Nuove tipologie di contratti di lavoro

Contratti di lavoro
Contratti di lavoro

Chi si affaccia per la prima volta nel mondo del lavoro (ma anche chi ha deciso di cambiare lavoro e si appresta a sottoscrivere un accordo con una nuova impresa) dovrà fare i conti con diverse tipologie di contratti e regole da rispettare per entrare in azienda: contratto a tempo indeterminato, a termine, a tutele crescenti, somministrazione e altri tipi di contratti. Ognuno con le rispettive regole e vincoli.

Il mercato del lavoro

Il 2017 è stato l'anno in cui l’occupazione in Italia è tornata ai livelli pre-crisi: secondo le rilevazioni ISTAT, gli occupati relativi al mese di luglio erano oltre 23,063milioni, poco sotto il picco toccato ad aprile del 2008, quando si registrarono 23,191milioni occupati.
Nel mese di novembre 2017, sempre secondo i dati ISTAT, il tasso di disoccupazione è sceso all'11%, il livello più basso dopo settembre 2012. Rilevante anche il numero degli occupati che, nello stesso periodo, hanno raggiunto la quota di oltre 23 milioni (il valore più alto dal 1977, inizio delle serie storiche dell’ISTAT) sebbene molti dei nuovi assunti siano stati regolarizzati con contratto a termine.

Contratto a tempo indeterminato e a tutele crescenti

Il contratto a tempo indeterminato è il sogno nel cassetto di tutti i lavoratori; è il traguardo più importante di un giovane che si avvia all'attività lavorativa da dipendente. Dal mese di marzo 2015, il contratto a tempo indeterminato è sensibilmente cambiato. A causa delle modifica del cosiddetto articolo 18, in base al quale, in caso di licenziamento ingiustificato, il lavoratore aveva diritto al reintegro nel suo posto di lavoro. Ma le modifiche apportate all'articolo 18 hanno effetto solo in riferimento ai lavoratori assunti dal 7 marzo 2015. Da tale data, infatti, il contratto a tempo indeterminato ha preso nome di contratto a tutele crescenti che prevede una indennità economica per chi è licenziato ingiustamente e il reintegro solo per i licenziamenti discriminatori.

Contratto a tempo determinato (a termine)

Il decreto Dignità (Dl 12 luglio 2018, n. 87) ha modificato in modo significativo la disciplina del contratto a tempo determinato. L'attuale normativa prevede l'apposizione del termine e l'indicazione della durata massima. Per i contratti di lavoro superiori a dodici mesi è prevista l'indicazione della causale.


Per approfondire:
I nuovi contratti a termine (dopo la legge di conversione del decreto legge dignità)

Contratto di somministrazione

Il contratto di somministrazione è solitamente utilizzato durante alcuni picchi aziendali. Il lavoratore in somministrazione riceve lo stesso trattamento di chi è assunto e svolge la medesima mansione. Il contratto può essere a tempo determinato o a tempo indeterminato. Il lavoratore è assunto dall'agenzia per il lavoro che lo invia nelle diverse missioni.

Part-time

Il part-time è un normale contratto ma ad orario ridotto. Può essere a tempo determinato o indeterminato e gode di tutte le tutele di legge. Esistono tre differenti forme di part-time:

  1. part-time verticale: orario intero ma solo per alcuni giorni alla settimana;
  2. part-time orizzontale: orario ridotto per tutti i giorni della settimana;
  3. misto: entrambe le forme citate.

Per approfondire:
I contratti flessibili (part-time, job sharing e lavoro intermittente)

Altre tipologie di contratto di lavoro

Rappresentano altre tipologie di contratto di lavoro:


Per approfondire:


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