NASpI più alta fino al 31 dicembre e le ipotesi per il 2022

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Una delle caratteristiche più importanti (e indubbiamente più antipatiche) della NASpI è il meccanismo del décalage ossia la riduzione del 3% che viene applicata all’indennità di disoccupazione a partire dal quarto mese. Grazie al decreto Sostegni bis, però, tale disposizione è stata sospesa e, pertanto, fino al 31 dicembre la NASpI sarà più alta. Ma quello che accadrà nel 2022 potrebbe rivoluzionare la misura di sostegno al reddito destinata a chi perde il proprio posto di lavoro. Ecco le ipotesi sul tavolo.

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Disciplina NASpI

La NASpI è una indennità mensile di disoccupazione avente la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione. Introdotta dal D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22, la NASpI (insieme alla DIS-COLL) rappresenta la principale forma di sostegno al reddito.

Riduzione indennità NASpI

In base a quanto previsto dal terzo comma, art. 4 del predetto D.Lgs. 22/2015, l’indennità NASpI deve essere ridotta del 3% per ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione (cd décalage). A tal proposito ti ricordo che il décalage è applicato anche in caso di anticipo NASpI 2021 ossia la possibilità di richiedere la disoccupazione anticipata per apertura partita IVA.

L’art. 38 del decreto legge 25 maggio 2021, n. 73, tuttavia, ha sospeso fino al 31 dicembre 2021 l’applicazione del décalage. Fino a fine anno, pertanto, i lavoratori che hanno perso il proprio posto di lavoro potranno godere di una indennità NASpI più alta. Anche la circolare INPS del 6 agosto 2021, n. 122 ha spiegato come funziona la sospensione della riduzione del 3% mensile della NASpI. Tale condizione non dovrebbe in alcun modo generare ritardi nei pagamenti NASpI 2021.

Ma cosa accadrà dal 2022? Vediamo di fare qualche ipotesi sulla base delle ultime novità e tenendo conto dell’imminente riforma NASpI 2022.

Ipotesi 1: recupero sospensione NASpI

La prima ipotesi è che rimane tutto com’è attualmente: l’articolo 38 del decreto legge 73/2021 cessa di produrre i propri effetti e dal 2022 si riprende con il décalage del 3%. Che detto in questi termini sembra essere non troppo doloroso. Ma invece lo è. Quindi fai molta attenzione.

Quello che a molti non è chiaro è che la sospensione del décalage avverrà fino al 31 dicembre ma dal 2022 saranno recuperati i tagli sospesi. Esatto, hai letto bene. Recuperati. Un po’ come quando ti fanno un prestito ma poi quel prestito lo devi restituire. La sospensione del décalage, infatti, non è un contributo a fondo perduto. Per fartela breve: quello che hai incassato in più in questi mesi lo pagherai a gennaio. Questa condizione riguarderà tutti, anche chi percepisce la NASpI come collaboratore scolastico.

Ipotesi 2: revisione della NASpI

Veniamo alla seconda ipotesi: attualmente è allo studio una revisione degli ammortizzatori sociali. Ciò vuol dire che la normativa sulla NASpI (e sulla cassa integrazione) potrebbe essere riscritta o rivista sensibilmente. A cominciare proprio dal décalage che potrebbe essere applicato a partire dal sesto mese e non più dal quarto. Resta fermo, comunque, quanto precedentemente detto in materia di sospensione e restituzione del décalage.

Ipotesi 3: proroga sospensione décalage NASpI

Quanto anzidetto sembra essere valido sempreché, consentimi di esprimere una terza ipotesi, non intervenga un decreto legge che apporti modifiche al decreto Sostegni bis estendendo la data del 31 dicembre 2021 al 30 giugno 2022. È indubbiamente l’ipotesi meno probabile ma una modifica alla disciplina vigente potrebbe offrire ossigeno per un altro semestre a quanti hanno perso il proprio posto di lavoro, che hanno difficoltà a trovare una nuova occupazione e che molto spesso si trovano a dover lottare con i pagamenti disoccupazione INPS in ritardo.

Se vuoi conoscere tutta la disciplina della nuova indennità di disoccupazione puoi scaricare l’e-book sulla NASpI. Il testo ti permetterà di conoscere se sei un destinatario dell’indennità, quali devono essere i requisiti da rispettare, quanto percepirai e come presentare la domanda. Inoltre ti spiega come richiedere la liquidazione anticipata in unica soluzione nel caso di apertura partita IVA.

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