Agevolazioni fiscali per locazioni a canone concordato

Agevolazioni fiscali locazioni
Agevolazioni fiscali locazioni

Le locazioni a canone concordato offrono all'inquilino la possibilità di beneficiare di un canone calmierato mentre al locatore garantiscono un pacchetto di sconti fiscali variabili a seconda del Comune. È di questo pacchetto di sconti (per la verità si tratta di agevolazioni fiscali) che ti parlerò in questo quinto capitolo di una ampia Guida alle locazioni di immobili ad uso abitativo. Sei capitoli in tutto per conoscere la disciplina delle locazioni di immobili ad uso abitativo.

L'articolo 8 del legge 431/1998 prevede specifiche agevolazioni fiscali per i contratti a canone concordato. In pratica, nei comuni di cui all'art. 1 del decreto-legge 30 dicembre 1988, n. 551, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 1989, n. 61, e successive modificazioni, il reddito imponibile derivante al proprietario dai contratti stipulati o rinnovati a seguito di accordo definito in sede locale e nel rispetto dei criteri e dalle condizioni previsti dalle disposizioni vigenti, è ulteriormente ridotto del 30%. Per i suddetti contratti il corrispettivo annuo ai fini della determinazione della base imponibile per l'applicazione dell'imposta proporzionale di registro è assunto nella misura minima del 70%.


Decreto-legge 30 dicembre 1988, n. 551
Misure urgenti per fronteggiare l'eccezionale carenza di disponibilità abitative

Art. 1
1. L'esecuzione delle sentenze di condanna al rilascio di immobili urbani di proprietà privata e pubblica, adibiti ad uso di abitazione, per cessazione del contratto alla scadenza, nonché l'esecuzione delle ordinanze di convalida di licenza o di sfratto di cui all'articolo 663 del codice di procedura civile e di quelle di rilascio di cui all'articolo 665 del codice di procedura civile per finita locazione relativa a detti immobili, è sospesa sino al 30 aprile 1989:
a) nei comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia, nonché nei comuni confinanti con gli stessi;
b) negli altri comuni capoluogo di provincia;
c) nei comuni, considerati ad alta tensione abitativa, individuati nella delibera CIPE 30 maggio 1985, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 143 del 19 giugno 1985, non compresi nelle lettere precedenti;
d) nei comuni di cui alla delibera CIPE 8 aprile 1987, n. 152, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 93 del 22 aprile 1987, non compresi nelle lettere a), b) e c).
2. Nei comuni terremotati della Campania e della Basilicata, anche se compresi nelle lettere a), b), c) e d) del comma 1, la sospensione ha effetto sino al 31 dicembre 1989.
2-bis. È aumentata al cinquanta per cento la quota di cui al secondo comma dell'articolo 17 del decreto-legge 23 gennaio 1982, n. 9, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 marzo 1982, n. 94. Gli enti ivi previsti, entro trenta giorni dalla stipula del contratto con lo sfrattato, devono darne comunicazione al di lui locatore, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, al domicilio eletto risultante dalla copia del provvedimento di rilascio allegato alla richiesta di locazione.
2-ter. Nell'ambito della quota di cui al comma 2-bis gli stessi enti dovranno dare la precedenza agli eventuali sfrattati da propri immobili venduti frazionatamente.


Tali agevolazioni non si applicano ai contratti di locazione volti a soddisfare esigenze abitative di natura transitoria, fatta eccezione per i contratti per studenti universitari.

Per beneficiare dell'agevolazione è necessario che nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui si intende usufruire dell'agevolazione siano indicati gli estremi di registrazione del contratto di locazione nonché l'anno di presentazione della denuncia dell'immobile ai fini dell'imposta comunale sugli immobili e il comune di ubicazione dello stesso.

In base a quanto previsto dall'art. 1, c. 8 del Dm 16 gennaio 2017, le parti contrattuali possono essere assistite dalle rispettive organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori. Qualora si decida di non essere assistiti, è comunque previsto l'obbligo di acquisire attestazione da parte di almeno una organizzazione firmataria dell'accordo, della rispondenza del contenuto economico e normativo del contratto all'accordo. Ciò anche per poter beneficiare delle agevolazioni fiscali.

Come chiarito dall'Agenzia delle entrate con risoluzione 31/E del 20 aprile 2018, per i contratti a canone concordato non assistiti, l'acquisizione dell'attestazione costituisce elemento necessario ai fini del riconoscimento delle agevolazioni. Infatti, come peraltro precisato dalla Direzione Generale per la Condizione Abitativa del Ministero delle Infrastrutture, con nota del 6 febbraio 2018, n. 1380, l’obbligatorietà dell’attestazione fonda i suoi presupposti sulla necessità di documentare alla pubblica amministrazione, sia a livello centrale che comunale, la sussistenza di tutti gli elementi utili ad accertare sia i contenuti dell’accordo locale che i presupposti per accedere alle agevolazioni fiscali, sia statali che comunali. Ne consegue l’obbligo per i contraenti, di acquisire l’attestazione in argomento anche per poter dimostrare all’Agenzia in caso di verifica fiscale la correttezza delle deduzioni utilizzate.

L’attestazione non risulta necessaria, ai fini del riconoscimento delle agevolazioni fiscali, per i contratti di locazione stipulati prima dell’entrata in vigore del del Dm 16 gennaio 2017 ovvero anche successivamente, laddove non risultino stipulati accordi territoriali dalle Organizzazioni Sindacali e dalle Associazioni degli inquilini e dei proprietari di immobili che hanno recepito le previsioni dettate dal citato decreto.

Nessun obbligo è, invece, previsto in riferimento all'allegare tale attestazione al contratto di locazione in sede di registrazione (sebbene sia consigliata – e, comunque, esente da bollo – quando non si opta per la cedolare secca).

In base a quanto previsto dall'art. 5, c. 11 del Dm 16 gennaio 2017 del Ministero Infrastrutture e Trasporti, ai fini IMU e TASI, con riferimento agli immobili locati a canone concordato, l'imposta è determinata applicando rispettivamente l'aliquota stabilita dal Comune con riduzione al 75%.

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