Mentire sul curriculum vitae

Curriculum vitae
Curriculum vitae

La Costituzione della Repubblica Italiana sancisce, agli articoli 1 e 4, il diritto e il dovere di ogni cittadino verso il lavoro. Negli ultimi anni, soprattutto da quando ha preso il via l'attuale crisi economica, queste garanzie sono andate svanendo, moltiplicando in maniera esponenziale la concorrenza per quei pochi posti che, di volta in volta, si rendono disponibili.

Ovvio, purtroppo, che qualcuno sia tentato, considerato anche il pessimo esempio dato da politici o aspiranti tali, che a turno, e abbastanza trasversalmente, millantano lauree conseguite oltremare o esperienze lavorative e personali che sembrano tratte dalla cinematografia, di compilare il proprio curriculum vitae "gonfiando" alcuni dettagli.

Nulla di più sbagliato per iniziare un rapporto di lavoro che, per definizione, viene inteso come "l'attività di impiego di energie fisiche e intellettuali dell'uomo per la produzione o lo scambio di beni e servizi". E' evidente che una pratica eticamente riprovevole non collima né con la definizione né tantomeno con il rapporto di fiducia che si deve instaurare tra collaboratore e datore di lavoro.

Se quest'ultimo dovesse venire a conoscenza delle menzogne, scritte o dette, in fase di assunzione, verrebbe meno il rapporto di fiducia, con la conseguente impossibilità di poter proseguire il rapporto in maniera proficua, tenendo conto che si profilerebbe la possibilità di un licenziamento, contro il quale sarebbe assurdo intentare qualsiasi vertenza sindacale. Si può stare certi, infatti, che le bugie abbiano la capacità di venire a galla, vuoi per incongruenze professionali, vuoi perché, essendo "il mondo piccolo" ed essendo nell'era dei social network, si può venire a conoscenza facilmente del background culturale di chiunque.

Meglio quindi concentrarsi sulla stesura di un curriculum vitae che rispecchi veramente la persona e che riproduca fedelmente il percorso di studi e le eventuali esperienze lavorative pregresse. Qualche piccolo accorgimento è sempre possibile, magari giocando con la lingua italiana, che lascia ampi margini di manovra, ed è bene fare leva sulle capacità di lavorare in team, sul desiderio di imparare cose nuove, sullo spirito di adattamento alle situazioni, ai colleghi, ecc... Queste caratteristiche possono sicuramente fare più simpatia ad un direttore del personale che, con l'esperienza, saprà fare il giusto confronto tra ciò che c'è scritto sul curriculum vitae e la persona che si trova di fronte.

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