Regime dei minimi: attenzione alla scadenza del 22 agosto

Regime dei minimi
Regime dei minimi

La proroga a tutto il 2015 del regime dei minimi prevista dal decreto Milleproroghe, se da un lato ha offerto una chance in più ai soggetti che intendono avviare un’attività beneficiando di un’imposizione fiscale al 5%, dall’altro ha generato un po’ di confusione nel processo di adesione del regime. Il risultato è che molti contribuenti dovranno rispettare la scadenza del prossimo 22 agosto.

Il nuovo regime forfetario di cui alla Legge n. 190 del 2014 ha sostituito il regime delle nuove iniziative produttive ex articolo 13 della Legge 388/2000, il regime dei minimi ex articolo 27, commi 1 e 2 del Dl 98/2011 e il regime contabile agevolato per gli ex minimi ex articolo 27 comma 3 del Dl 98/2011. Secondo la previsione originaria della norma i soggetti che rientravano nel regime dei minimi potevano continuare ad applicarlo fino alla naturale scadenza ossia cinque anni dall’inizio dell’attività ovvero al compimento del trentacinquesimo anno di età.

Ciò se non fosse intervenuto il decreto Milleproroghe che ha disposto che l’abrogazione del regime dei minimi fosse prorogata fino alla fine del 2015. Peccato, però, che la proroga sia avvenuta ad anno avviato. Il decreto, infatti, è entrato in vigore il 28 febbraio 2015. I soggetti che hanno avviato un’attività tra il 1° gennaio 2015 e il 28 febbraio 2015 e che inizialmente hanno aderito al regime ordinario, dopo aver verificato la sussistenza dei requisiti per accedere al regime dei minimi, hanno dirottato la propria scelta sul regime fiscale più agevolato.

Proprio per questo l’Agenzia delle Entrate ha recentemente presentato dei chiarimenti specificando che:

  • l’opzione e la revoca dell’imposta o di regimi contabili si desumono dai comportamenti concludenti del contribuente;
  • la validità dell’opzione e della relativa revoca è subordinata unicamente alla sua concreta attuazione sin dall’inizio dell’anno o dell’attività;
  • il contribuente è tenuto a comunicare l’opzione nella prima dichiarazione annuale Iva da presentare successivamente alla scelta operata.

A fronte di tutto ciò, il contribuente, al fine di regolarizzare le fatture che sono state emesse con addebito di Iva e al fine di rettificare l’Iva a credito detratta sugli acquisti deve provvedere alle rettifiche dei documenti emessi con addebito dell’imposta. Nello specifico l’impresa dovrà emettere, entro il prossimo 22 agosto, una o più note di credito per correggere l’Iva. L’acquirente che riceve le note di credito è tenuto a registrarle fermo restando il suo diritto alla restituzione dell’importo pagato al prestatore a titolo di rivalsa dell’Iva.

Con l'aiuto dell'ebook Partite IVA e nuovo regime forfettario della giornalista Antonella Donati faccio un veloce riepilogo sulle regole generali. Il regime di vantaggio è riservato ai contribuenti persone fisiche che avviano un'attività professionale, avviano un lavoro autonomo, avviano un'attività d'impresa.

Fra le principali caratteristiche si evidenziano le seguenti:

  • durata massima per il periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i quattro successivi ovvero non oltre il periodo d'imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età del contribuente;
  • imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali fissata al 5% per l'intero periodo;
  • non assoggettabilità dei proventi e ritenuta d'acconto da parte del sostituito d'imposta;
  • franchigia Iva;
  • esonero dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili;
  • esonero dall'obbligo dello spesometro;
  • esonero dall'obbligo di comunicazione all'Agenzia delle Entrate dei dati relativi a operazioni effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede in Paesi black list;
  • esonero dagli obblighi di certificare i corrispettivi se si svolgono determinate attività;
  • esonero dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili;
  • esonero dalla tenuta del registro dei beni ammortizzabili;
  • esclusione dall'Irap;
  • esclusione dall'applicazione degli studi di settore.

Articoli correlati

Tags: 

Aggiungi un commento