Nuovo regime forfetario: più tasse per imprenditori e professionisti

Imprenditore stanco
Imprenditore stanco

Il nuovo regime forfetario introdotto dalla Legge di Stabilità per il 2015 ha sicuramente mantenuto inalterati i principi legati alla semplificazione ma ha, di contro, aggravato il carico fiscale verso i contribuenti minimi, professionisti e piccole imprese. Ne è convinta la Cna la quale sostiene che, in molti casi, con il regime forfetario si andrebbero a pagare più tasse rispetto al sistema ordinario. Addirittura professionisti e agenti di commercio con ricavi fino a 15.000 euro possono arrivare anche a 700 euro di maggiori imposte all'anno.

I piccoli imprenditori e i liberi professionisti pagano caro il prezzo delle semplificazioni. Già, perché se da un lato il nuovo regime forfetario introdotto dalla Legge 190/2014 ha mantenuto le semplificazioni, dall'altro li obbliga ad un pagamento più oneroso delle imposte. E i maggiori tributi possono anche arrivare a 700 euro all'anno per i professionisti con ricavi fino a 15.000 euro. Lo ha dimostrato la Cna con l'indagine intitolata Nuovi forfetari alla ricerca delle opportunità perdute. La Cna propone, comunque, una soluzione: quella di derogare alle regole di determinazione e versamento dei contributi previdenziali sul reddito minimale rinunciando, tuttavia, alle aspettative di una pensione decorosa. In questo caso il vantaggio può arrivare anche a 2.000 euro all'anno rispetto al regime ordinario.

Il nuovo regime forfetario è stato recentemente introdotto dall'ultima legge di Stabilità che ha, al contempo, abrogato tutti gli altri regimi attualmente in vigore. Si applica automaticamente a tutti i soggetti che si collocano entro i limiti di fatturato previsti dalla normativa.

La tassazione dei soggetti che adottano il regime forfetario avviene tramite applicazione dell'aliquota del 15%. Il reddito imponibile si ottiene moltiplicando i ricavi o i compensi per un coefficiente di redditività differenziato a seconda del codice Ateco che contraddistingue l'attività esercitata, senza tenere conto delle spese sostenute nell'anno. Sono proprio queste regole, come specificato dalla Cna, che determinano, in linea di massima, un incremento delle imposte dovute rispetto al regime ordinario. I benefici, infatti, si potranno vedere solo con volumi d'affari superiori a 35.000 euro, livello al quale solo alcune categorie di imprese vi potranno accedere mantenendo il regime forfetario. Un'opportunità, tuttavia, viene offerta ai soggetti iscritti alla gestione speciale artigiani e commercianti ed è quella di non applicare i contributi pensionistici sul reddito minimale.

La Cna ricorda che il principale obiettivo del nuovo regime è quello di ridurre gli adempimenti contabili e fiscali a carico delle imprese e dei professionisti. E, in effetti, ciò avviene, considerando che i contribuenti forfetari sono esclusi da tutta la disciplina Iva, dagli studi di settore, dai parametri e dalla tenuta dei registri contabili. Il prezzo da pagare per queste agevolazioni, però, è alto a causa degli attuali limiti di ricavi e dell'aliquota applicata.

Ma lo studio della Cna va oltre. Infatti chiede al governo Renzi risposte concrete a favore dei lavoratori autonomi, che non hanno potuto beneficiare di misure quali il bonus da 80 euro riservato ai lavoratori dipendenti. Propone, inoltre, di rivedere verso l'alto le soglie di accesso al regime forfetario raggiungendo i limiti dei 25.000/50.000 euro di reddito e ridurre l'imposta sostitutiva dal 15% al 10%. Le risorse necessarie potranno essere reperite rivedendo le disposizioni in materia previdenziale, reintroducendo il riferimento al reddito minimale.

Vorrei aprire adesso un tavolo di confronto con i miei lettori. Mi piacerebbe conoscere le vostre impressioni, i vostri pareri e le vostre idee. Il nuovo regime forfetario può realmente aiutare la nascita e lo sviluppo delle imprese più piccole o è un tiro mancino che arreca solo danni ai più piccoli imprenditori e professionisti? Lasciatemi i vostri commenti!

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