Spesometro 2017: esenti se si utilizza la fatturazione elettronica

Spesometro
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Utilizzare il sistema di interscambio (SdI) comporta l'esclusione dalla trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute ai fini del nuovo spesometro. A prevederlo è il nuovo comma 3 dell'articolo 21 del DL 31/05/2010, n. 78 secondo il quale le operazioni di trasmissione dei dati di tutte le fatture emesse e di quelle ricevute e registrate ai sensi dell'art. 25 del D.P.R. 633/1972 si intendono soddisfatte per tutte le fatture elettroniche e per tutti i documenti informatici trasmessi attraverso il Sistema di Interscambio.

La legge finanziaria 2008 (art. 1, comma 211, Legge 24 dicembre 2007, n. 244) ha istituito il Sistema di Interscambio per la trasmissione delle fatture elettroniche. Si tratta di una soluzione software gestita dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e dall'Agenzia delle Entrate per l'emissione e la trasmissione telematica delle fatture. Ad oggi la fattura elettronica è obbligatoria per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi alla Pubblica Amministrazione mentre è facoltativa per gli scambi con i privati. A partire dal 1° gennaio 2017 il sistema di interscambio è stato messo a disposizione dei contribuenti (art. 1, c. 2, D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127) ai fini della trasmissione e della ricezione delle fatture elettroniche e di eventuali variazioni delle stesse relative a operazioni che intercorrono tra soggetti residenti nel territorio dello Stato.

Ciò vuol dire che i contribuenti potranno scegliere liberamente di emettere, trasmettere e ricevere le fatture da e verso i privati tramite Sistema di Interscambio. I soggetti che sceglieranno di utilizzare SdI sono esclusi dall'obbligo di comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute (spesometro) previsto dal Dl 78/2010 come modificato dal Dl 193/2016 convertito, con modificazioni, dalla legge 1 dicembre 2016, n. 225.

Le motivazioni di tale semplificazione sono abbastanza ovvie: attraverso l'emissione, la trasmissione e la ricezione delle fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio, l'Amministrazione Finanziaria acquisisce automaticamente i dati delle fatture. Il tracciato XML da utilizzare è, infatti, identico sia per l'emissione di fatture elettroniche sia per comunicare i dati all'Amministrazione finanziaria. Diviene, quindi, superfluo chiedere ai contribuenti di trasmettere nuovamente i dati già in possesso dell'Agenzia delle Entrate.

È evidente che, qualora tramite il sistema di interscambio non siano transitate tutte le fatture emesse e ricevute, si dovrà procedere a inviare i dati delle fatture rimaste fuori ovvero, se più agevole, i dati relativi a tutte le fatture emesse e ricevute, duplicando, in tal modo, le informazioni che già risiedono sui sistemi informatici dell'Agenzia delle Entrate.

E, quindi, sufficiente utilizzare SdI per evitare di produrre ulteriori tracciati dati da trasmettere all'Agenzia delle Entrate. L'accesso alla piattaforma avviene tramite sito Internet dell'Agenzia delle Entrate. I soggetti che sostengono spese per adeguare i propri software alla fatturazione elettronica beneficiano di un credito d'imposta di 100 euro. In tal caso il volume d'affari del contribuente non deve superare i 50.000 euro.

Si ricorda che lo spesometro ha subito importanti modifiche ad opera del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193 convertito, con modificazioni, dalla L. 1 dicembre 2016, n. 225 che ha, di fatto, riscritto l'articolo 21 del D.L. 31/05/2010, n. 78. Tutte le novità su spesometro e trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute sono raccolte nella pratica Guida al nuovo spesometro.

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