Come fare una fattura elettronica

Fatturazione elettronica
Fatturazione elettronica

Ultimo capitolo della fatturazione elettronica. La guida alla fatturazione elettronica 2018 si conclude con questo quarto appuntamento nel quale, analizzando i dettagli tecnici, verrà affrontato il tema della fatturazione delle operazioni (tenendo conto anche delle operazioni che prevedono l'emissione della fattura semplificata). Nei tre capitoli precedenti si è parlato di fatturazione elettronica a Pubblica Amministrazione e privati, di fatturazione elettronica e sistema di interscambio e di agevolazioni e semplificazioni per chi sceglie la fatturazione elettronica. Per chi volesse approfondire il tema della fatturazione elettronica, al termine di questo articolo saranno proposti alcuni testi utili.

Fatturazione delle operazioni

L'Articolo 21 del DPR 633 del 1972 impone al soggetto che effettua la cessione di beni o la prestazione di servizi di emettere fattura. La fattura, quindi, è il più importante documento aziendale in grado di rappresentare un'operazione commerciale. Questa genera effetti di natura fiscale, civile, penale e finanziaria.
L'emissione del documento può avvenire anche in formato elettronico intendendo con tale definizione la fattura emessa e ricevuta in qualunque formato elettronico. È evidente che il ricorso alla fattura elettronica sia subordinato all'accettazione da parte del destinatario. Tale accettazione è ampiamente superata dal momento in cui la normativa prevede un obbligo specifico nella trasmissione e nella ricezione della fattura elettronica.
A dare validità agli atti, dati e documenti realizzati con strumenti informatici o telematici è il secondo comma della Legge 15/03/1997, n. 59 che rimanda, tuttavia, ad altro regolamento per la definizione dei criteri e delle modalità di applicazione. Tale regolamento è stato approvato con D.P.R. 10 novembre 1997, n. 513.
La fattura deve essere emessa nel momento in cui l'operazione è effettuata. In linea di massima e rappresentando che la normativa presenta alcune eccezioni – che in tale ambito non saranno prese in considerazione – ai fini dell'individuazione del momento di effettuazione dell'operazione occorre far riferimento all'articolo 6 del DPR 633 del 1972 secondo il quale le cessioni di beni si considerano effettuate nel momento della stipulazione se riguardano beni immobili e nel momento della consegna o spedizione se riguardano beni mobili. Le prestazioni di servizi si considerano effettuate all'atto del pagamento del corrispettivo.
Nel caso di emissione fattura o di pagamento totale o parziale del corrispettivo, l'operazione si considera effettuata, limitatamente all'importo fatturato o pagato, alla data della fattura o a quella del pagamento. Per i beni consegnati o spediti tramite documento di trasporto può essere emessa una sola fattura, recante il dettaglio delle operazioni, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione della spedizione o consegna.
La fattura cartacea è compilata in duplice esemplare, uno dei quali consegnato o spedito alla controparte.
La fattura deve contenere le seguenti informazioni, ai sensi del secondo comma dell'articolo 21 del D.P.R. 633/1972:

  • data di emissione;
  • numero progressivo che la identifichi in modo univoco. In tale ambito è opportuno richiamare la risoluzione n. 1/2013 dell'Agenzia delle Entrate:

    [...] è compatibile con l’identificazione univoca prevista dalla formulazione attuale della norma qualsiasi tipologia di numerazione progressiva che garantisca l’identificazione univoca della fattura, se del caso, anche mediante riferimento alla data della fattura stessa.
    Conseguentemente, a decorrere dal 1° gennaio 2013, può essere adottata una numerazione progressiva che, partendo dal numero 1, prosegua ininterrottamente per tutti gli anni solari di attività del contribuente, fino alla cessazione dell’attività stessa. Questa tipologia di numerazione progressiva è, di per sé, idonea ad identificare in modo univoco la fattura, in considerazione della irripetibilità del numero di volta in volta attribuito al documento fiscale.
    La numerazione progressiva dal 1° gennaio 2013 può anche iniziare dal numero successivo a quello dell’ultima fattura emessa nel 2012. Anche in tal caso la tipologia di numerazione progressiva adottata consente l’identificazione in modo univoco della fattura, ancorché la numerazione non inizi da 1.
    Peraltro, qualora risulti più agevole, il contribuente può continuare ad adottare il sistema di numerazione progressiva per anno solare, in quanto l’identificazione univoca della fattura è, anche in tal caso, comunque garantita dalla contestuale presenza nel documento della data che, in base alla lettera a) del citato articolo 21, costituisce un elemento obbligatorio della fattura.
    Ad esempio, fermo restando l’obbligo di indicare in fattura la data, si ritengono ammissibili le seguenti modalità di numerazione progressiva all’interno di ciascun anno solare:
    Fatt. n. 1
    Fatt. n. 2
    ...
    Fatt. n. 1/2013 (oppure n. 2013/1)
    Fatt. n. 2/2013 (oppure n. 2013/2) [...]
  • ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;
  • numero di partita IVA del soggetto cedente o prestatore;
  • ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;
  • numero di partita IVA del soggetto cessionario o committente ovvero, in caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell'Unione europea, numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato membro di stabilimento ovvero, qualora il cessionario o committente residente o domiciliato nel territorio dello Stato non agisca nell'esercizio di impresa arte o professione, codice fiscale;
  • natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi;
  • corrispettivo nonché ogni altro dato necessario per la determinazione della base imponibile, compresi quelli relativi a beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono;
  • aliquota, ammontare dell'imposta e dell'imponibile con arrotondamento al centesimo di euro.

L'Allegato A del DM 3 aprile 2013, n. 55 amplia tale elenco stabilendo che le informazioni da riportare in fattura elettronica sono anche:

  • le informazioni indispensabili ai fini di una corretta trasmissione della fattura elettronica al soggetto destinatario attraverso il Sistema di Interscambio;
  • le informazioni utili per la completa dematerializzazione del processo di ciclo passivo attraverso l'integrazione del documento fattura con i sistemi gestionali e/o con i sistemi di pagamento;
  • ogni altra informazione che può risultare di interesse per esigenze informative concordate tra cliente e fornitore ovvero specifiche dell'emittente, con riferimento a particolari tipologie di beni ceduti ovvero di utilità per il colloquio delle parti.

Fattura semplificata

È prevista anche l'emissione di una fattura semplificata, come disciplinato dall'articolo 21 bis del DPR 633 del 1972, secondo il quale la fattura di ammontare complessivo non superiore a euro 100 nonché le fatture rettificative, possono essere emesse in modalità semplificata contenente almeno le seguenti indicazioni:

  • data di emissione;
  • numero progressivo che la identifichi in modo univoco;
  • ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;
  • numero di partita IVA del soggetto cedente o prestatore;
  • ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti; in alternativa, in caso di soggetto stabilito nel territorio dello Stato può essere indicato il solo codice fiscale o il numero di partita IVA, ovvero, in caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell'Unione europea, il solo numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato membro di stabilimento;
  • descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi;
  • ammontare del corrispettivo complessivo e dell'imposta incorporata, ovvero dei dati che permettono di calcolarla;
  • eventuale riferimento alla fattura rettificata e le indicazioni specifiche che vengono modificate.

La fattura semplificata non può essere emessa per le seguenti tipologie di operazioni:

  • cessioni intracomunitarie di cui all'art. 41 del D.L. 30 agosto 1993, n. 331;
  • operazioni di cui all'articolo 21, comma 6-bis, lettera a) del D.P.R. 633/1972.

Effettuazione delle operazioni

Ai sensi dell'art. 21, comma 4 del D.P.R. 633/1972, la fattura è emessa al momento dell'effettuazione dell'operazione. Fermo restando il precedente comma 1 che sostiene che l'emissione della fattura non potrà comunque essere successiva al momento della consegna/spedizione per la fattura cartacea e trasmissione per via elettronica/messa a disposizione del cessionario o committente nel caso di fattura elettronica, il momento di effettuazione delle operazioni è regolamentato dall'articolo 6 del D.P.R. 633/1972 secondo cui le cessioni di beni si considerano effettuate nel momento della stipulazione se riguardano beni immobili e nel momento della consegna o spedizione se riguardano beni mobili. Tuttavia le cessioni i cui effetti traslativi o costitutivi si producono posteriormente, tranne quelle indicate ai nn. 1) e 2) dell'art. 2, si considerano effettuate nel momento in cui si producono tali effetti e comunque, se riguardano beni mobili, dopo il decorso di un anno dalla consegna o spedizione.
In deroga a quanto appena sostenuto l'operazione si considera effettuata:

  • per le cessioni di beni per atto della pubblica autorità e per le cessioni periodiche o continuative di beni in esecuzione di contratti di somministrazione, all'atto del pagamento del corrispettivo;
  • per i passaggi dal committente al commissionario, di cui al n. 3) dell'art. 2, all'atto della vendita dei beni da parte del commissionario;
  • per la destinazione al consumo personale o familiare dell'imprenditore e ad altre finalità estranee all'esercizio dell'impresa, di cui al n. 5) dell'art. 2, all'atto del prelievo dei beni;
  • per le cessioni di beni inerenti a contratti estimatori, all'atto della rivendita a terzi ovvero, per i beni non restituiti, alla scadenza del termine convenuto tra le parti e comunque dopo il decorso di un anno dalla consegna o spedizione;
  • per le assegnazioni in proprietà di case di abitazione fatte ai soci da cooperative edilizie a proprietà divisa, alla data del rogito notarile.

Le prestazioni di servizi si considerano effettuate all'atto del pagamento del corrispettivo. Le operazioni relative a prestiti in denaro e titoli si considerano effettuate al momento in cui sono rese, ovvero, se di carattere periodico o continuativo, nel mese successivo a quello in cui sono rese.
Se anteriormente al verificarsi degli eventi indicati nei precedenti commi o indipendentemente da essi sia emessa fattura, o sia pagato in tutto o in parte il corrispettivo, l'operazione si considera effettuata, limitatamente all'importo fatturato o pagato, alla data della fattura o a quella del pagamento.

Approfondimenti

  1. La fattura elettronica alla P.A. di Matilde Fiammelli – 2014 – Fisco e Tasse
  2. La fatturazione elettronica e la conservazione documentale di Alfonso Pisani – 2015
  3. La fatturazione elettronica negli enti locali. Normativa, regole, caratteristiche e casi pratici di Fabrizio Lupone – 2015 – Halley
  4. La fattura elettronica nella pubblica amministrazione di Mirco Gazzera e Federico Piva – 2014 – Cesda srl
  5. Fatturazione elettronica alla P.A. e conservazione digitale di Lelio Cacciapaglia – 2014 – Maggioli Editore

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