Prodotti finanziari, italiani propensi al rischio

Prodotti finanziari
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C'è un inversione di tendenza nel comportamento dei risparmiatori italiani che, avendo del denaro da parte, decidono di investire. Secondo il Sole 24 Ore gli italiani sono diventati più "temerari" riguardo ai loro investimenti per far fruttare i loro risparmi, e anzi non hanno paura di rischiare.
Il nuovo trend è stato evidenziato anche dal presidente della Consob Giuseppe Vegas che ha parlato della ricchezza delle famiglie italiane, calcolata in 4 volte più del debito pubblico dell'Italia. Anche l'Ocse ha confermato con dati che si riferiscono al 2012, che la ricchezza al netto degli italiani risparmiatori si piazzava al secondo posto tra le nazioni del G7.
La maggiore propensione al rischio pare che sia evidente prendendo in considerazione due aspetti. L'aumento della partecipazione delle famiglie ai mercati finanziari è aumentata del 7% rispetto al 2014 e si tratta di azioni, obbligazioni, polizze vita, risparmio gestito. Gli stessi valori, anche se denotano un sensibile aumento, e che sono stati riferiti da Gfk Eurisko per un sondaggio della Consob, rimangono comunque al di sotto di quelli del 2007, quindi nel periodo immediatamente precedente a quello della crisi. Il motivo è intuibile ed è quello di trovare forme di investimento dei capitali che possano fruttare maggiormente ma a questa possibilità, naturalmente, si affianca quella sempre maggiore di perdere parte di quanto è stato investito.
Il secondo motivo riguarda invece la preferenza sui fondi comuni, quindi l'affidamento del risparmio ai consulenti che lo possano gestire e far fruttare. Anche in questo caso i numeri parlano chiaro: nel 2014 è aumentato del 15% rispetto all'anno precedente.
Accanto al rischio però c'è anche un minimo di prudenza: il 70% del campione ricerca investimenti che garantiscano un rendimento minimo ma anche una certa protezione del capitale.

Le banche e i propri clienti

Le banche stanno cercando di riformulare il rapporto con i propri clienti alla luce delle nuove tecnologie e del fatto che sono sempre più spesso orientate all'home banking e ai servizi online. È il caso per esempio di Hello Bank che ha messo a disposizione una pagina online per prodotto finanziario dei covered warrant, pensati proprio a tutela del cliente. Si tratta di una guida dove vengono spiegati termini e concetti che spesso sono poco chiari e molto tecnici.E' un aiuto prezioso per capire, insieme ai consulenti bancari, come muoversi in una vera e propria giungla di prodotti finanziari che bisogna conoscere per evitare spiacevoli sorprese.

Il record di capitale dei promotori finanziari

Secondo i dati di Assoreti l'ammontare dei capitali riconducibili a tutta la rete nazionale dei promotori finanziari è stato di 339,6 miliardi di euro. Si tratta soprattutto di prodotti finanziari di risparmio gestito che da soli contano 264,4 miliardi di euro, ma anche da posizioni amministrate pari a 75,3 miliardi di euro. In entrambi i casi ci sono stati aumenti percentuali rispetto all'anno precedente.
Nel caso per esempio dei risparmio gestito si è arrivati a +22,9% nel marzo del 2014 e, sempre nello stesso mese, per le posizioni amministrate, si è avuto un +3,1%. Nel dicembre dello stesso anno ci sono stati ulteriori incrementi, rispettivamente del 8,5% e del 4,7%.

Parole chiave nei mercati finanziari e in banca

Per investire i propri soldi è giusto farsi una cultura finanziaria che possa permettere di possedere quel minimo di nozioni che renderanno la lettura di eventuali documenti e clausole più agevole. Per esempio si sente molto parlare dell'inflazione che notoriamente riguarda l'innalzamento dei prezzi e la diminuzione del potere d'acquisto dei consumatori, ma la reflazione è meno nota. Riguarda infatti il ritorno dell'inflazione provocata dall'immissione di moneta che provoca di solito la ripresa economica.
Lo stesso dicasi per la disinflazione che consiste in un ribasso dei prezzi e che non ferma comunque la crescita economica.
Ci sono poi dei termini che si riferiscono agli indicatori, come i leading indicator, che si identificano con l'occupazione o con gli utili di una società, che rispecchiano l'andamento della congiuntura economica. Servono insomma per capire dove sta andando l'economia e sono utili per le previsioni a medio e lungo termine.
Si sente spesso parlare anche dei tassi d'interesse della Bce, e se ne dà notizia quando subiscono un rialzo o un taglio. Le banche fanno riferimento a questi tassi quando hanno bisogno di liquidità e la chiedono in prestito alla Banca Centrale. In gergo si chiama tasso refi e a questo fa riferimento anche l'Euribor, che cambia in sua funzione. E' per questo che è considerato un potente strumento finanziario ed è usato quando bisogna intervenire sui tassi di mercato.

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