Monitorare il business con indici di bilancio

Indici di bilancio
Indici di bilancio

Un'impresa fallisce quando non è più in grado di far fronte ai propri impegni. Nessun imprenditore è immune dal fallimento però ognuno può monitorare attentamene l'andamento del proprio business al fine di intercettare eventuali segnali di allarme. In tale ambito occorrono in aiuto gli indici di bilancio che permettono, fra l'altro, di valutare i flussi di cassa e monitorare l'andamento finanziario.

In altre occasioni ho parlato di come trasformare un’idea imprenditoriale in attività, della necessità di ponderare attentamente le possibili reazioni del mercato e dell’esigenza di analizzare i bisogni dei propri clienti. L’analisi condotta ha rappresentato le notevoli difficoltà che si incontrano nel trasformare l’idea imprenditoriale in business: dall’analisi del mercato allo studio della concorrenza. Sarebbe interessante, a questo punto, ampliare l’argomento individuando le tecniche che ogni imprenditore può adottare per tenere alto il proprio livello di business: valutazione economica e fattibilità finanziaria.

Partiamo da un punto fermo: il fallimento. Quando un imprenditore fallisce? Rispondere a questa domanda sfruttando gli insegnamenti contabili, amministrativi ed economici che conosco richiederebbe parecchio tempo e condurrebbe la nostra analisi fuori tema. Per questo mi limiterò a dire che un imprenditore fallisce quando sostanzialmente non è più in grado di soddisfare i propri creditori. In poche parole quando non ha più capitali né trova qualcuno disposto a fargli credito. Questo vuol dire che fino a quando un imprenditore onora i propri debiti non può essere considerato un fallito.

Il problema è che in questi anni sempre più spesso le banche hanno chiuso il rubinetto del credito o, comunque, ne hanno ridotto il flusso. Per cui richiedere un finanziamento, un prestito o un mutuo potrebbe rappresentare, per certi versi, un ostacolo insormontabile.

Ecco che assume un ruolo particolarmente importante la valutazione dei flussi di cassa del proprio business e il monitoraggio dell’andamento finanziario nel corso dei mesi in modo da consentire all’imprenditore una corretta analisi dei flussi e agevolare – ove possibile – l’adozione di misure correttive necessarie al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Questo perché, come già accennato, il successo o il fallimento di un’impresa dipende anche dal controllo della liquidità.

Con il controllo della liquidità l’impresa riuscirà a osservare i flussi finanziari e provvedere in tempo al proprio fabbisogno di denaro evitando, così, di rimanere scoperta o di ricorrere a finanziamenti svantaggiosi accesi per coprire perdite inaspettate.

In tale ambito assumono particolare valenza gli investimenti, la cui logica prevede che vi sia un’immediata uscita finanziaria a fronte di un successivo recupero dovuto al ritorno economico. Prima di affrontare un investimento è bene valutare se lo stesso possa dare origine ad un ritorno economico ossia se i ricavi originati risultano essere superiori ai costi sostenuti.

Contabilmente si hanno a disposizione diversi indici di bilancio che permettono di valutare gli investimenti o verificare l’indipendenza finanziaria e la solidità patrimoniale dell’azienda.

Tra gli indici di solidità patrimoniale assume particolare rilevanza quello che segnala il peso del capitale proprio sul capitale acquisito:

Indice di solidità patrimoniale

Tale indice evidenzia la solidità patrimoniale dell’impresa rappresentando la misura in cui il totale dei mezzi investiti nell’impresa è stato finanziato con capitale proprio. Un basso indice segnala elevato indebitamento che comporta maggiori condizionamenti dall’ambiente esterno e maggiori restrizioni nella libertà di amministrare l’impresa.

Il quoziente di indebitamento può essere calcolato confrontando i debiti con i mezzi propri:

Quoziente di indebitamento

L’indicatore restituisce segnali positivi quando il risultato è basso.

Un altro indice che misura il grado di indebitamento è dato dal confronto fra debiti e capitale investito, inteso anche come indice di solvibilità ossia la capacità che ha l’impresa di pagare i debiti.

Indice di solvibilità

Anche in questo caso più basso è il rapporto, maggiore è la solvibilità dell’impresa.

Confrontando i mezzi propri con il capitale investito si ottiene un indice che valuta la possibilità di crescita dell’azienda:

Indice di crescita dell'azienda

Se il rapporto varia da 0,33 a 0,66 l’indice è considerato normale, se invece supera 0,66 l’impresa ha risorse sufficienti per la crescita.

Ho trovato molto completo il testo L'analisi di bilancio di Francesco Giunta e Michele Pisani. Gli autori ricordano che gli indici di cash flow accrescono significativamente la possibilità di comprendere le condizioni monetarie della gestione, rispettando i nessi sistemici che legano le operazioni. Tali indici possono essere costruiti confrontando per quoziente vuoi le quantità elementari, vuoi i margini contenuti nel rendiconto.

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