6 percorsi per avvicinarti velocemente alla pensione

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È ancora possibile approfittare di Opzione donna, del riscatto agevolato della laurea, del pensionamento per lavori usuranti, dell’anticipo per i lavoratori precoci, dell’APE sociale e di Quota 100. Sono sostanzialmente 6 percorsi che ti consentono di avvicinarti alla pensione. Alcuni sono a titolo oneroso; altri prevedono l’abbattimento dell’assegno pensionistico; altri ancora cesseranno di essere applicabili al 31 dicembre 2021.

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Opzione donna

La bozza della legge di bilancio 2022 prevede già il rinnovo dell’uscita dal lavoro e dell’avvio alla pensione per le donne dipendenti di 58 anni di età e le autonome di 59 anni. Ma, sembrerebbe, con qualche modifica. Opzione donna, questo il nome dell’anticipo pensionistico, è una misura introdotta dalla legge Maroni (legge 243/04, art. 1, c. 9) che consente di anticipare l’uscita di diversi anni rispetto alle regole ordinarie, a condizione che si proceda con l’opzione per il metodo di calcolo contributivo.

Ciò comporta il calcolo dell’assegno pensionistico esclusivamente con il sistema contributivo, anche se i periodi di contribuzione versata si collocano in periodi interessati dal sistema retributivo o misto. Cosa significa? Che, in linea generale, andrai incontro ad una penalizzazione dell'assegno pensionistico. E non poco se consideri che l’abbattimento può andare dal 25% al 35% circa dell'importo della pensione. Pertanto, se in questo momento stai riflettendo su come avere una pensione alta è evidente che Opzione donna non sia la soluzione migliore.

Opzione donna è accessibile dalle lavoratrici iscritte all’assicurazione generale obbligatoria e ai fondi ad essa sostitutivi od esclusivi, in possesso di contributi alla data del 31 dicembre 1995. L’ultimo intervento rilevante, in ordine di tempo, è quello della legge di bilancio 2021 che, nel modificare l’art. 16 del decreto legge 4/2019, ha consentito l’esercizio dell’opzione alle lavoratrici dipendenti che abbiano compiuto 58 anni di età ovvero alle lavoratrici autonome che abbiano compiuto 59 anni di età e abbiano maturato 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2020.

I requisiti anagrafici non sono adeguati agli incrementi alla speranza di vita mentre nel computo dei 35 anni di contributi non devono essere considerati i periodi di malattia non integrata, di disoccupazione o per prestazioni equivalenti. Inoltre non è consentito il cumulo contributivo.

Attenzione alla finestra di differimento, in base alla quale l’assegno è erogato dodici mesi dopo la maturazione dei requisiti per le lavoratrici dipendenti e diciotto mesi dopo per le lavoratrici autonome.

L’accesso a Opzione donna è subordinato alla cessazione del rapporto di lavoro dipendente mentre non è richiesta la cessazione dell’attività svolta come lavoratrice autonoma.

Riscatto agevolato della laurea

Con il riscatto della laurea il lavoratore può anticipare il tempo della pensione versando all'INPS un importo destinato ai contributi previdenziali per gli anni degli studi universitari. Il decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4 ha introdotto il riscatto agevolato della laurea. In pratica è prevista una modalità di calcolo dell’onere maggiormente vantaggioso rispetto a quello ordinario in quanto non legato all’ultimo reddito.

Requisito per poter beneficiare del riscatto agevolato della laurea è che il periodo da riscattare ricada nella competenza del metodo contributivo. La norma, quindi, prevede che si possano riscattare, salvo alcune eccezioni, gli anni degli studi universitari a fini pensionistici senza limiti di età ma a patto di non avere versato contributi prima del 1996 e di essere iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (dipendenti, autonomi o gestione separata).

Analogamente al riscatto per inoccupati, l’onere è forfetario ed è dato dall’applicazione dell’aliquota contributiva del 33% al reddito minimo della Gestione artigiani e commercianti. In sintesi è possibile riscattare fino a 5 anni di università, a un costo parametrato alla retribuzione ma agevolato e che in media si attesta intorno a 5.200 euro per anno di studio. A tal proposito ti suggerisco di verificare quanto costa riscattare la laurea.

È possibile rateizzare il pagamento dell’onere, seguendo le regole previste dal decreto legislativo 184/1997, fino ad un massimo di dieci anni.

Al momento sono esclusi gli iscritti alle casse di previdenza dei professionisti. La domanda va fatta all’Inps e l’importo si può saldare in una unica soluzione o in massimo 120 rate mensili non inferiori a 30 euro.

Lavori usuranti

Tutti coloro che svolgono lavori usuranti possono beneficiare di un accesso alla pensione più veloce. Il decreto legislativo 67/2011, infatti, ha introdotto una disciplina che consente di anticipare l’età pensionabile.

L’accesso a pensione per lavori usuranti può essere richiesto dai lavoratori dipendenti che abbiano svolto, nell’arco della propria vita lavorativa, le attività individuate dall’art. 1 del D.Lgs. 67/2011 riconducibili a quattro categorie:

  1. lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti (art. 2, decreto del Ministero del Lavoro del 19 maggio 1999);
  2. lavoratori notturni ossia:
    • lavoratori a turni che prestano attività nel periodo notturno per almeno sei ore per un numero di giorni lavorativi all’anno non inferiore a 64;
    • lavoratori che prestano attività per almeno 3 ore tra la mezzanotte e le cinque del mattino per periodi di lavoro pari all’intero anno lavorativo;
  3. lavoratori addetti alla linea di catena;
  4. conducenti di veicoli di capienza complessiva non inferiore a nove posti adibiti a servizio pubblico di trasporto.

Le attività devono essere svolte per almeno sette anni negli ultimi dieci anni di attività lavorativa o per almeno la metà della vita lavorativa complessiva. L’accesso alla pensione avviene con un’anzianità minima di 35 anni e un’età minima pari a 61 anni e sette mesi, variabile a seconda dell’attività svolta.

Lavoratori precoci

Si definiscono lavoratori precoci quelli che hanno maturato almeno 52 settimane di contributi effettivi da lavoro prima del compimento del diciannovesimo anno di età e che abbiano almeno un contributo anteriore al 1996.

Per tali soggetti è prevista l’uscita per la pensione con 41 anni di contributi (requisito vigente fino al 2026). Prevista, tuttavia, una finestra trimestrale decorrente dalla maturazione del requisito.

Per poter accedere all’agevolazione, i lavoratori devono rispettare almeno uno dei seguenti requisiti:

  • stato di disoccupazione e conclusione integrale della NASpI da almeno 3 mesi;
  • invalidità superiore o uguale al 74% accertata dalle commissioni mediche per il riconoscimento dell’invalidità civile;
  • assistenza, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, al coniuge o ad un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità o ad un parente o affine di secondo grado convivente;
  • svolgimento di attività usuranti oppure gravose per almeno sette anni negli ultimi dieci di attività lavorativa o per almeno sei anni negli ultimi sette anni di attività lavorativa.

Per una maggiore comprensione dell’argomento, ti suggerisco di leggere anche un altro articolo nel quale ti spiego i lavoratori precoci chi sono.

APE Sociale

Sei hai almeno 63 anni di età (o li compi entro il 31 dicembre 2021) e i requisiti per accedere all’APE sociale, puoi fare domanda all’Inps per avere l’indennità pensionistica.

Puoi fare domanda se sei disoccupato, hai almeno 30 anni di contributi previdenziali e non ricevi più l’ indennità NASpI da almeno tre mesi nonché se sei impegnato in lavori gravosi con almeno 36 anni di contributi, se assisti il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità e se hai una invalidità di almeno il 74%.

L’indennità è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione e, comunque, fino a euro 1.500. Per le lavoratrici madri è previsto uno sconto sui contributi.

Quota 100

Il 2021 è l’ultimo anno in cui resterà in vigore Quota 100, la misura prevista in via sperimentale che consente di lasciare in anticipo il lavoro, in determinate circostanze, quando si hanno almeno 62 anni di età e 38 anni di contribuzione.

La legge di bilancio 2022, infatti, prevede un intervento che introduce Quota 102 nel 2022. Dal 2023, poi, probabilmente si passerà a Quota 104 per rientrare nel 2024 nella riforma Fornero. In pratica sono previsti interventi in materia pensionistica, per assicurare un graduale ed equilibrato passaggio verso il regime ordinario. L’ipotesi, pertanto, è quella di prevedere l’uscita dal lavoro nel 2022 con 64 anni d’età e 38 anni di contribuzione ai lavoratori in parte o totalmente retributivi.

Guida facile pensioni

Il tema delle pensioni è abbastanza ampio e frastagliato. Se sei in età di pensione e vuoi conoscere tutte le soluzioni per non commettere errori, ti suggerisco la Guida facile - Pensioni 2021 de Il Sole 24 Ore. In questo modo potrai avere una chiara panoramica delle attuali opportunità che ti consentiranno di lasciare il lavoro e goderti una meritata pensione.

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