Guida ai voucher e al lavoro accessorio

Lavoro accessorio
Lavoro accessorio

Il lavoro accessorio e i relativi voucher hanno avuto in questi ultimi anni un interessante sviluppo. Il Jobs Act, poi, ha reso questa formula ancora più accessibile: il D.Lgs. 81/2015 ha, infatti, aumentato il tetto massimo dei compensi che possono essere versati allo stesso lavoratore con questa tipologia di impiego, portandolo a 7.000 euro netti all'anno. Questa guida ai voucher e al lavoro accessorio intende offrire, in cinque appuntamenti, una panoramica sugli aspetti più importanti legati a questa formula di lavoro, tenendo conto anche degli ultimi aggiornamenti legislativi applicabili nel 2016.

Lavoro accessorio e voucher

Caratteristica del lavoro accessorio è quella di essere retribuita con i voucher ossia buoni lavoro che, introdotti nel 2008 solo per le attività stagionali, hanno visto una progressiva estensione a tutti i settori economici, soprattutto nel commercio e nel turismo. Comincia da qui una guida ai voucher e al lavoro accessorio. Un percorso che, in cinque tappe, tenterà di individuare le ragioni del successo di questa formula nonché le numerose polemiche sorte. In effetti, dietro ad un utilizzo incredibilmente semplice dei voucher potrebbe celarsi un lavoro privo di tutele e di diritti.

Limiti al lavoro accessorio

Nel corso degli anni alla normativa sono state apportate diverse modifiche. Per ultimo l'articolo 48, comma 1, del D.Lgs. 81/2015 ha innalzato il limite massimo del compenso che il prestatore può percepire da 5.000 a 7.000 euro, rivalutabili annualmente. Ha, inoltre, stabilito che per prestazioni di lavoro accessorio si intendono le attività lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 7.000 euro netti (9.333 euro lordi) nel corso dell'anno solare. Nel primo capitolo di questa guida conosceremo i nuovi limiti alle prestazioni di lavoro accessorio sia per quanto riguarda il lavoratore che per il datore di lavoro.

Lavoro accessorio e NASpI

Cosa accade quando il lavoro accessorio si incontra (e si scontra) con con altre forme di sostegno al reddito? Cosa accade se un soggetto titolare di NASpI riceve un incarico occasionale retribuito con i voucher? Perde, forse, il sostegno al reddito? Oppure non può accettare l'incarico fino a quando non ha completato il periodo di disoccupazione? E' questo il tema del secondo capitolo di questa guida. Vogliamo chiarire tutti i dubbi di quei soggetti che si trovano in uno stato per il quale percepiscono un sostegno al reddito e ricevono compensi per lavoro accessorio.

Assunzioni 2016 e prestazioni con voucher

La nostra guida ai voucher e al lavoro accessorio continua eseguendo una analisi del mercato del lavoro dal 2008 ad oggi, anche grazie agli ultimi dati forniti dall'Inps. L'utilizzo del lavoro accessorio e dei voucher ha registrato un costante aumento nel corso degli anni ma la Legge di Stabilità 2016 rischia di rallentare questa crescita. Questo perché ha ridotto gli sgravi contributivi per i datori di lavoro che assumono. Ciò vuol dire che, rispetto al 2015, assumere nuovo personale a tempo indeterminato sarà più caro.

Focus sui voucher

Per chi ancora non avesse chiaro cosa siano i voucher, all'interno di questa guida abbiamo previsto una capitolo dedicato alle prestazioni di lavoro accessorio retribuite con i voucher: in quale ambito possono essere utilizzati i voucher, quali prestazioni sono coperte, a quanto ammonta il compenso, quali sono i criteri di tassazione e i limiti di utilizzo.

Voucher: opportunità o minaccia?

I voucher hanno tentato di coprire quelle prestazioni in cui maggiormente si annida il nero e il sommerso. Ma è realmente così? I voucher sono realmente una opportunità per il mondo del lavoro oppure nascondono qualcosa di grave che potrebbe rappresentare una minaccia per tutti i lavoratori? L'ultimo capitolo della nostra guida intende focalizzare l'attenzione su opportunità e minacce di questo nuovo strumento destinato al lavoro occasionale accessorio.

Per approfondire

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