrà detrarre la spesa recuperando il 20% ossia 16,80 euro. A conti fatti il pensionato avrà pagato solo euro 17,20 in più rispetto alla prestazione in nero. Il signor Rossi, invece, dovrà versare 14 euro di Iva mentre la parte restante assoggettarla a tassazione, si suppone, del 27% pari a euro 18,90. A conti fatti dovrà corrispondere al fisco euro 32,90 con un guadagno netto di euro 51,10. In più, dichiarando inevitabilmente un reddito superiore a 8.000 euro non avrà più diritto ad alcuna agevolazione fiscale.

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Commenti

Sono completamente daccordo con quanto proposto da Nicola, per cercare di sconfiggere l'evasione fiscale o quanto meno di ridimensionarla drasticamente la direzione più efficace è quella di rendere conveniente, a chi sostiene la spesa, poter recuperare in dichiarazione il costo sostenuto. A mio avviso ci sono attività, imprenditoriali ma anche libero professionali, che consentirebbero di recuperare ingenti importi di base imponibile e, guarda caso, in maggioranza sono tutte quelle attività che il più delle volte presentano delle limitazioni di detrazione in sede di dichiarazione. Ci sono anche gli strumenti per poter, in qualche modo, controllare queste operazioni legando ad esempio la possibilità di detrarre la spesa alla condizione che il pagamento della fattura/ricevuta avvenga a mezzo bonifico (come avviene oggi per le spese di ristrutturazione) o mediante altro mezzo di pagamento che comunque lasci una traccia. In questo modo l'amministrazione finanziaria avrebbe il duplice vantaggio di recuperare a tassazione base imponibile che altrimenti rimarrebbe occultata e al contempo beneficerebbe di una banca dati certa della capacità di spesa dei contribuenti, senza poi tralasciare i vantaggi riguardanti il recupero di base imponibile ai fini previdenziali e quelli contro la lotta al lavoro sommerso e all'abusivismo.
Se si prendesse in considerazione questa possibilità, si potrebbe pensare anche all'eliminazione delle detrazioni fiscali elemosinate (pardon riconosciute) dal fisco. Infatti a che mi servirebbe avere una detrazione per figli a carico se mi venisse consentito di scaricare in dichiarazione le spese sostenute per il loro mantenimento (ad esempio, la spesa per l'asilo nido privato; visto che per essere preso al comunale devi essere indigente)?
Quindi a mio avviso sarebbe opportuno:
1) consentire di detrarre in dichiarazione la maggior parte delle spese sostenute dal contribuente (ad esclusione di quelle voluttuarie) a condizione che vengano saldate con mezzi di pagamento tracciabili e siano certificate da fattura, ricevuta fiscale o scontrino parlante;
2) eliminare le limitazioni e le franchige sulle spese detraibili con la possibilità o l'obbligo (a seconda dei casi) di spalmare la detrazione di spese ingenti anche negli anni successivi;
3) eliminare le detrazioni fiscali (lavoro dipendente/autonomo, familiari a carico e quant'altro) sostituendole con le detrazioni per le spese sostenute nell'anno di reddito precedente e dichiarate dal contribuente con l'obbligo poi di eseguire il conguaglio a fine anno o in dichiarazione.
Sono un pò meno daccordo invece sul discorso delle manette agli evasori per il fatto che l'Italia è un paese forse eccessivamente garantista e quindi questi parassiti difficilmente sconterebbero qualche giorno di carcere. Il modo migliore secondo me per colpirli è toccargli il portafoglio in maniera incisiva mediante il sequestro dei beni (come avviene nei casi di mafia) e delle attività ed il blocco dei conti correnti a loro riconducibili (come avviene nei sequestri di persona) fino a che non si concludono indagini e processi costringendoli così a vivere per un pò con un tenore di vita notevolmente al di sotto delle loro abitudini e prevedere, in caso di condanna, la possibilità da parte dello Stato di recuperare l'imposta evasa mediante l'alienazione dei beni, attività e conti correnti e la successiva vendita.

A mio avviso l'unico metodo efficace, giusto, valido al fine di sconfiggere le numerosissime attività illecite dei tempi nostri è rappresentato dalla TRACCIABILITA' TOTALE E ASSOLUTA di tutte le transazioni commerciali e finanziarie. BANDO al denaro contante e istituzione di carte ricaricabili o di credito che circolano alla stregua del contante. E non mi vengano a dire che non si può fare per agevolare i pensionati, perchè così come è entrato l'euro, nello stesso modo il pensionato riuscirà a maneggiare uno strumento nuovo.... basta abituarsi!
Sapete perchè questo non si fa in Italia? Perchè i primi a non volerlo sono i nostri governanti..... per ovvie ragioni di tornaconti economici! Sono ad ogni buon conto certissimo che anche pagando tutti le tasse, la percentuale di tassazione in Italia sarebbe sempre molto elevata, perchè l'enorme sperperio di risorse nella macchina burocratica, politica e amministrativa aumenterebbe la propria ingordigia, senza accontentarsi mai!

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