Somministrazione di lavoro a tempo determinato: novità 2019

Somministrazione di lavoro
Somministrazione di lavoro

Il Dl 12 luglio 2018, n. 87 (decreto Dignità), convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2018, n. 186, nel modificare il D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81, ha introdotto importanti novità in materia di somministrazione di lavoro a tempo determinato ossia quella particolare forma contrattuale in cui un'agenzia di somministrazione mette a disposizione di un soggetto terzo uno o più dipendenti. In questo articolo si richiamano tutte le novità introdotte con particolare riferimento alla disciplina, alla durata, alle proroghe, alle causali, alla forma del contratto, al numero massimo dei lavoratori, allo stipendi e ai contributi.

Con il cosiddetto Decreto dignità si interviene su quattro macro aree: lavoro, gioco d'azzardo, delocalizzazioni e fisco. Per le imprese e i professionisti interessati si rimanda alla guida intitolata Decreto dignità. Contratti di lavoro, impresa e fisco nel quale vengono analizzate e commentate le più importanti novità contenute nel provvedimento, con l'aiuto di schemi di sintesi, tabelle riepilogative e risposte a quesiti, che permettono di ottenere con immediatezza una panoramica delle modifiche apportate dal decreto ai vari istituti. Ogni argomento viene trattato con riferimento al contesto normativo precedente, in modo da fornire una cronologia delle evoluzioni della materia.

Fattispecie contrattuale

Il contratto di somministrazione di lavoro prevede, ai sensi dell'art. 30 del D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81, che un'agenzia di somministrazione autorizzata metta a disposizione di un utilizzatore uno o più dipendenti che, retribuiti dall'agenzia di somministrazione, svolgono, per tutta la durata della missione, la propria attività nell'interesse e sotto la direzione e il controllo dell'utilizzatore. I rapporti tra i tre soggetti sono regolati da due differenti contratti:

  1. contratto di somministrazione di lavoro, fra l'agenzia di somministrazione e utilizzatore;
  2. contratto di lavoro, fra l'agenzia di somministrazione e lavoratore.

Disciplina

Le nuove disposizioni previste per il lavoro a tempo determinato si applicano, ai sensi del nuovo art. 34, c. 2 del D.Lgs 15 giugno 2015, n. 81 come modificato dal dall'art. 2, c. 1 del Dl 12 luglio 2018, n. 87 convertito con modificazioni dalla Legge 9 agosto 2018, n. 186, anche nel caso di somministrazione di lavoro a tempo determinato ad eccezione del cosiddetto stop and go ossia il periodo di 10 o 20 giorni di interruzione obbligatoria dalla fine di un contratto e il suo eventuale rinnovo nonché del diritto di precedenza del lavoratore nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro.
Il medesimo comma 2 affida alla contrattazione collettiva applicata alle agenzie di somministrazione la competenza a disciplinare i casi e la durata delle proroghe del contratto a tempo determinato che l'agenzia può stipulare con il lavoratore da somministrare all'utilizzatore.
I contratti collettivi, pertanto, potranno individuare il numero, i casi e la durata delle proroghe.

Durata, proroga e causali

Il lavoratore destinato ad essere somministrato presso un'azienda non può essere impiegato per un periodo superiore ai dodici mesi. Superata tale durata massima, il rapporto di lavoro può essere prorogato soltanto in presenza delle condizioni previste dall'art. 19, c. 1 del D.Lgs. 81/2015. L'art. 2, c. 1-ter del Dl 12 luglio 2018, n. 87, inoltre, chiarisce che, in caso di somministrazione, le condizioni indicate all'art. 19, c. 1 del D.Lgs. 81/2015 devono essere riferite esclusivamente all'impresa utilizzatrice. Il contratto stipulato tra agenzia di somministrazione e lavoratore dovrà, pertanto, indicare le esigenze (temporanee e oggettive, di sostituzione di altri lavoratori o connesse a incrementi temporanei/significativi/non programmabili) dell'impresa che richiede la prestazione lavorativa.


Art. 19, c. 1, D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81
Al contratto di lavoro subordinato può essere apposto un termine di durata non superiore a dodici mesi. Il contratto può avere una durata superiore, ma comunque non eccedente i ventiquattro mesi, solo in presenza di almeno una delle seguenti condizioni:

a) esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività, ovvero esigenze di sostituzione di altri lavoratori;

b) esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attività ordinaria.

Forma del contratto

La somministrazione di lavoro può essere a tempo determinato o indeterminato. Il contratto, secondo quanto previsto dall’art. 33 del D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81, deve essere stipulato in forma scritta e deve contenere i seguenti elementi:
a) gli estremi dell'autorizzazione rilasciata al somministratore;
b) il numero dei lavoratori da somministrare;
c) l'indicazione di eventuali rischi per la salute e la sicurezza del lavoratore e le misure di prevenzione adottate;
d) la data di inizio e la durata prevista della somministrazione di lavoro;
e) le mansioni alle quali saranno adibiti i lavoratori e l'inquadramento dei medesimi;
f) il luogo, l'orario di lavoro e il trattamento economico e normativo dei lavoratori.

Limite massimo di lavoratori

Il decreto Dignità, nel modificare l’art. 31, c. 2 del D.Lgs 81/2015, fissa il numero massimo di lavoratori con contratti a termine o in somministrazione a termine di cui un datore di lavoro può complessivamente avvalersi al 30% del numero dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatore al 1° gennaio, fermo restando il limite del 20% di cui all'articolo 23 del D.Lgs. 81/2015.
Ciò vuol dire che qualora l'azienda utilizzatrice abbia assunto con contratti a tempo determinato un numero di lavoratori pari al 20% rispetto al personale in forza a tempo indeterminato, potrà impiegare il restante 10% di lavoratori somministrati.
La disposizione in commento fornisce due differenti indicazioni:

  1. in caso di inizio dell'attività in corso dell'anno, il limite percentuale si computa sul numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al momento della stipulazione del contratto di somministrazione di lavoro;
  2. rispetto al dato numerico ottenuto, il decimale va arrotondato all'unità superiore laddove questo sia uguale o superiore a 0,5.

Stipendio e contributi

Come previsto dall’articolo 35, comma 1 del D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81, per tutta la durata della missione presso l’utilizzatore, i lavoratori del somministratore hanno diritto, a parità di mansioni svolte, a condizioni economiche e normative complessivamente non inferiori a quelle dei dipendenti di pari livello dell'utilizzatore. Quest'ultimo è obbligato in solido con il somministratore a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e a versare i relativi contributi previdenziali, salvo il diritto di rivalsa verso il somministratore.

Somministrazione fraudolenta

L’articolo 2, comma 1 bis del Dl 12 luglio 2018, n. 87, come aggiunto dalla legge di conversione 9 agosto 2018, n. 96, inserisce al D.Lgs 81/2015 il nuovo art. 38-bis recante la fattispecie della somministrazione fraudolenta. Ciò si verifica quando l’agenzia di somministrazione e l’utilizzatore hanno, come specifica finalità, l’elusione delle norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicate al lavoratore. In tal caso somministratore e utilizzatore sono puniti con una sanzione di 20 euro per ciascun lavoratore coinvolto e per ciascun giorno di somministrazione.

Entrata in vigore

Le modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato introdotte dal dl 12 luglio 2018 n. 87 si applicano, ai sensi dell’art. 1, c. 2, ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto (14 luglio 2018) nonché ai rinnovi e alle proroghe contrattuali successivi al 31 ottobre 2018.

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