Dalle locazioni al reddito di cittadinanza, tutte le novità della legge di bilancio 2022

Locazioni
Locazioni

La legge di bilancio 2022 promette grandi novità in materia di lavoro e fisco. A cominciare dalle locazioni stipulate dai giovani e dal reddito di cittadinanza che viene ridisegnato. Ma fra le novità c’è spazio anche per l’indennità di disoccupazione NASpI, la cassa integrazione e l’ecobonus 110%.

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Cassa integrazione

In materia di cassa integrazione 2022, arrivano nuovi aiuti per sostenere i lavoratori delle aziende con più di 15 dipendenti nelle transazioni occupazionali. L’ipotesi attualmente sul tavolo è quella di concedere fino a 12 mesi complessivi di CIGS aggiuntivi.

Di fondamentale importanza è la definizione di azioni finalizzate alla rioccupazione o all'autoimpiego. Il mancato accordo, che dovrà avvenire in sede di procedura di consultazione sindacale, potrebbe comportare la decadenza della prestazione di integrazione salariale.

Alle imprese dell'industria e delle costruzioni che non possono più ricorrere ai trattamenti straordinari di integrazione salariale a causa dell'esaurimento dei contatori della CIG, è riconosciuto, in deroga alle disposizioni vigenti e nel limite di spesa di 150 milioni di euro per il 2022 e 150 milioni di euro per il 2023, un trattamento straordinario di integrazione salariale per un massimo di 52 settimane fruibili fino al 31 dicembre 2023.

Riforma degli ammortizzatori sociali

Sono necessari 3 miliardi di euro per attuare la riforma ammortizzatori sociali 2022. Gli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro si estendono a tutti i lavoratori subordinati, compresi apprendisti e lavoratori a domicilio.

È confermato il contributo ordinario nella misura dello 0,90% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, di cui lo 0,30% a carico del lavoratore.

Previsto, tuttavia, un meccanismo premiale per i datori di lavoro che non abbiano fruito di trattamenti di integrazione salariale per almeno 24 mesi successivi all'ultimo periodo utilizzato. Per loro è stabilita una contribuzione addizionale ridotta nella seguente misura:

  • 6% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, relativamente ai periodi di integrazione salariale ordinaria o straordinaria fruiti all’interno di uno o più interventi concessi sino al limite complessivo di 52 settimane in un quinquennio mobile;
  • 9% oltre il limite precedente e sino a 104 settimane in un quinquennio mobile.

Il lavoratore che svolge attività di lavoro subordinato di durata superiore a sei mesi nonché di lavoro autonomo durante il periodo di integrazione salariale non ha diritto al trattamento per le giornate di lavoro effettuate. Nel caso sia svolta attività di lavoro subordinato a tempo determinato inferiore a sei mesi, il trattamento è sospeso per la durata del rapporto di lavoro.

Previsto l’obbligo per i beneficiari di integrazioni salariali, di partecipare a iniziative di carattere formativo o di riqualificazione, anche mediante fondi interprofessionali.

Le imprese con almeno cinquanta addetti potranno accedere ai contratti di espansione. In questo modo potranno:

  • agevolare l’uscita del personale a non più di 60 mesi dalla pensione (vecchiaia o anzianità);
  • ridurre l'orario dei lavoratori impiegati utilizzando fino a 18 mesi di CIGS anche non continuativi.

Per gli tutti gli altri addetti non interessati dalle uscite:

  • prevedere una riduzione oraria (che può arrivare anche fino al 100%);
  • programmare nuove assunzioni che, per le imprese con organico superiore a mille dipendenti sarà di una nuova assunzione ogni tre uscite.

Per evitare la riduzione o la dichiarazione di esubero di personale, le imprese possono stipulare contratti di solidarietà attraverso la contrattazione collettiva nazionale con l’obiettivo di ridurre l’orario di lavoro fino ad un massimale del 60% dell’orario giornaliero/settimanale/mensile dei lavoratori interessati.

Congedo di paternità

Diventa strutturale e sale a dieci giorni il congedo di paternità nascita figlio.

Decontribuzione lavoratrici madri

Previsto l’esonero, per un anno, dei contributi previdenziali a carico delle lavoratrici madri dipendenti del settore privato a decorrere dal rientro nel posto di lavoro dopo la fruizione del congedo obbligatorio di maternità.

Contratti di locazione ad uso abitativo

I giovani di età compresa tra 20 e 30 anni con reddito fino a 15.493,71 euro che stipulano un contratto di locazione ad uso abitativo ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431, per l’intera unità immobiliare o porzione di essa da destinare a propria residenza possono beneficiare, per i primi quattro anni di durata contrattuale, di una detrazione dell’imposta compresa tra euro 991,60 e 2mila.

Esonero contributivo lavoratori di imprese in crisi

Alle imprese che assumono lavoratori provenienti da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione delle crisi aziendali è riconosciuto un esonero contributivo che consiste nell’azzeramento totale dei contributi per tre anni entro un limite massimo di 6mila euro annui.

Décalage NASpI

Il meccanismo del décalage ossia il taglio del 3% mensile dell’assegno di disoccupazione NASpI 2022 slitta dal quarto al sesto mese ovvero ottavo mese per gli over 55. In sintesi, per i primi sei mesi (ovvero otto mesi) si percepisce l’assegno intero pari a circa l’80% dell’ultima retribuzione. Poi comincerà la fase di décalage. Nessuna novità, invece, per l’anticipo NASpI 2022 ossia la possibilità di richiedere la liquidazione del sussidio in soluzione unica per avviare una nuova attività d’impresa.

Reddito di cittadinanza

Rifinanziato, con una dotazione di 800milioni di euro, reddito di cittadinanza 2022. Confermato, inoltre, il restyling che prevede da un lato maggiori controlli sui beneficiari per evitare percezioni indebite e dall’altro criteri più selettivi per il mantenimento dell’assegno per quella platea di percettori ritenuti occupabili.

Destinatari del sussidio saranno 1,37 milioni di nuclei. Fra le principali novità:

  • décalage mensile di 5 euro a partire dal mese successivo a quello in cui si rifiuta un’offerta congrua;
  • revoca del sussidio dopo il secondo rifiuto di accettare un lavoro;
  • riduzione da 100km a 80km, per la congruità della prima offerta di lavoro, della distanza massima della residenza del beneficiario, mentre la seconda può essere collocata ovunque in Italia;
  • obbligo di partecipazione periodica ad attività e colloqui in presenza e perdita del sussidio in caso di assenza ingiustificata.

Ecobonus 110%

Fissato a 25mila euro il tesso ISEE per accedere all’ecobonus 110% nel caso in cui gli interventi riguardano le ville. L'incentivo è esteso al 2023 per i condomini e gli Iacp, con riduzione al 70% nel 2024 ed al 65% nel 2025. Per le altre abitazioni, l'incentivo al 110% è esteso per il secondo semestre del 2022 per le abitazioni principali di persone fisiche con la previsione di un tetto ISEE pari a euro 25mila. Quanto al bonus facciate sembrerebbe essere rinnovato per tutto il 2022 ma con una percentuale del 60% (contro il 90% attuale).

Da non sottovalutare, per questa fine d'anno, l’ecobonus aziende, con detrazioni fiscali che possono arrivare fino al 65%.

Taglio tasse

Otto miliardi di euro da destinare al taglio delle tasse. L’intervento sarà indirizzato a ridurre le aliquote Irpef medio-alte e l’Irap. La plastic tax e la sugar tax sono rinviate al 2023. Ridotta dal 22% al 10% l'IVA su prodotti assorbenti per l'igiene femminile.

Bonus cultura

È previsto il finanziamento permanente del bonus cultura per i diciottenni. In pratica, dal 2022 i diciottenni avranno una Carta elettronica per le spese culturali. L’importo, fissato con decreto ministeriale, varrà per teatri, cinema, concerti, libri, quotidiani, musica e film, mostre, aree archeologiche e parchi ma anche corsi di musica, teatro e lingua. Ne avrà diritto chi ha un reddito fino a 25mila euro annui.

Pensioni

Dopo lo stop a Quota 100 si passa a Quota 102 ossia alla possibilità di lasciare il lavoro con almeno 64 anni di età (due anni in più rispetto alla regola in vigore fino al 31 dicembre 2021) e 38 anni di contributi. Secondo stime sindacali, il nuovo anticipo pensionistico sarà destinato ad una platea di lavoratori molto limitata, tra le 10mila e le 15mila persone.

L’idea del governo è quella di un graduale ritorno alla legge Fornero che fissa a 67 anni il requisito per poter lasciare il lavoro.

Confermati anche per il 2022 Opzione donna che consente alle lavoratrici di andare in pensione a 58 anni (59 per le autonome) e 35 anni di versamenti usufruendo di un assegno interamente contributivo e l’allargamento dell’Ape sociale a nuove categorie di lavori gravosi (conduttori di macchinari per l’estrazione di minerali, operai agricoli e artigiani, professori di scuola primaria e materna, magazzinieri, addetti alla consegna, estetisti, lavoratori pulizie, portantini e tecnici salute).

Cashback

Addio al cashback, quel sistema varato da governo Conte bis che, fino a giugno 2021, ha premiato gli acquisti elettronici.

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