Rinviata l'abolizione dell'Imu ma nessun problema sulla copertura

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Rinviata ancora una volta l’abolizione della seconda rata dell’Imu. Il premier Enrico Letta tiene a precisare che il ritardo è legato esclusivamente a cause formali insistendo nuovamente sulla certezza dell’abolizione dell’imposta. E’ questa la novità uscita fuori dall’ultimo Consiglio dei Ministri: la decisione sull’Imu è rinviata a martedì prossimo.

E’ meglio parlare di privatizzazioni piuttosto che affrontare la spinosa questione dell’Imu. E’ così che il Consiglio dei Ministri rinvia un argomento posto al primo punto dell’ordine del giorno a martedì 26 novembre. Il risultato è che a distanza di una ventina di giorni circa dalla sua naturale scadenza, milioni di contribuenti non sanno ancora se la seconda rata dell’Imu debba essere pagata o meno.

La decisione, almeno secondo quanto sostiene il premier, sembrerebbe essere legata esclusivamente ad un atto formale. Il decreto dell’Imu deve andare avanti contestualmente a quello sulle rivalutazioni delle quote in Banca d’Italia possedute dagli istituti di credito. Ma per procedere occorre un via libero preventivo da parte della Banca Centrale Europea, che ancora non è arrivato.

Insomma, il ritardo dell’emissione del decreto di abolizione del saldo Imu non sembrerebbe essere derivante dalla mancanza della copertura poiché quei due miliardi di euro necessari dovrebbero arrivare dai maxi acconti Ires e Irap dovuti da banche e assicurazioni nonché dall’acconto sul risparmio amministrato dovuto dalle banche.

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