Aspetto contabile e fiscale degli impianti in affitto o usufruttuo

Contabilità
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Il codice civile prevede che gli impianti dell’azienda in affitto o in usufrutto devono essere mantenuti in efficienza. In questo caso il conduttore ha il diritto di effettuare gli ammortamenti sui beni ricevuti in affitto a fronte del risarcimento che presumibilmente dovrà pagare a fine contratto. A tal proposito il fisco prevede che la deducibilità degli ammortamenti materiali e immateriali compete all’affittuario o all’usufruttuario.

Sotto il profilo contabile, per l’affittuario l’accantonamento andrà fatto tra gli Altri fondi. Inoltre, dovrà annotare tra i conti d’ordine il valore dei beni compresi nell’affitto dell’azienda.

La quota di ammortamento in capo all’affittuario si determina facendo riferimento al costo originario dei beni quale risulta dalla contabilità del concedente e fino a concorrenza del costo non ancora ammortizzato. I coefficienti da utilizzare sono quelli stabiliti per il settore di appartenenza del concedente. In caso di inizio dell’affitto nel corso dell’esercizio, gli ammortamenti dovranno essere ragguagliati al tempo di utilizzo di entrambi i contraenti.

Al termine del contratto e una volta determinato l’importo del degrado tecnico subito dai beni strumentali l’affittuario dovrà procedere al risarcimento. Se l’importo è pari a quello accantonamento a titolo di ammortamento si provvederà a chiudere il fondo alimentato con l’uscita dal conto corrente bancario. Se, invece, l’importo del risarcimento è superiore al valore accantonato si rileveranno le sopravvenienze passive. Viceversa, se il risarcimento sarà inferiore all’accantonato, le sopravvenienze saranno attive.

L’affittante continuerà a tenere in beni in bilancio ma ne sospenderà l’ammortamento. Al termine del contratto il proprietario dovrà inserire nella propria contabilità l’ammortamento effettuato dall’affittuario. Se l’importo ricevuto a titolo di risarcimento è pari a quello accantonato provvederà ad alimentare il fondo ammortamento con l’entrata di banca. Se, invece, il risarcimento è superiore al valore ammortizzato dovrà contabilizzare una sopravvenienza attiva. Viceversa, se l’importo fissato per il risarcimento è inferiore al valore risultante dall’accantonamento, la differenza costituirà sopravvenienza passiva.

Sotto il profilo Irap il canone d’affitto è tassabile per la società affittante e deducibile per il conduttore.

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