Definizione agevolata: guida alla rottamazione delle cartelle

Definizione agevolata
Definizione agevolata

Si chiama definizione agevolata ma è conosciuta anche con la definizione di rottamazione (o dismissione) delle cartelle Equitalia ed è l'intervento, contenuto nel recente decreto fiscale, che permette di pagare le cartelle esattoriali cancellando le sanzioni e gli interessi di mora. Oggetto di agevolazione sono imposte, contributi e contravvenzioni. Conosciamo, quindi, le regole, i vantaggi e le scadenze da osservare per poter aderire all'agevolazione e le modalità di presentazione dell'istanza.

Definizione agevolata delle cartelle Equitalia

Il DL 193 del 22 ottobre 2016 (da convertire in legge con eventuali modificazioni entro il 24 dicembre 2016) prevede, tra l'altro, la rottamazione delle cartelle Equitalia. Si tratta di un'opportunità per i contribuenti grazie alla quale potranno, di fatto, cancellare sanzioni e interessi di mora e procedere al pagamento di imposte, contributi e aggio per il concessionario della riscossione.
Oggetto del provvedimento sono i carichi rientranti nell’ambito applicativo di cui all’articolo 6 del D.L. 193/2016 e affidati agli Agenti della Riscossione del gruppo Equitalia operanti su tutto il territorio nazionale (ad eccezione della regione Sicilia) contenuti in cartelle di pagamento, avvisi di accertamento esecutivo dell’Agenzia delle Entrate/Dogane e Monopoli e avvisi di addebito dell’Inps. Da segnalare, inoltre, l'estensione, ad opera di un emendamento, della sanatoria, su base volontaria, anche ai Comuni che utilizzano lo strumento delle ingiunzioni e non quello dei ruoli.
Ad essere presi in considerazione sono tutti i ruoli relativi agli anni dal 2000 al 2015 ossia imposte, contributi e contravvenzioni (Iva, Irpef, Irap, Ires, contributi previdenziali, multe ad eccezione di quelle dovute a seguito di provvedimenti o sentenze penali di condanna). In merito all'Iva, si potrà godere della rottamazione solo se l'imposta non riguarda il pagamento all'importazione. Da precisare che un emendamento al decreto fiscale approvato dalle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera ha esteso la rottamazione delle cartelle anche per il 2016. Tutti i ruoli emessi o che verranno emessi nel 2016 saranno, pertanto, oggetto di definizione agevolata.
Chi sta già pagando, anche attraverso il meccanismo della rateizzazione, potrà ugualmente aderire alla rottamazione. Resta inteso che non potrà recuperare imposte e sanzioni già versate e che dovrà provvedere al pagamento integrale entro i termini stabiliti. In questo caso, pertanto, l’importo da pagare corrisponderà al debito residuo. Un emendamento ha previsto che i contribuenti con un piano di dilazione dei pagamenti in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del DL fiscale potranno aderire alla rottamazione delle cartelle se sono trascorsi meno di sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento o di un accertamento esecutivo dell’Agenzia delle Entrate.
Il contribuente che aderirà alla definizione agevolata dovrà rinunciare a contenziosi relativi alla cartella oggetto del pagamento.

Operazioni escluse dalla rottamazione

Sono escluse dalla definizione agevolata delle cartelle Equitalia le somme dovute per l’Iva all’importazione, quelle per il recupero degli aiuti di stato e quelle derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti. Infine non è possibile procedere a rottamazione delle cartelle relative a sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada (per le quali la definizione agevolata si applica limitatamente agli interessi) e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti o sentenze penali di condanna. Sono state escluse dalla rottamazione anche le sanzioni irrogate dalle authority, dalla Consob, dall’Ivass e dalla Banca d’Italia.

Vantaggi della rottamazione delle cartelle

Il vantaggio dell’adesione alla definizione agevolata consiste nel non pagare sanzioni e interessi su cartelle esattoriali. Tasse e multe vanno pagate per intero. Va pagato, inoltre, l’aggio dovuto ad Equitalia.

Scadenze della definizione agevolata

I contribuenti potranno aderire alla definizione agevolata entro il prossimo 23 gennaio 2017 (un emendamento fa slittare tale data al 31 marzo 2017), novanta giorni successivi alla data di entrata in vigore del decreto fiscale (DL 22/10/2016, n. 193 entrato in vigore il 24 ottobre 2016). Si potrà scegliere di pagare l’importo in quattro rate ma, in questo caso, sono dovuti interessi. Entro il 24 aprile 2017 (la scadenza è prevista alla data del 31 maggio per via di un emendamento), centottanta giorni dalla entrata in vigore del decreto, il concessionario della riscossione comunicherà a ciascun contribuente aderente l’importo complessivo dovuto e le singole rate con relativa data di scadenza. Le prime due rate saranno pari ad un terzo del dovuto; le ultime due, invece, ad un sesto. In ogni caso le prime tre rate devono essere versate entro il 15 dicembre 2017; l’ultima entro il 15 marzo 2018. Un emendamento ha rivisto le date di scadenza (prima rata a luglio e le successive a settembre, novembre e aprile dell’anno successivo) e ha previsto l'estensione delle rate ad un numero complessivo di cinque, l'ultima delle quali da versare entro il mese di settembre del 2018. In ogni caso è fatto obbligo di versare almeno il 70% delle somme entro il 2017 e il restante nel 2018.
Il mancato pagamento comporta l’annullamento della definizione agevolata e il ripristino della vecchia cartella (eventuali pagamenti parziali saranno considerati in acconto all’importo complessivamente dovuto). La presentazione dell’istanza comporta la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto di definizione agevolata. L’agente della riscossione non può avviare nuove azioni esecutive o iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche.

Presentazione della domanda

Per aderire alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali, l’ente della riscossione ha avuto incarico di pubblicare sul proprio sito web la modulistica per la presentazione dell’istanza. Il modello è già stato pubblicato sul sito di Equitalia e va utilizzato per presentare la domanda presso gli sportelli dell’Agende della Riscossione. In alternativa il modulo può essere inviato tramite PEC, unitamente alla copia di un documento d’identità. Il pagamento di quanto derivante dalla definizione agevolata può avvenire tramite domiciliazione bancaria, bollettino precompilato o direttamente agli sportelli Equitalia.
La presentazione dell’istanza comporterà, inoltre, la sospensione degli obblighi di pagamento delle rate in scadenza nel 2017 per quanto riguarda i carichi già oggetto di rateizzazione.

Compilazione del modulo di adesione alla definizione agevolata

Il modello di dichiarazione di adesione alla definizione agevolata (modello DA1 – Dichiarazione di adesione alla Definizione agevolata) contiene i dati anagrafici del soggetto aderente alla definizione agevolata nonché l’elenco delle cartelle e avvisi per i quali si richiede l’adesione. Laddove il soggetto dichiarante sia legale rappresentante ovvero titolare, tutore o curatore, oltre ai suoi dati anagrafici devono essere indicati anche quelli del soggetto per cui si chiede la definizione agevolata. Il domicilio indicato nel modello di dichiarazione sarà quello che Equitalia utilizzerà per inviare la comunicazione di adesione in risposta alla dichiarazione presentata.
Il modello di compilazione deve contenere il numero della cartella di pagamento ovvero il numero di riferimento interno qualora si voglia definire un debito richiesto con avviso di accertamento esecutivo dell’Agenzia delle Entrate, affidato per la riscossione a Equitalia. Se, infine, si vuole aderire alla definizione agevolata relativamente ad un avviso di addebito ricevuto direttamente dall’Inps e affidato per la riscossione a Equitalia, occorre indicare il numero dell’atto.
A fronte di ogni cartella è possibile aderire alla definizione agevolata per intero ovvero limitatamente ad alcuni carichi presenti nell’atto. In tal caso occorre richiamare il numero progressivo che individua in maniera univoca la cartella e indicare l’identificativo (numero di ruolo, estremi dell’atto) delle somme affidate a Equitalia per la riscossione per le quali si richiede la definizione.
Il modello riporta la scelta della modalità di pagamento dell’importo dovuto a titolo di definizione agevolata (in unica soluzione ovvero dilazionato). Se si sceglie di provvedere al pagamento tramite domiciliazione bancaria, Equitalia inverà, insieme alla comunicazione di adesione, anche il modulo necessario ad attivare l’addebito sul conto corrente. Con la firma del modulo, il contribuente assume l’impegno a rinunciare ai giudizi pendenti aventi a oggetto i carichi ai quali si riferisce la dichiarazione.

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