Cassa integrazione: stop al contributo addizionale per CIGO e CIGS

Cassa integrazione
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Fino al 31 dicembre 2021 sono esonerate dal pagamento del contributo addizionale inerente alla cassa integrazione ordinaria (CIGO) e straordinaria (CIGS) le imprese che sospendono o riducono l’attività lavorativa e presentano domanda di integrazione salariale. È questo uno degli ultimi interventi messi in atto per far fronte alla grave crisi generata dall’emergenza epidemiologica COVID-19.

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L'articolo 5 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 prevede, nei casi di trattamenti di integrazione salariale ordinaria (CIGO) e straordinaria (CIGS), il pagamento di un contributo addizionale a carico delle imprese che presentano domanda di integrazione salariale.

La misura da corrispondere è stabilità nel seguente modo:

  1. 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, relativamente ai periodi di integrazione salariale ordinaria o straordinaria fruiti all'interno di uno o più interventi concessi sino a un limite complessivo di 52 settimane in un quinquennio mobile;
  2. 12% oltre il predetto limite e sino a 104 settimane in un quinquennio mobile;
  3. 15% oltre il predetto in un quinquennio mobile.

Il decreto Sostegni bis (art. 40, c. 3, decreto legge 25 maggio 2021, n. 73 convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106), in considerazione della proroga dello stato di emergenza COVID-19 fino al 31 dicembre 2021 (e nell'attesa di procedere con la riforma ammortizzatori sociali 2022), ha previsto una deroga a tale disposizione stabilendo che i datori di lavoro privati che, a decorrere dal 1° luglio 2021, sospendono o riducono l’attività lavorativa e presentano domanda di integrazione salariale sono esonerati dal pagamento del contributo addizionale di cui all’art. 5 del D.Lgs. 148/2015 fino al 31 dicembre 2021.

Come chiarito dall’INPS con circolare del 9 agosto 2021, n. 125, la disposizione deve intendersi rivolta ai datori di lavoro destinatari della disciplina in materia di cassa integrazione ordinaria, nonché a quelli – sempre appartenenti al settore industriale – che, in relazione al requisito occupazionale (media superiore a quindici dipendenti nel semestre precedente la richiesta di intervento), rientrano nel campo di applicazione della cassa integrazione guadagni straordinaria. Non sono, invece, contemplati i datori di lavoro destinatari unicamente della disciplina in materia di cassa integrazione straordinaria come, ad esempio, le imprese esercenti attività commerciali e le agenzie di viaggio e turismo con più di cinquanta dipendenti, i partiti politici e le imprese del trasporto aereo, a prescindere dal numero dei dipendenti.

Sono, quindi, oggetto di esonero dal versamento del contributo addizionale tutte le richieste di intervento diverse da quelle collegate ad eventi oggettivamente non evitabili che, comunque, sono in ogni caso escluse da tale obbligo.

Infine ti ricordo che il citato decreto legislativo 148 del 2015 detta le disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro e che l’e-book Ammortizzatori sociali e misure a sostegno del reddito, aggiornato con quanto previsto dal decreto Sostegni, ti spiega con grande chiarezza e numerosi esempi pratici tutta la normativa in materia di strumenti di tutela in costanza di rapporto di lavoro (CIGO, CIGS, FIS, CISOA, ISCRO).

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