Autonoma organizzazione Irap: nessun limite all'utilizzo di beni strumentali

Sentenza
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Un altro tassello Irap che si stacca, cade e si frantuma e un altro elemento che nasce per tracciare la reale linea di demarcazione tra contribuenti che devono versare l'Irap e quelli che sono esenti: un valore di beni strumentali impiegati nell'esercizio dell'attività superiore a 15.000 euro non può costituire indizio di una attività organizzata in forma tale da determinare l'assoggettamento automatico a Irap del contribuente.

Da anni contribuenti e Fisco si presentano davanti alla Corte di Cassazione affinché questa decida sulla soggettività passiva del contribuente. In molti casi la Corte esprime il proprio parere a favore del contribuente. Il motivo di tali contenziosi è la mancanza di una chiara individuazione tra chi è soggetto passivo Irap e chi è, di fatto, esente.

L'assoggettamento al tributo ricorre quando il contribuente è il responsabile dell'organizzazione e non è inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interessi, impiega beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza di organizzazione, si avvale in modo non occasionale di lavori altrui.

Nonostante questi principi basilari l'Agenzia delle Entrate con la circolare 45/E/2008 ha segnalato che ai fini dell'individuazione del requisito di autonoma organizzazione può tornare utile la disciplina dei cosiddetti contribuenti minimi. Per essere compatibile con tale regime, il contribuente deve rispettare una serie di limiti fra cui quello di 15.000 euro di beni strumentali. L'Agenzia ha, perciò, assunto tale limite anche per costituire una soglia indicativa per definire l'organizzazione minima di beni oltre la quale si è assoggettati a Irap.

La Cassazione, tuttavia, non è stata d'accordo con quanto considerato dall'Agenzia delle Entrate, sostenendo che l'assoggettamento Irap richiede un analitico esame delle spese affrontate dal contribuente in riferimento alla specifica attività esercitata. L'eccedenza minima dei beni strumentali, pertanto, non può essere limitata ad uno specifico importo ma deve essere valutata in merito alla qualità dell'attività esercitata e alla quantità di beni strumentali utilizzati.

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