Regime forfetario: guida completa e aggiornata

Imprenditori
Imprenditori

I commi da 54 a 89 della Legge di Stabilità per il 2015 (L. 190 del 23 dicembre 2014) ha mandato in pensione il regime dei minimi, fermo restando che coloro che alla data del 31 dicembre 2014 ne rientravano potranno continuare ad utilizzarlo fino alla maturazione del quinquennio o fino al compimento del trentacinquesimo anno di età. Per il 2015 assistiamo all'introduzione di un nuovo regime agevolato che prende nome di regime forfetario e che prevede, in linea di massima, la tassazione dei redditi con un'aliquota del 15%.

Requisiti di accesso

L'accesso al nuovo regime forfetario è riservato ai contribuenti persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni che nell'anno precedente hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori ai limiti indicati nell'allegato n. 4 della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (che si riporta al termine dell'articolo) e che hanno sostenuto spese per un ammontare complessivo non superiore ad euro 5.000 lordi per lavoro accessorio, per lavoratori dipendenti, collaboratori, comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati e le spese per prestazioni di lavoro.
Inoltre il costo complessivo dei beni strumentali, al lordo degli ammortamenti, non supera, alla chiusura dell'esercizio, i 20.000 euro. Nel computo di tale limite bisogna considerare che: per i beni in locazione finanziaria occorre tenere conto del costo sostenuto dal concedente; per i beni in locazione, noleggio e comodato rileva il valore normale; i beni detenuti in regime di impresa, arte o professione utilizzati promiscuamente per l'esercizio dell'attività e per uso personale o familiare del contribuente concorrono nella misura del 50%; non rilevano i beni il cui costo unitario non sia superiore a euro 516,46 né i beni immobili utilizzati per l'esercizio d'impresa, arte o professione.
Può essere ammesso al regime forfetario anche chi ha redditi di lavoro dipendente purché i redditi conseguiti nell'attività d'impresa, arte o professione siano in misura prevalente rispetto a quelli percepiti come redditi di lavoro dipendente. Tale disposizione non è rilevante qualora il rapporto di lavoro è cessato o la somma dei redditi d'impresa, dell'arte o della professione e quelli per lavoro dipendente non risulta essere superiore a euro 20.000.
Ai fini dell'individuazione del limite dei ricavi e dei compensi non rilevano i ricavi e i compensi derivanti dall'adeguamento agli studi di settore e ai parametri. Nel caso di esercizio contemporaneo di attività contraddistinte da differenti codici ATECO si prende in considerazione il limite più elevato di ricavi e di compensi relativi alle diverse attività esercitate.

Soggetti esclusi dal regime forfetario

Non possono avvalersi del regime forfetario le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell'Imposta sul Valore Aggiunto o di regimi forfetari di determinazione del reddito; i soggetti non residenti ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell'Unione Europea o in uno Stato aderente all'Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono, nel territorio dello Stato italiano, redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto; i soggetti che, in via esclusiva o prevalente, effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi; gli esercenti attività d'impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all'esercizio dell'attività, a società di persone o associazioni ad esse assimilate ovvero a società a responsabilità limitata trasparenti di cui all'articolo 116 del TUIR.

Come avvalersi del regime forfetario

Le persone fisiche che avviano una nuova impresa o intraprendono l'esercizio di arti o professioni possono avvalersi del regime forfetario comunicando, nella dichiarazione di inizio attività, di presumere la sussistenza dei requisiti di accesso al regime.

I.V.A.

Fra le agevolazioni previste dal regime forfetario, i contribuenti non addebitano l'Iva nella cessione dei beni e nelle prestazioni di servizi. Di contro non hanno diritto alla detrazione dell'Imposta sul Valore Aggiunto assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti.
I contribuenti che applicano il regime forfetario sono esonerati dal versamento dell'Iva e da tutti gli altri obblighi previsti dal DPR 633/1972 ad eccezione degli obblighi di numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali, di certificazione dei corrispettivi e di conservazione dei documenti.
I contribuenti che applicano il regime forfetario, per le operazioni per le quali risultano debitori dell'imposta, emettono la fattura o la integrano con l'indicazione dell'aliquota e della relativa imposta e versano l'imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni.
Il passaggio dalle regole ordinarie di applicazione dell'Imposta sul Valore Aggiunto al regime forfetario comporta la rettifica della detrazione dell'imposta da operarsi nella dichiarazione dell'ultimo anno di applicazione delle regole ordinarie. In caso di passaggio, anche per opzione, dal regime forfetario alle regole ordinarie è operata un'analoga rettifica della detrazione nella dichiarazione del primo anno di applicazione delle regole ordinarie.
Nell'ultima liquidazione relativa all'anno in cui è applicata l'imposta sul valore aggiunto, è computata anche l'imposta relativa alle operazioni, per le quali non si è ancora verificata l'esigibilità. Nella stessa liquidazione può essere esercitato il diritto alla detrazione dell'imposta relativa alle operazioni di acquisto effettuate in vigenza dell'opzione e i cui corrispettivi non sono stati ancora pagati. L'eccedenza detraibile emergente dalla dichiarazione presentata dai contribuenti che applicano il regime forfetario, relativa all'ultimo anno in cui l'Imposta sul Valore Aggiunto è applicata nei modi ordinari, può essere chiesta a rimborso ovvero può essere utilizzata in compensazione.

Contabilità

I soggetti che operano nell'ambito del regime forfetario hanno l'obbligo di conservare i documenti ricevuti ed emessi ma sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili. Non operano le ritenute alla fonte ma in sede di dichiarazione dei redditi devono indicare il codice fiscale del percettore dei redditi per i quali, all'atto del pagamento, non è stata operata la ritenuta e l'ammontare dei redditi stessi.

Imposte sul reddito

La tassazione sul reddito avverrà determinando forfetariamente il reddito imponibile. Per fare questo occorre applicare all'ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti il coefficiente di redditività nella misura indicata dall'allegato 4 annesso alla Legge 190/2014 (che si riporta al termine dell'articolo). Sul reddito imponibile si applica un'imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell'Irap pari al 15%.
Nel caso di imprese familiari, l'imposta sostitutiva, calcolata sul reddito al lordo delle quote assegnate al coniuge e ai collaboratori familiari, è dovuta dall'imprenditore. I contributi previdenziali versati per sé o per conto dei collaboratori dell'impresa familiare fiscalmente a carico si deducono dal reddito così determinato.
Per il versamento dell'imposta occorre far riferimento alle disposizioni in materia di versamento dell'imposta sui redditi delle persone fisiche.
I ricavi e i compensi relativi al reddito oggetto del regime forfetario non sono assoggettati a ritenuta d'acconto da parte del sostituto d'imposta. I contribuenti, pertanto, rilasciano un'apposita dichiarazione dalla quale risulti che il reddito cui le somme afferiscono è soggetto ad imposta sostitutiva.
I componenti positivi e negativi di reddito riferiti ad anni precedenti a quello da cui ha effetto il regime forfetario, la cui tassazione o deduzione è stata rinviata ai sensi delle disposizioni del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, partecipano per le quote residue alla formazione del reddito dell'esercizio precedente a quello di efficacia del predetto regime. Analoghe disposizioni si applicano ai fini della determinazione del valore della produzione netta.
Le perdite fiscali generatesi nei periodi d'imposta anteriori a quello da cui decorre il regime forfetario possono essere computate in diminuzione del reddito secondo le regole ordinarie stabilite dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
Nel caso di passaggio dal regime forfetario al regime ordinario i ricavi e i compensi che hanno già concorso a formare il reddito non assumono rilevanza nella
determinazione del reddito degli anni successivi ancorché di competenza di tali periodi. Viceversa i ricavi e i compensi che, sebbene di competenza del periodo in cui il reddito e' stato determinato in base alle regole del regime forfetario non hanno concorso a formare il reddito imponibile del periodo assumono rilevanza nei periodi di imposta successivi nel corso dei quali si verificano i presupposti previsti dal regime forfetario. Corrispondenti criteri si applicano per l'ipotesi inversa di
passaggio dal regime ordinario a quello forfetario. Nel caso di passaggio dal regime forfetario a un diverso regime, le spese sostenute nel periodo di applicazione del regime forfetario non assumono rilevanza nella determinazione del reddito degli anni successivi. Nel caso di cessione, successivamente all'uscita dal regime forfetario, di beni strumentali acquisiti in esercizi precedenti a quello da cui decorre il regime forfetario, ai fini del calcolo dell'eventuale plusvalenza o minusvalenza, si assume come costo non ammortizzato quello risultante alla fine dell'esercizio precedente a quello dal quale decorre il regime. Se la cessione concerne beni strumentali acquisiti nel corso del regime forfetario, si assume come costo non ammortizzabile il prezzo di acquisto.

Contributi previdenziali

I soggetti che adottano il regime forfetario possono approfittare di agevolazioni contributive. Per loro, infatti, non trova applicazione il livello minimo imponibile previsto ai fini del versamento dei contributi previdenziali dall'articolo 1, comma 3, della Legge 2 agosto 1990, n. 233.
Nel caso in cui siano presenti coadiuvanti o coadiutori è possibile indicare la quota di reddito di spettanza dei singoli collaboratori, fino a un massimo, complessivamente, del 49%. Per tali soggetti, il reddito imponibile sul quale calcolare la contribuzione dovuta si determina ai sensi dell'articolo 3-bis del decreto-legge 19 settembre 1992, n. 384, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 novembre 1992, n. 438, e successive modificazioni.
I versamenti a saldo e in acconto dei contributi dovuti agli enti previdenziali sono effettuati entro gli stessi termini previsti per il versamento delle somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi.
Il regime contributivo agevolato cessa di avere applicazione a partire dall'anno successivo a quello in cui viene meno almeno una delle condizioni che garantiscono l'accesso e la permanenza al regime forfetario. La cessazione determina, ai fini previdenziali, l'applicazione del regime ordinario di determinazione e di versamento del contributo dovuto. Il passaggio al regime previdenziale ordinario, in ogni caso, determina l'impossibilità di fruire nuovamente del regime contributivo agevolato, anche laddove sussistano le condizioni.
Per poter aderire al regime contributivo agevolato, i soggetti che intraprendono un'attività d'impresa presentano all'Inps, mediante comunicazione telematica, una dichiarazione. I soggetti, invece, che già esercitano attività d'impresa devono presentare, entro il 28 febbraio di ogni anno, la medesima dichiarazione.

Opzione per i modi ordinari

I contribuenti che applicano il regime forfetario possono optare per l'applicazione dell'Imposta sul Valore Aggiunto e delle imposte sul reddito nei modi ordinari. L'opzione, valida per almeno un triennio, è comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata. Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime ordinario, l'opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata.

Avvio di nuove attività

I neo imprenditori che avvieranno una nuova attività e opteranno per il regime forfetario potranno determinare, per il periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i due successivi, il reddito ridotto di un terzo a condizione che: il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l'inizio dell'attività, attività artistica, professionale ovvero d'impresa anche in forma associata o familiare; l'attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo ad esclusione dei casi in cui l'attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni; qualora venga proseguita un'attività svolta in precedenza da altro soggetto, l'ammontare dei ricavi e compensi, realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento del beneficio, non sia superiore a 20.000 euro.

Uscita dal regime forfetario

Il regime forfetario cessa di avere applicazione a partire dall'anno successivo a quello in cui viene meno almeno una delle condizioni che ne garantiscono l'accesso e la permanenza.

Abrogazione dei regimi agevolati

La legge 190/2014, oltre a introdurre il nuovo regime forfetario, abroga il regime fiscale agevolato di cui all'articolo 13 della legge 23 dicembre 2000, n. 388; il regime fiscale di vantaggio di cui all'articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98; il regime contabile agevolato di cui all'articolo 27, comma 3 del decreto legge 98/2011. Tuttavia i soggetti che nel periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014 si avvalgono del regime fiscale agevolato di cui alla legge n. 388/2000 o del regime fiscale di vantaggio di cui al decreto-legge 98/2011 possono applicare, laddove in possesso dei requisiti previsti dalla legge, il regime forfetario per i soli periodi d'imposta che residuano al completamento del triennio agevolato. I soggetti che nel periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2014 si avvalgono del regime fiscale di vantaggio di cui al decreto-legge 98/2011 (regime dei minimi) possono continuare ad avvalersene per il periodo che residua al completamento del quinquennio agevolato e comunque fino al compimento del trentacinquesimo anno di età.

LIMITI DI RICAVI/COMPENSI E COEFFICIENTI DI REDDITIVITÀ
Gruppo di settore
Codici attività Ateco 2007
Valore soglia ricavi/compensi
Coefficiente di redditività
Industrie alimentari e delle bevande
(10 - 11)
35.000
40%
Commercio all'ingrosso e al dettaglio
45 - (da 46.2 a 46.9) - (da 47.1 a 47.7) - 47.9
40.000
40%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande
47.81
30.000
40%
Commercio ambulante di altri prodotti
47.82 - 47.89
20.000
54%
Costruzioni e attività immobiliari
(41 - 42 - 43) - (68)
15.000
86%
Intermediari del commercio
46.1
15.000
62%
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione
(55 - 56)
40.000
40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi
(64 - 65 - 66) - (69 - 70 - 71 - 72 - 73 - 74 - 75) - (85) - (86 - 87 - 88)
15.000
78%
Altre attività economiche
(01 - 02 - 03) - (05- 06 - 07 - 08 - 09) - (12 - 13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 26 - 27
- 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33) - (35) - (36 - 37 - 38 - 39) - (49 - 50 - 51 - 52 - 53) - (58 - 59 - 60 - 61 - 62 - 63) - (77 - 78 - 79 - 80 - 81 - 82) -(84) - (90 - 91 - 92 - 93) - (94 - 95 - 96) - (97 - 98) - (99)
20.000
67%

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