Quota 41: la pensione anticipata per i lavoratori precoci

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Sono sufficienti 41 anni di contributi per accedere alla pensione anticipata da parte dei lavoratori precoci. Ma non è questo l'unico requisito: occorre avere almeno dodici mesi di contribuzione per periodi di lavoro effettivo precedenti il raggiungimento il diciannovesimo anno di età nonché una serie di requisiti prevista dalle lettere da a) a d) del c. 199, art. 1, legge 11 dicembre 2016, n. 232. Vediamo quali.

Normativa Quota 41

La legge 11 dicembre 2016, n. 232, articolo 1, commi da 199 a 205 detta le regole per il pensionamento dei lavoratori precoci. La disposizione in commento riduce, a decorrere dal 1° maggio 2017, il requisito contributivo ai fini dell'accesso al pensionamento anticipato per i lavoratori precoci i quali possono andare in pensione anticipata rispettando il requisito contributivo di 41 anni. Con d.P.C.M. del 23 maggio 2017, n. 87 è stata data attuazione alle disposizioni contenute nella predetta legge.

Chi sono i lavoratori precoci

I c.d. lavoratori precoci ossia coloro che possono far valere almeno dodici mesi di contribuzione per periodi di lavoro effettivo precedenti il diciannovesimo anno di età, possono presentare domanda di pensione anticipata se hanno maturato il requisito contributivo di 41 anni.

Il requisito contributivo ridotto può essere raggiunto, ai sensi dell'art. 2, c. 3 del d.P.C.M. 23 maggio 2017, n. 87 cumulando i periodi assicurativi non coincidenti posseduti presso le forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi e degli iscritti alla gestione separata e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché agli enti di previdenza.

Il requisito ridotto di 41 anni è comunque soggetto ad adeguamento in base agli incrementi della speranza di vita.

Requisiti di accesso alla Quota 41

Affinché l'accesso al pensionamento sia consentito è necessario che il lavoratore rientri in una delle quattro categorie dell'APE sociale:

  • siano in stato di disoccupazione involontaria ossia determinata a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale e abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi;
  • assistano, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;
  • abbiano una ridotta capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  • siano lavoratori dipendenti di cui alle professioni di seguito indicate che svolgono, al momento del pensionamento, da almeno sette anni negli ultimi dieci ovvero almeno sei anni negli ultimi sette attività lavorative per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo ovvero siano lavoratori addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti di cui all'articolo 1, commi 1, 2 e 3, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67:
    • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
    • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
    • conciatori di pelli e di pellicce;
    • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
    • conduttori di mezzi pesanti e camion;
    • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
    • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
    • insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
    • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
    • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
    • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Le condizioni per l'accesso al beneficio devono essersi realizzate, ai sensi dell'art. 4, c. 4 del d.P.C.M. 23 maggio 2017, n. 87, già al momento della presentazione della domanda ad eccezione dei requisiti dell'anzianità contributiva, del periodo almeno trimestrale di conclusione della prestazione per la disoccupazione e del periodo di svolgimento dell'attività lavorativa in via continuativa che devono, comunque, maturare entro la fine dell'anno in corso al momento di presentazione della domanda.

Il trattamento pensionistico liquidato in base al requisito contributivo ridotto non è cumulabile con i redditi da lavoro per un periodo di tempo corrispondente alla differenza tra il requisito ordinario (per il conseguimento del trattamento a prescindere dall'età anagrafica) e l'anzianità contributiva al momento del pensionamento.

Domanda di pensionamento anticipato

La domanda di accesso al beneficio è presentata all'INPS entro il 1° marzo di ciascun anno. Alla domanda occorre allegare una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante la sussistenza al momento della domanda o il realizzarsi entro la fine dell'anno delle condizioni previste dalla normativa nonché i seguenti documenti a riprova della sussistenza, già al momento della domanda di riconoscimento, delle relative condizioni:

  • la lettera di licenziamento, di dimissioni per giusta causa o il verbale di accordo di risoluzione consensuale stipulato;
  • la certificazione attestante l'handicap in situazione di gravità del coniuge, della persona in unione civile o del parente di primo grado, convivente cui presta assistenza;
  • il verbale di invalidità civile attestante un'invalidità a suo carico di grado almeno pari al 74%.

L'interessato produce, se necessario, oltre ad una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà circa la sussistenza delle predette condizioni, al contratto di lavoro o ad una busta paga, una dichiarazione del datore di lavoro, redatta su un apposito modulo predisposto dall'INPS attestante i periodi di lavoro prestato alle sue dipendenze, il contratto collettivo applicato, le mansioni svolte ed il livello di inquadramento attribuito, nonché l'applicazione delle voci di tariffa INAIL con un tasso medio di tariffa non inferiore al 17 per mille, ai sensi del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro del tesoro e del bilancio e della programmazione economica 12 dicembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario n. 15 alla Gazzetta Ufficiale n. 17 del 22 gennaio 2001.

Quando andare in pensione

Il capitolo pensioni è sempre in continuo aggiornamento. Oggi ti ho parlato della pensione anticipata per i lavoratori precoci che ti consente di andare in pensione con 41 anni di contributi, laddove siano rispettati alcuni requisiti. Ma la verità è che sono numerose le tipologie di pensionamento e, per ciascuna, occorre fare i conti con i canali di uscita anticipata del mondo del lavoro.

E poi si può fare riferimento anche a Opzione donna, al contratto di espansione e a Quota 100 che, con le caratteristiche attuali, consente di andare in pensione con almeno 62 anni di età e 38 di contributi.

A tal proposito ti suggerisco la Guida facile - Pensioni 2021 de Il Sole 24 Ore. In questo modo potrai avere una chiara panoramica delle attuali opportunità che ti consentiranno di lasciare il lavoro e goderti una meritata pensione.

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