Pensioni 2022: Opzione donna e APE sociale verso la proroga

Pensione
Pensione

È ormai quasi certa l’ipotesi di prorogare Opzione donna, la misura che dà la possibilità alle lavoratrici di anticipare l’uscita dal lavoro a patto di accettare un assegno interamente calcolato con il metodo contributivo. Ma la legge di bilancio contiene anche importanti novità in merito all’APE sociale e a Quota 100. Ecco, nel dettaglio, le novità sulle pensioni 2022.

Inizialmente introdotta dalla legge Maroni (art. 1, c. 9, legge 243/04), Opzione donna ha permesso alle donne di lasciare il lavoro e avviarsi alla pensione all’età di 58 anni (59 per le lavoratrici autonome) e con 35 anni di contributi. Questo, però, a patto di accettare un ricalcolo con il sistema contributivo dell’assegno pensionistico con penalizzazioni che possono superare anche il 20%.

In sintesi, la misura permette l’uscita alle lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1962 e delle autonome nate un anno prima.

Nei mesi scorsi l’Ocse aveva chiesto al governo italiano di non prorogare la misura poiché aggraverebbe il rischio di povertà pensionistica a causa del ricalcolo dell’assegno che comporta, come già detto, un taglio anche di oltre il 20%. Insomma, per dircela chiaramente, non è la strategia migliore per chi sta cercando una soluzione su come avere una pensione alta. Dal governo, tuttavia, arriva la conferma alla proroga seppur con qualche modifica: pensione anticipata a 60 anni d'età e 35anni di versamenti per le lavoratrici dipendenti mentre se si tratta di lavoratrice autonoma l'età pensionabile sarà 61 anni.

Opzione donna, quindi, insieme all’ APE sociale rappresenta la via minima di flessibilità in uscita che possa essere adottata dal governo per:

  • superare Quota 100, quella norma che porta le persone in pensione anche senza il requisito anagrafico purché la somma dell’età e degli anni di contributi versati raggiunga quota cento, la cui certezza al mancato rinnovo è assiomatica visto anche l’impegno già preso con la Commissione europea all’interno dei negoziati per il Pnrr;
  • limitare lo scalone che si genererebbe con il ritorno alla Fornero e con l’uscita dal lavoro a 67 anni.

Infatti il pensionamento di Quota 100, giunta ormai alla fine del triennio sperimentale, darebbe vita ad uno scalone di cinque anni visto che si passerebbe dalla possibilità di lasciare il lavoro da 62 anni ai 67 anni necessari per la pensione di vecchiaia. Con il paradosso che coloro i quali, solo per pochi giorni, non riusciranno a rispettare il requisito previsto dovranno rinviare la pensione di cinque anni.

Risulta opportuno, tuttavia, evidenziare che il sistema pensionistico Quota 100 potrà essere accettato dall’Inps anche nel 2022 a condizione che la domanda sia fatta entro la fine dell’anno da persone che al 31 dicembre 2021 abbiano maturato i requisiti.

La citata Ape sociale è, invece, l’indennità di accompagnamento alla pensione ossia un assegno-ponte (fino a 1.500 euro lordi al mese) riconosciuto fino al momento in cui si maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia o di anzianità. Può essere richiesta con 36 anni di contributi e al raggiungimento di 63 anni. Oltre alla proroga per il 2022, l’Ape sociale sarà allargata ad un bacino di persone più ampio.

Prima di concludere ti suggerisco la Guida facile - Pensioni 2021 de Il Sole 24 Ore. In questo modo potrai avere una chiara panoramica delle attuali opportunità che ti consentiranno di lasciare il lavoro e goderti una meritata pensione.

ARTICOLI CORRELATI

Argomenti: 

Aggiungi un commento