In pensione a 63 anni con APE sociale

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I soggetti di età pari o superiore a 63 anni possono accedere alla cd. APE sociale, un anticipo pensionistico riconosciuto fino al conseguimento dell'età anagrafica prevista per il trattamento pensionistico di vecchiaia. L'indennità, introdotta in via sperimentale fino al 31 dicembre 2021, prevede il rispetto di una serie di requisiti. Ti spiego tutto in questo articolo.

Disciplina dell'Ape sociale

L'art. 1, commi da 179 a 186 della legge di bilancio 2017 (legge 11 dicembre 2016, n. 232) ha introdotto l'APE sociale grazie alla quale, ai soggetti iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione separata, è riconosciuta, al compimento del requisito anagrafico dei 63 anni, una indennità per una durata non superiore al periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio e il conseguimento dell'età anagrafica prevista per l'accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia.

Con d.P.C.M. 23 maggio 2017, n. 88 sono state emanate le disposizioni attuative dell'APE sociale.

Accesso all'Ape sociale

Le modalità di accesso all'APE sociale sono definite dagli articoli 4, 5 e 6 del d.P.C.M. 88/2017. Più in particolare, è possibile accedere all'indennità APE sociale presentando domanda all'INPS.

Alla domanda di riconoscimento delle condizioni per l'accesso all'APE sociale occorre allegare:

  • una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà circa la sussistenza, al momento della domanda o il realizzarsi entro la fine dell'anno, delle condizioni previste per l'accesso alla prestazione;
  • la lettera di licenziamento, di dimissioni per giusta causa o il verbale di accordo di risoluzione consensuale stipulato;
  • la certificazione attestante l'handicap in situazione di gravità del coniuge, della persona in unione civile o del parente di primo grado, convivente cui presta assistenza;
  • il verbale di invalidità civile attestante un'invalidità a suo carico di grado almeno pari al 74%.

Da produrre, inoltre:

  • contratto di lavoro o busta paga;
  • dichiarazione del datore di lavoro, redatta su un apposito modulo predisposto dall'INPS attestante i periodi di lavoro prestato alle sue dipendenze, il contratto collettivo applicato, le mansioni svolte ed il livello di inquadramento attribuito.

Requisiti di accesso all'APE sociale

Possono accedere all'indennità APE sociale i soggetti che risultano iscritti all'assicurazione generale obbligatoria nonché alle forme sostitutive ed esclusive. È riconosciuta, inoltre, ai soggetti iscritti alla Gestione separata.

Altro requisito di accesso all'APE sociale è rappresentato dall'età anagrafica del soggetto che deve essere pari a 63 anni.

La normativa, inoltre, prevede una serie di requisiti che ne consentono l'accesso. In particolare, l'APE sociale è riconosciuta ai soggetti che (si tenga conto che il c. 179-bis, art. 1 della legge 232/2016 riduce i requisiti contributivi, per le donne, di dodici mesi per ogni figlio, nel limite massimo di due anni):

  • sono in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni e si trovano in stato di disoccupazione a seguito di:
    • cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo;
    • dimissioni per giusta causa;
    • risoluzione consensuale;
    • scadenza del termine del rapporto di lavoro a tempo determinato a condizione che:
      • abbiano avuto, nei trentasei mesi precedenti la cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente per almeno diciotto mesi,
      • hanno concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi;
  • sono in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni e assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi:
    • il coniuge;
    • un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità;
    • un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;
  • hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidità civile, superiore o uguale al 74% e sono in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • sono lavoratori dipendenti, al momento della decorrenza dell'indennità, all'interno delle professioni, di seguito indicate, che svolgono da almeno sei anni in via continuativa attività lavorative per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo e sono in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 36 anni (il d.P.C.M. 88/2017, al quale si rimanda per ulteriori approfondimenti, ha previsto specifiche caratteristiche delle seguenti attività lavorative):
    • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
    • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
    • conciatori di pelli e di pellicce;
    • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
    • conduttori di mezzi pesanti e camion;
    • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
    • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
    • insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
    • facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;
    • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
    • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Ai sensi del c. 180, art. 1 della legge 232/2016, l'APE sociale è subordinata alla cessazione dell'attività lavorativa.

Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo si tiene conto, ai sensi dell'art. 2, c. 2 del d.P.C.M. 88/2017, di tutta la contribuzione versata o accreditata, a qualsiasi titolo, presso le gestioni indicate. I versamenti contributivi per periodi coincidenti si considerano una sola volta.

Soggetti esclusi

Ai sensi del c. 180, art. 1 della legge 232/2016, l'APE sociale non spetta ai soggetti già titolari di trattamento pensionistico diretto. Inoltre, secondo quanto previsto dal successivo c. 182, non è compatibile con NASpI e Dis-Coll.

Misura dell'APE sociale

L'APE sociale è erogata, ai sensi del c. 181, art. 1 della legge 232/2016 e dell'art. 3 del d.P.C.M. 88/2017, mensilmente, per dodici mensilità annue ed è pari all'importo della rata mensile della pensione di vecchiaia calcolata al momento della domanda e comunque non superiore a 1.500 euro.

Durata dell'APE sociale

L'APE sociale è una indennità che accompagna il soggetto dalla data di accesso al beneficio e fino a quando matura i requisiti per l'accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia che, ai sensi dell'art. 24, c. 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, è stabilito in anni 66.

Ai sensi dell'art. 7 del d.P.C.M. 88/2017, l'APE sociale è corrisposta a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda di accesso, alla maturazione di tutti i requisiti e le condizioni previste e all'esito del positivo riconoscimento e fino al conseguimento dell'età anagrafica prevista per l'accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia.

Decadenza dall’APE sociale

In base a quanto previsto dal c. 183, art. 1 della legge 232/2016, il beneficiario decade dal diritto all'indennità nel caso di raggiungimento dei requisiti per il pensionamento anticipato.

Scadenza dell'Ape sociale

Inizialmente prevista in via sperimentale, fino al 31 dicembre 2018, l'APE sociale è stata via via estesa. L'ultimo intervento, ad opera della legge del 30 dicembre 2020, n. 178, ha prolungato l'indennità fino al 31 dicembre 2021.

Ape sociale e redditi di lavoro dipendente o autonomo

Ai sensi del c. 181, art. 1 della legge 232/2016 e dell'art. 8 del d.P.C.M. 88/2017, l'indennità APE sociale è compatibile con la percezione dei redditi da lavoro dipendente o da collaborazione coordinata e continuativa nel limite di 8mila euro annui e dei redditi derivanti da attività di lavoro autonomo nel limite di 4.800 euro annui.

Tali importi sono da considerare al lordo delle imposte e dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dal lavoratore. In caso di superamento di tali limiti annui, l'APE sociale percepita nel corso dello stesso anno diviene indebita e l'INPS procede al recupero del relativo importo.

Quando andare in pensione

Il capitolo pensioni è sempre in continuo aggiornamento. Oggi ti ho parlato dell’APE sociale che ti consente di andare in pensione a 63 anni, laddove siano rispettati alcuni requisiti. Ma la verità è che sono numerose le tipologie di pensionamento e, per ciascuna, occorre fare i conti con i canali di uscita anticipata del mondo del lavoro.

E poi si può fare riferimento anche a Opzione donna, al contratto di espansione e a Quota 100 che, con le caratteristiche attuali, consente di andare in pensione con almeno 62 anni di età e 38 di contributi.

A tal proposito ti suggerisco la Guida facile - Pensioni 2021 de Il Sole 24 Ore. In questo modo potrai avere una chiara panoramica delle attuali opportunità che ti consentiranno di lasciare il lavoro e goderti una meritata pensione.

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