Come calcolare l’indennità di disoccupazione NASpI

Anticipo NASpI
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Il lavoratore dipendente che perde involontariamente il proprio posto di lavoro può richiedere all’INPS la NASpI, una indennità mensile di disoccupazione che rappresenta la principale forma di sostegno al reddito. La normativa di riferimento prevede una specifica procedura per calcolare l’indennità. Vediamo, nel dettaglio, di cosa si tratta.

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Il decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 contiene la normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati. In pratica, i lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perso involontariamente la propria occupazione possono presentare la domanda di accesso alla NASpI, una indennità mensile di disoccupazione denominata Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego.

Per calcolare l’indennità di disoccupazione NASpI spettante al lavoratore che ha perso la propria occupazione occorre fare riferimento all’articolo 4 del predetto decreto che stabilisce innanzitutto che l’indennità è rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33. Il criterio e le modalità di calcolo della NASpI dovrebbero rimanere inalterati anche in previsione della riforma NASpI 2022.

Per il 2021, nei casi in cui la retribuzione mensile sia pari o inferiore all’importo di 1.227,55 euro, la NASpI è pari al 75% di tale somma. Qualora la retribuzione mensile sia superiore a 1.227,55 euro, l’importo dell’indennità è pari al 75% del predetto importo incrementato di una somma pari al 25% della differenza tra la retribuzione mensile e 1.227,55 euro. In ogni caso, la NASpI non può superare l’importo mensile massimo di 1.335,40 euro. I predetti massimali sono validi anche in riferimento alla NASpI collaboratore scolastico.

Ai fini del calcolo dell’indennità, inoltre, occorre tenere conto che la NASpI si riduce del 3% ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione. Tale meccanismo, definito anche décalage, è stato sospeso fino al 31 dicembre 2021 dal decreto Sostegni bis.

La sospensione del meccanismo di riduzione trova applicazione anche nelle ipotesi anticipo NASpI ossia la liquidazione della prestazione in forma anticipata e in un’unica soluzione (cd. NASpI anticipata per apertura partiva IVA).

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