NASpI: stop alla riduzione del 3% (décalage)

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Indennità NASpI più alta fino al 31 dicembre 2021. Grazie al decreto Sostegni bis è venuto meno l’abbattimento del 3% mensile (décalage) previsto dalla normativa. Chi percepisce l’indennità, pertanto, potrà godere, per tutto il 2021, di un maggiore importo accreditato.

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Uno dei principali obiettivi della NASpI è quello di scoraggiare il lavoratore a mantenere lo stato di disoccupazione. Per perseguire tale obiettivo, infatti, il legislatore ha previsto un abbattimento del 3% mensile a partire dal quarto mese.

Il decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73 (c.d. decreto Sostegni bis), convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, tuttavia, ha previsto per le indennità di disoccupazione NASpI in corso di erogazione alla data del 1° giugno 2021, la sospensione del meccanismo di riduzione fino al 31 dicembre 2021. È questa una misura adottata dal legislatore per adattare la NASpI agli effetti generati dal COVID-19.

Il décalage del 3%, pertanto, è sospeso per disposizione di legge. Dal 1° giugno 2021 e fino al 31 dicembre 2021, quindi, rimane invariato l’importo della prestazione in pagamento alla data del 1° giugno 2021, senza l’ulteriore abbattimento della prestazione del tre per cento per i mesi da giugno a dicembre 2021.

Come chiarito dall’INPS con circolare n. 122 del 6 agosto 2021, la sospensione prevista dall’articolo 38 del decreto-legge n. 73 del 2021 riguarda le indennità NASpI che hanno decorrenza nell’arco temporale che va dal 1° giugno 2021 al 30 settembre 2021 e non trova applicazione dal 1° giugno 2021 e fino al 31 dicembre 2021.

La sospensione del meccanismo di riduzione di cui all’articolo 38, comma 1, del decreto Sostegni bis trova applicazione anche nelle ipotesi di anticipo NASpI ossia la liquidazione della prestazione NASpI erogata in forma anticipata in un’unica soluzione (c.d. NASpI anticipata per apertura partita IVA).

Per l’applicazione della sospensione del meccanismo di riduzione della prestazione NASpI non occorrerà presentare alcuna domanda in quanto si procederà d’ufficio.

La disposizione ha, infine, previsto che a decorrere dal 1° gennaio 2022 troverà nuovamente piena applicazione il meccanismo di riduzione della prestazione.

Il meccanismo di riduzione del 3% mensile potrebbe, però, essere oggetto di ulteriore modifica in virtù della riforma NASpI che dovrebbe partire dal 2022. Attualmente il Ministro del Lavoro Andrea Orlando è in trattativa con le parti sociali per portare a termine la tanto auspicata riforma degli ammortizzatori sociali grazie alla quale dovrebbero essere introdotte le seguenti modifiche:

  • requisiti di accesso meno rigidi (potrebbe venire meno il requisito delle 30 giornate per accedere alla NASpI);
  • posticipo del décalage;
  • trattamento di maggior favore per quei lavoratori che, in ragione dell’età, hanno maggiore difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro;
  • estensione ad alcune tipologie di operai agricoli a tempo indeterminato.

Per maggiori approfondimenti sulla NASpI rimando all’ebook intitolato Guida alle indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL.

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