Autonoma organizzazione Irap: impiego dei beni strumentali

Imprenditore
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Il principio generale dell'Irap prevede che l'assoggettamento al tributo ricorre quando il contribuente risulta essere, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione e non è inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità, impiega beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività o si avvale in modo non occasionale di lavoro altrui. Ma è sul secondo punto, quello dei beni strumentali, che vorrei focalizzare l'attenzione poiché la Corte di Cassazione sembrerebbe non essere d'accordo.

L'Agenzia delle Entrate, ai fini dell'individuazione del requisito della autonoma organizzazione e del relativo assoggettamento o esenzione dell'Irap, in assenza di altri elementi più significativi, ritiene utile fare riferimento alla disciplina dei cosiddetti contribuenti minimi. In sostanza, poiché l'ammontare dei beni acquistati che rende incompatibile il regime dei contribuenti minimi è pari a 15.000 euro, tale importo può rappresentare la soglia, seppure indicativa, per definire l'organizzazione minima di beni oltre la quale si è soggetti a Irap.

La Corte di Cassazione, però, non è d'accordo poiché ritiene che il valore dei beni strumentali impiegati nell'esercizio dell'attività superiore a 15.000 euro non può costituire indizio di una attività organizzata in forma tale da determinare l'automatico assoggettamento a Irap del contribuente.

L'assoggettamento a Irap, secondo l'ordinanza 18108/2013, richiede un analitico esame delle spese affrontate dal contribuente. La dotazione strumentale non deve essere valutata solo sotto l'aspetto quantitativo ma anche sotto l'aspetto qualitativo dell'attività esercitata.

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