Fatturazione elettronica, regole e obblighi per i forfettari

Contribuenti forfettari d’Italia preparatevi. Da quest’anno si cambia e la rivoluzione della fatturazione elettronica potrebbe travolgervi. A meno che non vogliate giungere preparati al grande evento. In questo articolo vi aiuterò a capire i motivi che hanno portato all'obbligo di emettere fattura elettronica, quali saranno i prossimi passi verso l'entrata in vigore e cosa cambierà per i contribuenti in regime forfettario.

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Nel 2022 la fatturazione elettronica per i forfettari diventerà obbligatoria. I contribuenti forfettari sono quei soggetti che, per via di un volume d’affari piuttosto contenuto, possono accedere ad un sistema amministrativo, contabile e fiscale semplificato. Questi soggetti, infatti, non addebitano l’IVA in rivalsa né esercitano il diritto alla detrazione dell’imposta relativa agli acquisti nazionali, intracomunitari e alle importazioni, sono esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento dell’imposta e da tutti gli obblighi contabili e dichiarativi previsti dal d.P.R. n. 633/1972 (registrazione delle fatture emesse e ricevute, presentazione della dichiarazione IVA annuale, ecc.). In riferimento alla tassazione, i contribuenti forfettari beneficiano di una aliquota agevolata del 15% (che nei primi anni di attività può essere ridotta ulteriormente) sui redditi e i ricavi fino a 65mila euro. Ovviamente, per aderire al regime, occorre accettare limiti piuttosto stringenti.

In effetti, ad essere sinceri, l’obbligo per i forfettari è vigente ma solo per le operazioni nei confronti della Pubblica Amministrazione. Quanto alle operazioni tra privati, i contribuenti forfettari hanno avuto libertà di scegliere: passare definitivamente alla fatturazione elettronica (garantendosi, in tal caso, gli incentivi fattura elettronica nonché le semplificazioni fiscali relativi alla riduzione di un anno – da 5 a 4 anni – dei termini di accertamento) oppure continuare a emettere le fatture in forma cartacea.

Il percorso avviato pochi anni fa, che ha visto il graduale passaggio alla fatturazione elettronica, sta per essere completato e anche i contribuenti forfettari saranno equiparati alle partite IVA in regime ordinario. Il via libera è praticamente giunto dal Consiglio europeo con decisione n. 2021/2251 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale UE del 17 dicembre 2021. Questo significa che i contribuenti in regime forfettario non saranno più esonerati dall'obbligo di fatturazione elettronica 2022 tra privati e tutte le fatture dovranno essere emesse in formato elettronico e trasmesse tramite il Sistema di Interscambio gestito dall’Agenzia delle entrate.

Per dirla tutta, il 31 dicembre 2021 scadeva l’autorizzazione concessa dal Consiglio europeo all’Italia per l’introduzione del regime della fatturazione elettronica tra imprese. In quella occasione, tuttavia, il Ministero dell’economia e delle finanze ha richiesto non solo la proroga dell’autorizzazione almeno fino al 31 dicembre 2024, ma anche l'estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica ai forfettari, tenuto conto che:

  • l’introduzione della fatturazione elettronica non ha inciso in modo significativo sui costi a carico dei soggetti titolari di partita IVA;
  • si rafforzerebbe le finalità di contrasto all’evasione fiscale, consentendo al fisco di conoscere in maniera più puntuale il fatturato prodotto sul territorio nazionale.

Ma perché questa rivoluzione? In effetti, tutto questo ha un fine nobile: ridurre al minimo le irregolarità e scongiurare ogni forma di gestione sconosciuta al fisco. Per farla breve, fatturazione elettronica e lotta evasione vanno a braccetto.

Ma affrontiamo adesso l’argomento sotto l’aspetto operativo. Innanzitutto è bene chiarire che la fattura elettronica ha gli stessi requisiti di quella cartacea. Tuttavia, la fattura elettronica deve essere emessa tramite uno specifico dispositivo elettronico che consenta, da una parte, di compilare il documento contabile in uno specifico formato denominato XML e, dall’altro, di trasmetterlo tramite il Sistema di Interscambio. Quindi, sì: ti serve un software. Il libro che ho scritto per Maggioli Editore dal titolo Guida alla fatturazione elettronica tra privati ti aiuta non soltanto a comprendere bene la dinamica della fatturazione elettronica ma ti suggerisce anche le soluzioni software gratis che hai a disposizione per gestire, emettere, trasmettere e conservare i documenti elettronici.

Tra l’altro è bene che tu sappia che, in tutta questa rivoluzione, dovrai anche fare i conti con un aspetto del tutto innovativo ossia una serie di regole da rispettare che, prima dell’avvento della fatturazione elettronica, non erano assolutamente prese in considerazione. Dovrai, ad esempio, fare attenzione al nome file o alla dimensione massima fattura elettronica ossia il “peso” del file XML espresso in megabyte.

Ma non solo: durante la compilazione della fattura elettronica, nella sezione in cui andrai a inserire l’anagrafica del tuo cliente, dovrai necessariamente compilare il campo denominato Codice destinatario. Si tratta, in estrema sintesi, di un codice alfanumerico di 7 cifre che individua in maniera univoca il soggetto che riceverà la fattura elettronica. Questo codice è utilizzato dal Sistema di Interscambio per recapitare correttamente la fattura elettronica. Attenzione, infine, a tutta una serie di errori fattura elettronica che potrebbero compromettere la regolare trasmissione del documento elettronico.

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