Privatizzazione Poste: a breve 40% sul mercato

Poste Italiane
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Entro la fine dell’anno un terzo circa delle Poste sarà sul mercato. Di questo, poco più della metà sarà destinato agli investitori istituzionali, il 5% circa ai dipendenti a titolo gratuito e il resto alla clientela retail. E’ questo l’obiettivo del governo Letta che, proprio ieri, ha avviato l’iter della privatizzazione.

L’amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi, il presidente di Cassa Depositi e Prestiti, Franco Bassanini, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi, il viceministro allo Sviluppo, Antonio Catricalà, l’Agcom e il Ragioniere dello Stato, Daniele Franco, si sono incontrati ieri a Palazzo Chigi per discutere della privatizzazione delle Poste.

Entro fine anno la società dovrebbe presentarsi al mercato con un interessante 30-40% del capitale, portando nelle casse del Tesoro almeno 4 miliardi di euro. Spazio, quindi, agli investitori istituzionali e retail mentre ai dipendenti verrà data piena partecipazione alla privatizzazione non solo in termini di azioni ma anche di governance.

Ma quella di ieri è stata anche l’occasione per parlare del quadro regolatorio, di risparmio postale e delle convenzioni di Poste Italiane con Cassa Depositi e Prestiti. Il rapporto tra Poste e Cdp è fino ad oggi stato regolato con una convenzione triennale. In vista dell’offerta pubblica di vendita e sottoscrizione (Opvs) si sta valutando se ha più senso dare una forma contrattuale al rapporto allungando i termini.

Attualmente le Poste presentano un patrimonio netto di euro 5,65 miliardi di cui 2,53 di disponibilità liquide. L’utile del 2012 ha superato il miliardo di euro. L’attività core è quella relativa ai postali in senso stretto ma Poste è presente anche nel settore finanziario e assicurativo nonché nel settore delle telecomunicazioni.

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