Partita Iva nel regime forfettario: scelta giusta per liberi professionisti?

Regime forfetario
Regime forfetario

Quando si decide di avviare un’attività lavorativa si teme sempre per le proprie finanze. Il primo pensiero è quello relativo alla partita Iva e alle spese che questa comporta. Oggi però parliamo del regime forfettario: il regime agevolato per i liberi professionisti.

La partita Iva a regime forfettario

La partita Iva nel regime forfettario è la scelta fiscale più giusta per coloro che decidono di avviare un’attività lavorativa. Uno dei principali timori dei liberi professionisti è l’aspetto contributivo del lavoro autonomo. Questo pregiudica anche l’avvio dell’attività lavorativa o, comunque, la ritarda. Oggi però vogliamo smentire le notizie che si leggono online e descrivervi al meglio e con più chiarezza il regime agevolato per i liberi professionisti: il regime forfettario.

Il limite di ricavi annuo: il Codice ATECO

Per accedere al regime forfettario è necessario rispettare un limite annuo di ricavi di circa 30mila euro. Tale limite non è uguale per tutte le attività lavorative ma varia in base al Codice ATECO, codice che identifica sia ogni singola attività lavorativa e sia il coefficiente di redditività ai fini del calcolo del reddito imponibile per l'imposta sostitutiva.

Il Coefficiente di redditività

Nel regime forfettario non è possibile dedurre nessuna spesa dal reddito lordo, come è invece possibile fare nel regime ordinario e semplificato. La normativa, tuttavia, prevede la possibilità di dedurre un forfettario, da qui deriva il nome del regime, per ogni attività lavorativa, indicando così il coefficiente di redditività. Questo dunque serve per calcolare il reddito imponibile da tassare. Ma a quanto equivale la tassazione?

Aliquota d’imposta del regime forfettario

La principale agevolazione del regime forfetario è l’aliquota d’imposta. Questa è fissata al 15% ma nei primi cinque anni di attività scende al 5% se sussistono le condizioni indicate nelle regole del regime forfettario.

Quanto costa il regime forfettario

Per i liberi professionisti le tasse da pagare in regime forfettario dipendono dal codice ATECO. Nei casi più comuni, un professionista paga complessivamente circa il 23% (INPS inclusa). In altri casi, invece, la tassazione globale arriva anche al 19%. Addirittura inferiore rispetto alla ritenuta d'acconto del 20% prevista nella prestazione occasionale. È questa la principale osservazione che proponiamo a tutti i freelance che decidono di avviare la propria attività lavorativa in prestazione occasionale.

I costi di una partita Iva

Oltre all’apertura della partita Iva, che per i liberi professionisti è gratuita mentre per le ditte individuali dipende dalla regione di appartenenza, tra i costi della partita Iva è necessario considerare anche il commercialista e la previdenza. Per i liberi professionisti senza cassa previdenziale si farà riferimento alla Gestione Separata INPS, per coloro che appartengono a categorie di lavoro con cassa previdenziale bisognerà fare riferimento a questa casa previdenziale. Per le ditte individuali ci si potrà iscrivere alla Gestione INPS artigiani e commercianti.

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