Regime dei minimi: come aprire un’attività e pagare il 5% di tasse

Fare impresa
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Sarà l’effetto crisi, sarà una sempre più diffusa propensione al rischio, sarà che il lavoro dipendente non esiste più ma sempre più persone scelgono di mettersi in proprio. E lo fanno approfittando di alcune agevolazioni fiscali pensate apposta per i giovani che scelgono di avviare un’attività indipendente. Una di queste è il regime dei minimi, regime fiscale che offre al contribuente la possibilità di saldare i conti con il fisco pagando una imposta minima pari al 5%.

Il nuovo regime dei minimi è operativo solo dallo scorso anno. E’ particolarmente allettante sebbene presenta criteri di accesso e di permanenza abbastanza rigidi. Ad esempio non bisogna aver esercitato nei tre anni precedenti un lavoro autonomo oppure la nuova attività non deve essere una mera prosecuzione di un lavoro già svolto in precedenza, anche come lavoro dipendente. Fra gli altri vincoli si riscontrano anche il limite dei ricavi di 30.000 euro o il limite degli investimenti di 15.000 euro.

Insomma, se si rispettano i paletti di accesso si potrà avviare un’attività in proprio pagando solo il 5% di tasse. Ma l’agevolazione non solo questa: nessuna applicazione dell’Iva, dell’Irap, degli studi di settore e dello spesometro.

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