Da legge di bilancio 2022 spinta a crescita e riforma fiscale

Legge di bilancio
Legge di bilancio

La Nadef recentemente approvata dal governo ha stimato una crescita dell’economia italiana. Tocca adesso alla legge di bilancio 2022 contribuire agli obiettivi prefissati. Sul piatto si contano 23 miliardi con i quali si tenterà di dare una spinta alla crescita. Spazio anche alla riforma fiscale. Meno tasse, quindi, ma anche novità in materia di superbonus 110%, ammortizzatori sociali, reddito di cittadinanza e congedo padri.

Legge di bilancio 2022

L’obiettivo 2022 della legge di bilancio è mantenere sostenuta la crescita, che già quest’anno potrebbe arrivare anche alle 6%, nonché ridurre il debito che, dopo la prevista diminuzione per quest'anno al 153,5% (dal 155,6% della 2020), proseguirà nel prossimo triennio fino a raggiungere il 146,1%. La politica economica, quindi, rimarrà espansiva, per lo meno fino al 2024, quando il PIL dovrebbe aver recuperato il livello che avrebbe raggiunto senza la pandemia.

Con una manovra economica di poco più di 23 miliardi di euro si tenterà di intervenire sulla riforma fiscale, sugli ammortizzatori sociali, sulle pensioni e sul reddito di cittadinanza ma anche su sanità, università, ricerca e sostegno alle imprese. Grandi novità, quindi, in materia di crescita e fisco. Prevista la prima fase della riforma dell’Irpef e degli ammortizzatori sociali ma anche interventi al welfare, rinnovo del contratto del pubblico impiego, prolungamento del superbonus del 110% e pensioni.

Crescita Pil 2021

Nella Nota di aggiornamento del Def (Nadef), il prodotto interno lordo 2021 è previsto in crescita del 6%. La revisione al rialzo delle stime dell’andamento dell’economia italiana è stata prevista grazie al rilancio dei consumi trainati dall’allentamento delle restrizioni e delle misure di distanziamento sociale dovute alla pandemia. In questo modo si andrà a recuperare, seppur parzialmente, il –8,9% registrato nel 2020 a causa della pandemia.

Deficit 2021

Il rapporto deficit-Pil per il 2021 è stimato al 9,4%, dopo il –9,6% registrato nel 2020.

Rapporto debito-Pil 2021

Nell’anno in corso il rapporto debito-Pil dovrebbe assestarsi al 153,5% contro il 155,6% del 2020.

Pressione fiscale 2021

Prevista in discesa, sebbene ad un livello inferiore all’1% (-0,9%) rispetto al 2020, la pressione fiscale, collocandosi al 41,9% del Pil nel 2021.

Quadro macroeconomico

La Nadef presenta due scenari di previsioni macroeconomiche, uno tendenziale e l’altro programmatico. Lo scenario programmatico incorpora l’impatto sull’economia delle nuove misure che saranno adottate con la prossima legge di bilancio per il 2022.

2022
tendenziale programmatico
Pil 4,2% 4,7%
Deficit-Pil -4,4% -5,6%
Debito-Pil 148,8% 149,4%
2023
tendenziale programmatico
Pil 2,6% 2,8%
Deficit-Pil -2,4% -3,9%
Debito-Pil 145,9% 147,6%
2024
tendenziale programmatico
Pil 1,9% 1,9%
Deficit-Pil -2,1% -3,3%
Debito-Pil 143,3% 146,1%

Superbonus 110%

Il superbonus al 110% sarà prorogato fino al 2023 ma con qualche condizionalità. Dopo il 2023, invece, dovrebbe essere ridotto al 70%. Dovrebbe vedere la fine, invece, il cd. bonus facciate del 90%.

Ammortizzatori sociali

Fra i principali obiettivi 2022 vi è indubbiamente la riforma degli ammortizzatori sociali. La Cassa integrazione 2022 verrà estesa alle piccole imprese dei servizi. Previste nuove risorse per i trattamenti di cassa integrazione in deroga, per i fondi di solidarietà alternativi e per altre integrazioni salariali. Nulla dovrebbe cambiare, invece, per il bonus ISCRO, la nuova indennità per i professionisti. Novità anche in materia di NASpI 2022: la riduzione del 3% al mese (décalage) scatterà dopo sei mesi anziché dopo quattro.

Agevolazioni

La crescita 2022 sarà trainata anche da un mix di agevolazioni per le imprese. Fra questi il patent box per investimenti in beni immateriali, il piano Transizione 4.0 per gli investimenti innovativi e la Nuova Sabatini per investimenti in macchinari.

Fisco

Il Consiglio dell’Unione europea ha costantemente sollecitato l'Italia a:

  • spostare la pressione fiscale dal lavoro, riducendo le agevolazioni fiscali e riformando i valori catastali non aggiornati;
  • contrastare l'evasione fiscale in particolare nella forma dell'omessa fatturazione, potenziando i pagamenti elettronici obbligatori;

  • concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale.

Con la prossima legge di bilancio si interverrà, pertanto, per tentare di far fronte alle raccomandazioni. Già nel 2021 la pressione fiscale dovrebbe scendere dello 0,9% rispetto all’anno precedente, collocandosi al 41,9% del Pil. Grazie alla prevista riforma verrà attuata una riduzione dell’Irpef.

I fondi per la riduzione delle tasse dovrebbero arrivare dalla lotta all’evasione fiscale anche in virtù di un miglioramento alla propensione da parte di imprese e contribuenti (il cosiddetto adempimento spontaneo o tax compliance). Le risorse confluiranno in un apposito Fondo speciale istituito proprio per attuare la riforma fiscale.

Un significativo contributo alla lotta all’evasione fiscale proviene dalla fatturazione elettronica, dal reverse charge e dallo split payment. Infatti, secondo quanto riportato nella Nadef, il tax gap - ossia il differenziale tra le imposte dovute e quelle effettivamente versate - si è ridotto tra il 2017 e il 2018 di 6,4 miliardi. Di questi 4,9 miliardi sono relativi all’ IVA.

Fra gli altri strumenti che verranno attuati per ridurre il tax gap si segnala la dichiarazione annuale IVA precompilata relativa all’anno d’imposta 2022. Entro il 30 aprile 2023 verrà messa a disposizione di 2,3 milioni di soggetti titolari di partita IVA (su circa 4 milioni di contribuenti tenuti alla presentazione di tale dichiarazione).

Reddito di cittadinanza

In riferimento al reddito di cittadinanza saranno introdotti criteri più stringenti sulla concessione.

Congedo padri

Diventerà strutturale il congedo nascita figlio obbligatorio di dieci giorni per i padri.

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