Modello 730/2017: dichiarazione dei redditi di lavoro dipendente

Modello 730
Modello 730

Il quadro C del modello 730/2017 riporta i redditi di lavoro dipendente e assimilati. Si tratta, in sintesi, di un quadro suddiviso in sei differenti sezioni nelle quali vanno rispettivamente indicati i redditi di lavoro dipendente, di pensione e alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente; gli altri redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente; le ritenute Irpef e le addizionali regionale e comunale all’Irpef trattenute dal datore di lavoro; il bonus Irpef e il reddito al netto del contributo su trattamenti pensionistici. I dati da indicare in questo quadro possono essere ricavati dalla Certificazione Unica 2017 rilasciata dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) oppure dalla certificazione rilasciata dal soggetto che non possiede la qualifica di sostituto (ad esempio il privato per il lavoratore domestico). Affrontiamo, quindi, il tema legato alla dichiarazione dei redditi di lavoro dipendente e assimilati rinviandovi alla lettura della Guida al 730 precompilato 2017 per ogni utile approfondimento.

Redditi di lavoro dipendente e assimilati

La sezione I denominata "Redditi di lavoro dipendente e assimilati" contiene i redditi di lavoro dipendente, di pensione e alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, per i quali spetta una detrazione d’imposta rapportata al periodo di lavoro. In particolare vanno indicati i seguenti redditi:

  • redditi di lavoro dipendente e di pensione;
  • redditi di lavoro dipendente svolto all’estero in zone di frontiera;
  • redditi di lavoro e di pensione, prodotti in euro, dai contribuenti iscritti nei registri anagrafici del comuni di Campione d’Italia;
  • indennità e somme da assoggettare a tassazione corrisposte ai lavoratori dipendenti da parte dell’INPS o di altri Enti;
  • indennità e compensi, a carico di terzi, percepiti dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità, ad esclusione di quelli che, per clausola contrattuale, devono essere riversati al datore di lavoro e di quelli che per legge devono essere riversati allo Stato;
  • trattamenti periodici integrativi corrisposti dai Fondi Pensione maturati fino al 31 dicembre 2006 nonché l’ammontare imponibile erogato della prestazione maturata dal 1° gennaio 2001 al 31 dicembre 2006 nel caso di riscatto (art. 14 del D. Lgs. n. 252/2005), che non dipenda dal pensionamento dell’iscritto o dalla cessazione del rapporto di lavoro per mobilità o altre cause non riconducibili alla volontà delle parti (c.d. riscatto volontario);
  • compensi percepiti dai soggetti impegnati in lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni normative;
  • retribuzioni corrisposte dai privati agli autisti, giardinieri, collaboratori familiari ed altri addetti alla casa e le altre retribuzioni sulle quali, in base alla legge, non sono state effettuate ritenute d’acconto;
  • compensi dei lavoratori soci di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e della piccola pesca, nei limiti dei salari correnti aumentati del 20%;
  • somme percepite come borsa di studio o assegno, premio o sussidio per fini di studio e di addestramento professionale (tra le quali rientrano le somme corrisposte ai soggetti impegnati in piani di inserimento professionale), se erogate al di fuori di un rapporto di lavoro dipendente e sempre che non sia prevista una specifica esenzione;
  • indennità per la cessazione di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa non assoggettabili a tassazione separata (le indennità sono assoggettabili a tassazione separata se il diritto a percepirle risulta da atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto o se derivano da controversie o transazioni in materia di cessazione del rapporto di collaborazione coordinata e continuativa);
  • remunerazioni dei sacerdoti della Chiesa cattolica;
  • assegni corrisposti:
    • dall’Unione delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno per il sostentamento dei ministri del culto e dei missionari;
    • dalle Assemblee di Dio in Italia per il sostentamento dei propri ministri di culto;
    • dall’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia per il sostentamento dei propri ministri di culto;
    • per il sostentamento totale o parziale dei ministri di culto della Chiesa Evangelica Luterana in Italia e delle Comunità collegate;
    • dalla Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale per il sostentamento totale o parziale dei ministri di culto;
    • dalla Chiesa apostolica in Italia per il sostentamento totale o parziale dei propri ministri di culto;
    • dall’Unione Buddhista Italiana e dagli organismi da essa rappresentati per il sostentamento totale e parziale dei ministri di culto;
    • dall’Unione Induista Italiana e dagli organismi da essa rappresentati per il sostentamento totale e parziale dei ministri di culto;
  • compensi corrisposti ai medici specialisti ambulatoriali e ad altre figure operanti nelle ASL con contratto di lavoro dipendente;
  • somme e valori in genere, a qualunque titolo percepiti, anche sotto forma di erogazioni liberali in relazione a rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, lavori a progetto o collaborazioni occasionali svolti senza vincolo di subordinazione e di impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita.

Tra i compensi rientrano anche quelli percepiti per:

  • cariche di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica;
  • collaborazioni a giornali, riviste, enciclopedie e simili, con esclusione di quelli corrisposti a titolo di diritto d’autore;
  • partecipazioni a collegi e a commissioni.

Premi di risultato

I titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato che nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2016 hanno percepito compensi per premi di risultato o somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili d’impresa e che nell’anno d’imposta 2015 abbiano percepito redditi da lavoro dipendente d’importo non superiore a 50.000 euro, godono di una tassazione agevolata sulle retribuzioni premiali d’importo complessivamente non superiore a:

  • 2.000 euro;
  • fino a 2.500 euro se l’azienda coinvolge pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro.

Più nel dettaglio, il sistema prevede che le retribuzioni premiali siano erogate:

  • sotto forma di compensi per premi di risultato o di partecipazione agli utili dell’impresa e in tal caso sono assoggettate ad un’imposta sostitutiva del 10%
  • o, a richiesta del lavoratore e purché previsto dalla contrattazione di secondo livello, sotto forma di benefit, (prestazioni, opere, servizi corrisposti al dipendente in natura o sotto forma di rimborso spese di rilevanza sociale) e, in tal caso, non sono assoggettati ad alcuna imposizione entro i limiti dell’importo del
    premio agevolabile.

Bonus Irpef

Ai titolari di reddito di lavoro dipendente e di alcuni redditi assimilati è riconosciuto un credito denominato bonus Irpef. L’importo del credito è di 960 euro per i possessori di reddito complessivo non superiore a 24.000 euro; in caso di superamento del predetto limite, il credito decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un reddito complessivo pari a 26.000 euro. Il credito è attribuito dal datore di lavoro in busta paga (massimo 80 euro mensili), a partire dal mese di gennaio 2016.

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