Riscritto il decreto attuativo sul patent box

Patent box
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Il DM 28 novembre 2017 ha riscritto la disciplina del patent box, il regime di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall'utilizzo di software protetto da copyright, di brevetti industriali, disegni e modelli, nonché di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili.

Patent box: le nuove disposizioni attuative

La riscrittura delle disposizioni attuative del patent box si è resa necessaria a seguito delle modifiche apportate dal decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96, che ha previsto l'eliminazione dei marchi d'impresa dal novero dei beni immateriali agevolabili. È per questo che il Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze ha sottoposto a revisione il decreto del 30 luglio 2015 recante disposizioni di attuazione dell'articolo 1, commi da 37 a 45 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, istitutiva del patent box.
Nello specifico, lo schema di decreto ha recepito i seguenti punti:

  • eliminazione dei marchi d'impresa dall'alveo dei beni immateriali agevolabili;
  • introduzione di disposizioni di coordinamento per tenere conto della predetta soppressione e disciplina del periodo transitorio (c.d. granfathering) per i marchi d'impresa;
  • individuazione delle modalità per l'effettuazione dello scambio spontaneo di informazioni con riferimento alle opzioni esercitate per i marchi d'impresa.

L'argomento non è dei più semplici da trattare. Tuttavia è uno dei più interessanti per il rilancio delle imprese poiché permette di escludere dalla formazione del reddito d'impresa il 50% del reddito agevolabile. Per questo motivo suggerisco la lettura di Patent box, il libro scritto da me che vi spiega, in maniera molto precisa, il regime opzionale di tassazione dei redditi derivanti dall'utilizzo dei beni immateriali.

Soggetti beneficiari ed esclusi

Beneficiari del patent box sono i soggetti titolari di reddito di impresa a condizione che esercitino attività di ricerca e sviluppo. Al regime si accede tramite esercizio di opzione. Più nel dettaglio l'opzione può essere esercitata da chi ha diritto allo sfruttamento economico dei beni immateriali oggetto di agevolazione. Sono esclusi dal beneficio le seguenti società:

  • assoggettate alle procedure di fallimento dall'inizio dell'esercizio in cui interviene la dichiarazione di fallimento;
  • assoggettate alle procedure di liquidazione coatta dall'inizio dell'esercizio in cui interviene il provvedimento che ordina la liquidazione;
  • assoggettate alle procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi dall'inizio dell'esercizio in cui interviene il decreto motivato che dichiara l'apertura della procedura di amministrazione straordinaria sulla base del programma di cessione dei complessi aziendali di cui all'articolo 54 del D.Lgs. 8 luglio 1999, n. 270.

Esercizio dell'opzione

L'opzione ha durata pari a cinque periodi d'imposta, è irrevocabile e rinnovabile. A partire dal 2017 l'opzione è comunicata in dichiarazione dei redditi e decorre dal periodo d'imposta al quale la medesima dichiarazione si riferisce. Occorre indicare il numero dei beni oggetto di opzione, la classificazione di tali beni nelle rispettive tipologie e l'ammontare del reddito agevolabile per ciascuna tipologia.
Le opzioni esercitate negli anni 2015 e 2016 possono avere ad oggetto i marchi d'impresa. Resta inteso che, essendo i marchi stati rimossi dal novero dei beni agevolabili, l'opzione ha durata pari a cinque periodi d'imposta ovvero, se inferiore, fino al 30 giugno 2021 e non è rinnovabile. Inoltre, a partire dal 2017 e per ciascun periodo di imposta di efficacia dell'opzione, il contribuente deve indicare in dichiarazione dei redditi gli elementi, oltre a quando indicato nel periodo precedente, anche i Paesi esteri in cui sono fiscalmente residenti:

  • la società che esercita il controllo diretto sul soggetto stesso;
  • la società che esercita il controllo indiretto sul soggetto stesso che, a sua volta, è controllata esclusivamente dallo Stato o da altri enti pubblici o da persone fisiche ovvero non è controllata da alcun soggetto;
  • le società correlate dalle quali il soggetto ha ricevuto compensi per lo sfruttamento dei marchi d'impresa oggetto dell'opzione.

Beni immateriali agevolabili

L'opzione ha ad oggetto i redditi derivanti dall'utilizzo di:

  • software protetto da copyright;
  • brevetti industriali, siano essi concessi o in corso di concessione, ivi inclusi i brevetti per invenzione, ivi comprese le invenzioni biotecnologiche e i relativi certificati complementari di protezione, i brevetti per modello di utilità, nonché i brevetti e certificati per varietà vegetali e le topografie di prodotti e semiconduttori;
  • disegni e modelli, giuridicamente tutelabili;
  • processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili;
  • due o più beni immateriali tra quelli indicati nei punti precedenti, collegati tra loro da un vincolo di complementarietà tale per cui la realizzazione di un prodotto o di una famiglia di prodotti o di un processo o di un gruppo di processi sia subordinata all'uso congiunto degli stessi.

Rientrano nell'ambito applicativo dell'opzione sia la concessione in uso del diritto all'utilizzo dei beni immateriali oggetto di agevolazione, sia l'uso diretto dei beni immateriali ossia l'utilizzo nell'ambito di qualsiasi attività che i diritti sui beni immateriali riservano al titolare del diritto stesso.

Reddito agevolabile

Nel caso di concessione in uso, il reddito agevolabile è costituito dai canoni derivanti dalla concessione in uso dei beni immateriali, al netto dei costi fiscalmente rilevanti diretti e indiretti ad essi connessi. Nel caso di utilizzo diretto dei beni immateriali è necessario individuare per ciascun bene immateriale oggetto dell'opzione il contributo economico da esso derivante che ha concorso algebricamente a formare il reddito d'impresa o la perdita.

Attività di ricerca e sviluppo

È stato già detto che condizione necessaria per optare per il patent box sia l'attività di ricerca e sviluppo. Rientrano nelle attività di ricerca e sviluppo finalizzate allo sviluppo, al mantenimento nonché all'accrescimento del valore dei beni le seguenti attività:

  • ricerca fondamentale;
  • la ricerca applicata;
  • il design;
  • l'ideazione e la realizzazione del software protetto da copyright;
  • le ricerche preventive, i test, gli studi e interventi anche finalizzati all'adozione di sistemi anticontraffazione, il deposito, l'ottenimento e il mantenimento dei relativi diritti, il rinnovo degli stessi a scadenza, la protezione di essi, anche in forma associata e in relazione alle attività di prevenzione della contraffazione e la gestione dei contenziosi e contratti relativi.

Calcolo dell'agevolazione

Per la determinazione della quota di reddito agevolabile vi rimando alla lettura del mio libro dal tiolo Patent box, contenente tutte le necessarie informazioni per comprendere al meglio lo strumento agevolativo. Il testo ha numerosi esempi e casi pratici in modo da divenire un'ottima guida non solo per gli imprenditori che esercitano l'opzione ma anche per i consulenti che supportano le imprese. Inoltre è un valido supporto anche durante la procedura di ruling obbligatoria che prevede la sottoscrizione di un accordo applicativo con l'Agenzia delle Entrate con particolare riferimento alla determinazione del contributo economico alla produzione del reddito d'impresa o della perdita in caso di utilizzo diretto dei beni immateriali agevolabili.
A decorrere dal 2017, la quota di reddito agevolabile non concorre a formare il reddito d'impresa per il 50% del relativo ammontare.

Scambio di informazioni per le opzioni sui marchi

L'articolo 14 del decreto 28 novembre 2017 regolamenta anche lo scambio di informazioni per le opzioni sui marchi e stabilisce che per i Paesi con i quali è in vigore uno strumento giuridico internazionale che consente lo scambio di informazioni e che sono membri dell'Inclusive Framework on BEPS, l'Agenzia delle Entrate comunica alle amministrazioni fiscali dei Paesi di residenza fiscale delle società, il nominativo di ciascun soggetto che ha esercitato l'opzione per i marchi d'impresa.

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