Richieste prestiti sopra il 7%: segnali di ripresa?

Prestiti
Prestiti

Verso la metà del 2016 era tornato a predominare il pessimismo. Tanti i segnali di un possibile peggioramento della fiducia che gli italiani a fatica stavano cercando di recuperare. A pagare il prezzo più salato ancora una volta le imprese, ancora una volta in coda nella concessione dei finanziamenti, necessari per sostenere la propria attività. Tuttavia la fine dell’anno ha dimostrato che il pessimismo era affrettato, anche se è indubbio che il 2016 è stato un anno complessivamente più difficile di quelli che lo hanno preceduto: le richieste dei finanziamenti chiudono in crescita, ma rimanendo sotto la soglia dell’8%. L’anno precedente la richiesta era stata oltre il 14,7% mentre per il 2014 circa l’11,5%.

Che cosa ha trainato la maggioranza delle richieste dei finanziamenti per quest’anno? Sicuramente in cima alla lista troviamo la domanda aggregata di prestiti personali e finalizzati da parte dei privati, secondo quanto elaborato dal Barometro Crif (dettagli su http://espertoprestiti.com/piccoli-prestiti). All’interno di questa macrocategoria a predominare nell’ultima parte dell’anno sono stati soprattutto i prestiti finalizzati, con una crescita di poco inferiore al 6%, e con risvolti positivi anche per i consumi, essendo prodotti destinati all’acquisto di beni e servizi in modo diretto. Invece se si considera il trend manifestato nel corso dei 12 mesi allora sono i prestiti personali quelli che sono stati maggiormente richiesti.

Per quanto riguarda l’importo medio più richiesto, sempre secondo il Barometro Crif, gli italiani preferiscono scegliere, più che piccoli prestiti, importi intermedi, tanto per quelli finalizzati che quelli personali. Gli importi più contenuti sono per i prestiti finalizzati, di poco superiori ai 5.300 euro, con un aumento su base annua dell’8,3%. Invece per quelli personali si è al di sopra dei 13mila euro, con un aumento più contenuto, che si aggira intorno al 2%.

Secondo questi dati quindi sembrerebbe che gli italiani sono leggermente più ottimisti rispetto al passato, quindi più disposti a indebitarsi per sostenere i consumi, anche quelli che non sono collegati alle primarie necessità. Aspetto comprovato anche dalle fasce di età maggiormente coinvolte nelle richieste di finanziamento che vede al primo posto quella tra i 45 e i 54 anni e al secondo quella dai 34 ai 45 anni, che insieme occupano più del 50% del totale dei richiedenti.

Articoli correlati

Tags: 

Aggiungi un commento