Voluntary disclosure 2.0: guida alla nuova collaborazione volontaria

Voluntary disclosure
Voluntary disclosure

Si riaprono fino al 31 luglio 2017, con possibilità di integrare l'istanza e presentare i documenti fino al 30 settembre 2017, i termini per l'adesione alla voluntary disclosure. La versione 2.0 della collaborazione volontaria permette di sanare le violazioni commesse fino al 30 settembre 2016. A introdurre la disposizione è il decreto legge in materia fiscale, collegato alla legge di bilancio 2017 (art. 7 Dl 193/2016) e le successive modifiche al processo di conversione in legge. Potranno presentare l’istanza anche i soggetti che hanno aderito alla voluntary disclosure precedente.
Nella precedente edizione della voluntary disclosure le istanze pervenute all’Agenzia delle Entrate entro la scadenza del termine fissato per la presentazione sono state in totale 129.565. Le attività estere per le quali è stata richiesta la regolarizzazione sono pervenute prevalentemente dalla Svizzera, dal Principato di Monaco, dalle Bahamas, da Singapore, dal Lussemburgo e da San Marino.

Voluntary nazionale e internazionale

La voluntary disclosure è la procedura di collaborazione volontaria in base alla quale i contribuenti possono regolarizzare i capitali detenuti all'estero e quelli italiani approfittando di una riduzione delle sanzioni previste per le violazioni in materia di monitoraggio fiscale. La nuova disposizione legislativa prevede una procedura di collaborazione volontaria internazionale e una nazionale. La prima, di cui agli articoli da 5-quater a 5-septies del Dl 167/1990 consente di regolarizzare la posizione dei contribuenti che hanno violato gli obblighi dichiarativi in materia di monitoraggio fiscale, ossia non hanno indicato in dichiarazione il valore degli investimenti e delle attività di natura finanziaria detenute all’estero. La seconda, di cui all'articolo 1, comma 2, legge 186/2014 ha previsto, per i contribuenti non destinatari degli obblighi sul monitoraggio fiscale, la definizione delle eventuali violazioni dichiarative ai fini delle imposte sui redditi, delle imposte sostitutive, dell’Irap e dell’Iva, nonché le violazioni relative alle dichiarazioni dei sostituti d’imposta.
Con le modifiche apportate alla norma si consente l’accesso alla voluntary disclosure 2.0 nazionale ai soggetti che hanno aderito alla prima sanatoria internazionale e viceversa.

Presentazione dell'istanza

Per aderire alla procedura di collaborazione volontaria è necessario compilare uno specifico modello. Nell'attesa che l'Agenzia delle Entrate pubblichi la nuova versione, è possibile utilizzare il vecchio modello approvato nel 2015 con provvedimento 13193. Il chiarimento è pervenuto proprio dall'Agenzia delle Entrate con un comunicato stampa per agevolare i soggetti che intendono approfittare, fin da subito, della voluntary disclosure 2.0.
La voluntary disclosure 2.0 può essere attivata anche per fare emergere contanti o valori al portatore. In tal caso il contribuente dovrà:

  • rilasciare, unitamente all’istanza, una dichiarazione con cui attesta che l’origine di tali valori non deriva da reati diversi da quelli previsti dall’articolo 5-quinquies, comma 1, lettere a) e b), del Dl 167/1990;
  • effettuare l’apertura e l’inventario di eventuali cassette di sicurezza in cui sono custoditi i valori, in presenza di un notaio, che ne accerti il contenuto con apposito verbale;
  • depositare contanti e valori al portatore presso intermediari finanziari abilitati.

Ho trovato molto chiaro l'ebook di Federica Perli dal titolo Voluntary disclosure / istanza di voluntary con il quale viene spiegato, tra l'altro, anche il processo di compilazione e trasmissione telematica dell'istanza. Tale adempimento risulta essere di fondamentale importanza poiché solo in questo modo il contribuente manifesta la propria intenzione ad aderire.

Trasmissione del modello

La trasmissione del modello deve avvenire necessariamente per via telematica mentre tutte le informazioni e i dati che non trovano spazio nel vecchio modello potranno essere trasmesse in una relazione di accompagnamento inviata per PEC. La trasmissione del modello avviene utilizzando la procedura denominata Richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria e dovrà avvenire entro il 31 luglio. Tuttavia sarà possibile presentare una istanza integrativa fino al prossimo fino al 30 settembre 2017. L’istanza si considera presentata nel momento in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate. Al termine della procedura l’Agenzia delle Entrate rilascerà ricevuta di presentazione del modello.

Perfezionamento dell'istanza

I soggetti che intendono aderire dovranno procedere al versamento di quanto dovuto in unica soluzione ovvero dilazionato in tre rate mensili di pari importo, entro il 30 settembre 2017 (tale data rappresenta il termine di scadenza della prima rata per i soggetti che scelgono il versamento dilazionato). La procedura, infatti, prevede che per il suo perfezionamento occorre provvedere a versare spontaneamente quanto dovuto a titolo di imposte, ritenute, contributi, interessi e sanzioni. Possono accedere alla nuova voluntary disclosure anche i soggetti diversi da quelli tenuti agli obblighi di monitoraggio (persone fisiche, enti non commerciali e società semplici ed equiparate).

Determinazione delle imposte da versare

Le imposte vanno calcolate secondo le norme applicabili al momento della percezione del reddito. Nella voluntary disclosure internazionale, pertanto, le attività finanziarie genereranno redditi di capitali (dividendi, interessi) o redditi diversi (plusvalenze da cessione titoli). La normativa presume che laddove la collaborazione volontaria riguardi contanti o valori al portatore, si presume, salvo prova contraria, che questi siano il frutto di evasione fiscale (violazione degli obblighi di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive, dell'IRAP e dell'IVA, nonché di violazioni relative alla dichiarazione dei sostituti di imposta) commesse tra il 2015 e i quattro periodi d’imposta antecedenti.

Termini di accertamento e agevolazioni

Il DL 193/2016, introducendo il nuovo articolo 5-octies al DL 28/06/1990, n. 167, ha stabilito che i termini per l’accertamento delle imposte sui redditi e dell’Iva, scadenti a decorrere dal 1° gennaio 2015, sono fissati al 31 dicembre 2018 per le sole attività oggetto di collaborazione volontaria limitatamente agli imponibili, alle imposte, alle ritenute, ai contributi, alle sanzioni e agli interessi relativi alla procedura di collaborazione volontaria e per tutte le annualità e le violazioni oggetto della procedura stessa e al 30 giugno 2017 per le istanze presentate per la prima volta. Inoltre, per le sole attività oggetto di collaborazione volontaria, i soggetti sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione annuale per gli investimenti detenuti all’estero ovvero per le attività estere di natura finanziaria, suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia. In base ad un emendamento approvato è previsto che per i contribuenti che si sono avvalsi della precedente voluntary disclosure non trova applicazione la sanzione per l’omissione del quadro RW in relazione ai periodi d’imposta 2014 e 2015 condizione che questo venga presentato entro i sessanta giorni successivi all’entrata in vigore della legge di conversione del decreto 193/2016.

Calendario voluntary disclosure 2.0

Data Adempimento
31/07/2017 Termine di adesione alla voluntary disclosure 2.0
30/09/2017 Termine ultimo per presentare la relazione
30/09/2017 Versamento spontaneo delle imposte, interessi, sanzioni ovvero versamento della prima rata per coloro che hanno scelto il versamento dilazionato
31/12/2018 Termini di accertamento delle imposte sui redditi e dell'Iva per le attività oggetto di collaborazione volontaria

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