Pensione anticipata per gli addetti ai lavori usuranti

Pensione lavori usuranti
Pensione lavori usuranti

I lavoratori addetti a lavori particolarmente faticosi e pesanti possono andare in pensione anticipata, se rispettano determinati requisiti, in deroga alle regole ordinarie. Dal 1° gennaio 2017 gli addetti ai lavori usuranti e alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti per almeno sette anni negli ultimi dieci di attività lavorativa, ovvero, per almeno metà della vita lavorativa complessiva, possono conseguire il trattamento pensionistico anticipato.

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Normativa in tema di lavori usuranti

L'articolo 1 della legge 4 novembre 2010, n. 183 ha conferito delega al Governo per la revisione della disciplina in tema di lavori usuranti. La disposizione prevede l'adozione di uno o più decreti legislativi finalizzati a stabilire le regole per il pensionamento anticipato ai dipendenti impegnati in particolari attività.

A tal proposito è stato emanato il decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67 che stabilisce le regole per l'accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti.

La legge 11 dicembre 2016, n. 232, all'art. 1, commi da 206 a 208 ha previsto nuove disposizioni in materia di accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti con particolare riferimento al requisito oggettivo, al mancato adeguamento in via transitoria dei requisiti pensionistici agli incrementi della speranza di vita, alla non applicazione delle cd. finestre mobili, al termine per la presentazione della domanda di accesso al beneficio, alla copertura degli oneri ed alle modalità attuative del predetto decreto.

Con messaggio del 24 maggio 2017, n. 90 l'INPS ha fornito le prime indicazioni in ordine alle modifiche apportate dalla legge 232/2016.

Soggetti destinatari

Possono accedere al trattamento pensionistico anticipato le tipologie di lavoratori dipendenti previste dall'art. 1, c. 1 del D.Lgs. 21 aprile 2011, n. 67 ossia:

  • lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti di cui all'articolo 2 del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale in data 19 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 208 del 4 settembre 1999;
  • lavoratori notturni e, più nel dettaglio:
    1. lavoratori a turni che prestano la loro attività nel periodo notturno per almeno 6 ore per un numero minimo di giorni lavorativi all'anno non inferiore a 64;
    2. al di fuori dei casi precedenti, lavoratori che prestano la loro attività per almeno tre ore nell'intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino per periodi di lavoro di durata pari all'intero anno lavorativo;
  • lavoratori alle dipendenze di imprese per le quali operano le voci di tariffa per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro specificamente individuate nell'elenco allegato al D.Lgs. 67/2011, cui si applicano i criteri per l'organizzazione del lavoro previsti dall'articolo 2100 del codice civile, impegnati all'interno di un processo produttivo in serie, contraddistinto da un ritmo determinato da misurazione di tempi di produzione con mansioni organizzate in sequenze di postazioni, che svolgano attività caratterizzate dalla ripetizione costante dello stesso ciclo lavorativo su parti staccate di un prodotto finale, che si spostano a flusso continuo o a scatti con cadenze brevi determinate dall'organizzazione del lavoro o dalla tecnologia, con esclusione degli addetti a lavorazioni collaterali a linee di produzione, alla manutenzione, al rifornimento materiali, ad attività di regolazione o controllo computerizzato delle linee di produzione e al controllo di qualità;
  • conducenti di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a 9 posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.

Requisito oggettivo

L'accesso al trattamento pensionistico anticipato può avvenire, in base a quanto previsto dall'art. 1, c. 2 del D.Lgs. 21 aprile 2011, n. 67, solo se si rispettano determinati requisiti inerenti al lavoro. In particolare, il diritto al trattamento pensionistico anticipato è esercitabile qualora i lavoratori addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti abbiano svolto una o più delle predette lavorazioni per un periodo di tempo pari ad almeno:

  • sette anni negli ultimi dieci di attività lavorativa;
  • la metà della vita lavorativa complessiva.

Ai fini del computo di tale periodo occorre tenere conto dei periodi periodi di svolgimento effettivo delle attività lavorative usuranti (ossia dei periodi effettivi di permanenza nelle predette attività, desumibile dall’accredito di contribuzione obbligatoria), con esclusione di quelli totalmente coperti da contribuzione figurativa. A tal proposito, con circolare 24 maggio 2017, n. 90 l'INPS ha chiarito che:

  • per i lavoratori che alla data di presentazione della domanda di riconoscimento dello svolgimento di attività lavorative particolarmente faticose e pesanti hanno cessato l’attività lavorativa, i periodi da considerare sono quelli precedenti la data di cessazione della predetta attività;
  • per i lavoratori che alla data di presentazione della domanda di riconoscimento dello svolgimento di attività lavorative particolarmente faticose e pesanti svolgono ancora attività lavorativa, i periodi da considerare sono quelli precedenti la data di cessazione dell’attività lavorativa indicata dall’interessato nella domanda di riconoscimento del beneficio insieme alla tipologia di attività che lo stesso svolgerà fino alla predetta data.

Ai fini del riconoscimento del beneficio, i periodi di svolgimento di attività lavorativa particolarmente faticosa e pesante possono essere non continuativi.

Imprese per le quali è previsto il pensionamento anticipato

L'art. 1, c. 1, lett. c) del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67 prevede che il diritto per l'accesso al trattamento pensionistico anticipato sia maturato dai lavoratori alle dipendenze di imprese per le quali operano le voci di tariffa per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro di cui al seguente elenco:

  • prodotti dolciari; additivi per bevande e altri alimenti;
  • lavorazione e trasformazione delle resine sintetiche e dei materiali polimerici termoplastici e termoindurenti; produzione di articoli finiti, etc.;
  • macchine per cucire e macchine rimagliatrici per uso industriale e domestico;
  • costruzione di veicoli e di rimorchi;
  • apparecchi termici: di produzione di vapore, di riscaldamento, di refrigerazione, di condizionamento;
  • elettrodomestici;
  • altri strumenti e apparecchi;
  • confezione con tessuti di articoli per abbigliamento ed accessori; etc.;
  • confezione di calzature in qualsiasi materiale, anche limitatamente a singole fasi del ciclo produttivo.

Età anagrafica e anzianità contributiva

L'accesso al trattamento pensionistico anticipato è subordinato, ai sensi dell'art. 1, c. 1 del D.Lgs. 21 aprile 2011, n. 67 al rispetto del requisito di anzianità contributiva non inferiore a trentacinque anni. Il successivo comma 4 prevede, inoltre, il rispetto del requisito dell'età anagrafica stabilita secondo il seguente schema:

Lavoratori dipendenti pubblici e privati
Somma di età anagrafica e anzianità contributiva Età anagrafica minima per la maturazione del requisito
97 61
Lavoratori autonomi iscritti all'INPS
Somma di età anagrafica e anzianità contributiva Età anagrafica minima per la maturazione del requisito
98 62

Restano fermi gli adeguamenti dei requisiti agli incrementi della speranza di vita previsti dall'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Tuttavia, in via transitoria non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita fino al 2025.

Per i lavoratori notturni che prestano la loro attività per un numero di giorni lavorativi annui inferiori a 78, il requisito anagrafico e il valore somma sono incrementati, ai sensi del comma 6-bis, art. 1 del D.Lgs. 67/2011, rispettivamente di:

  • due anni e due unità per coloro che svolgono l'attività per un numero di giorni lavorativi annui compreso tra 64 e 71;
  • un anno e una unità per coloro che svolgono l'attività per un numero di giorni lavorativi annui compreso tra 72 a 77.

Presentazione della domanda

Per l'accesso alla pensione anticipata occorre presentare all'Istituto previdenziale presso il quale il lavoratore è iscritto la domanda, ai sensi dell'art. 2 del decreto legislativo 24 aprile 2011, n. 67, entro il 1° maggio dell'anno precedente a quello di maturazione dei requisiti agevolati.

Il mancato rispetto di tale scadenza comporta il differimento del diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico anticipato.

La domanda di certificazione per il riconoscimento del beneficio e la relativa documentazione devono essere presentate alla competente struttura territoriale dell’Istituto utilizzando la procedura telematica a disposizione dei cittadini o degli enti di patronato.

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