Split payment: la normativa aggiornata

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ieri, 18 agosto 2015, il via libera all’applicazione dello split payment ossia lo speciale meccanismo di riscossione dell’Iva sulle forniture alle pubbliche amministrazioni. L’approvazione, tuttavia, pone il termine del 2017 e prevede tempi di rimborso dell’imposta più veloci. E’ questa la decisione del Consiglio europeo che sancisce definitivamente il via libera, ancorché a termine, del meccanismo di riscossione dell’imposta sul valore aggiunto. Ma vediamo gli aspetti principali dello split payment, disciplinato dalle disposizioni di cui all’articolo 17-ter del D.P.R. 633/1972 e del DM 23 gennaio 2015.

Split payment fino al 31 dicembre 2017

L’Italia può applicare il meccanismo di riscossione dell’Iva sulle forniture alle pubbliche amministrazioni – lo split payment, per intenderci – fino al 31 dicembre 2017. In pratica, la formula dello split payment obbliga le Pubbliche Amministrazioni a versare l’imposta sugli acquisti di beni e servizi direttamente all’erario anziché ai fornitori. Si tratta di un meccanismo speciale applicato con il solo scopo di contrastare l’evasione fiscale. E’ stato, inoltre, stabilito che i fornitori hanno diritto al rimborso prioritario per l’importo del credito corrispondente all’imposta non riscossa da tali operazioni. Sono queste, in sintesi, le decisioni formulate dal Consiglio europeo e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea serie L n. 217.

Quando si applica lo split payment

L’articolo 17-ter del D.P.R. 633/1972 stabilisce che per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dello Stato, degli organi dello Stato, degli enti pubblici territoriali e dei loro consorzi, delle Camere di Commercio, degli istituti universitari, delle Asl, degli enti ospedalieri, degli enti di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, degli enti pubblici di assistenza e beneficienza, per i quali i suddetti cessionari o committenti non sono debitori d’imposta ai sensi delle disposizioni in materia di Iva, l’imposta sul valore aggiunto deve essere versata da essi stessi.

Modalità di fatturazione dei beni e dei servizi

Lo split payment non va a modificare le modalità di fatturazione da parte dei fornitori. L’unica operazione in più da fare è quella di riportare su ciascuna fattura soggetta a split payment la dicitura “scissione dei pagamenti”. Le fatture andranno regolarmente annotate nel registro vendite ma senza computare l’imposta nella liquidazione periodica poiché il pagamento del tributo è effettuato direttamente dall’amministrazione destinataria dei beni o dei servizi. Per quanto riguarda l'aspetto contabile delle operazioni si rimanda alla lettura dell'articolo relativo alle registrazioni contabili split payment.

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