Totalizzazione, ricongiunzione e cumulo: 3 soluzioni per la pensione

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I lavoratori che aspettano di andare in pensione ma non hanno maturato i requisiti possono tentare tre soluzioni per avvicinare il periodo di pensionamento. Sto parlando di totalizzazione, ricongiunzione e cumulo. Si tratta, in linea di massima, di tre differenti tecniche che permettono di raggruppare i periodi assicurativi e conseguire una pensione unica. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Totalizzazione

I lavoratori che hanno versato contributi in diverse gestioni previdenziali possono ricorrere alla totalizzazione nazionale. Nello specifico, con la totalizzazione è possibile, ai sensi del Decreto Legislativo 42 del 02/02/2006, cumulare i periodi assicurativi non coincidenti affinché sia possibile conseguire una pensione unica.
Possono richiedere la totalizzazione dei periodi assicurativi ai fini della pensione di vecchiaia e di anzianità i lavoratori dipendenti e autonomi con almeno 65 anni di età e 20 anni di anzianità contributiva ovvero, indipendentemente dall'età anagrafica e con 40 anni di anzianità contributiva.
La totalizzazione, inoltre, può essere esercitata qualora sussistano i requisiti, diversi da quelli di età e anzianità contributiva, previsti dai rispettivi ordinamenti per l'accesso alla pensione di vecchiaia.
Può, inoltre, essere esercitata per la liquidazione dei trattamenti pensionistici per inabilità assoluta e permanente e ai superstiti di assicurato anche se deceduto prima di aver acquisito il diritto alla pensione.
Per stabilire l'anzianità contributiva occorre sommare i periodi delle diverse gestioni. Eventuali coincidenze devono essere prese in considerazione una sola volta. La totalizzazione fa riferimento a tutti i periodi assicurativi del lavoratore.
La totalizzazione è riconosciuta su richiesta del lavoratore. La domanda va presentata all'Ente gestore della forma assicurativa alla quale il lavoratore è iscritto.
E' da precisare che l'onere dei trattamenti è a carico delle singole gestioni, proporzionalmente alla quota di propria competenza. Il pagamento degli importi liquidati dalle singole gestioni è invece effettuato dall'INPS.

Cumulo

I soggetti che hanno avuto una vita contributiva frazionata possono optare, al posto della totalizzazione con la quale si vedrebbero applicata su tutta la carriera il sistema di calcolo contributivo, per il cumulo dei contributi ai sensi della Legge di Stabilità 2013 (Legge 228/2012). In questo modo gli iscritti presso due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, agli iscritti alla gestione separata Inps e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, possono cumulare i periodi non coincidenti ai fini del conseguimento di una pensione unica.
La facoltà di cumulo può essere esercitata qualora il richiedente non sia già titolare di trattamento pensionistico in una delle gestioni e non abbia maturato i requisiti per il diritto al trattamento pensionistico. Il cumulo deve riguardare tutti i periodi contributivi accreditati nelle gestioni assicurative.
Per quanto riguarda i criteri di calcolo della pensione, le gestioni interessate determinano, per la parte di competenza, il trattamento pro quota in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati.
Il pagamento, comunque, è effettuato dall'Inps per conto degli enti interessati al regime di cumulo.

Ricongiunzione

La ricongiunzione permette di riunire diverse posizioni previdenziali accentrando tutte le retribuzioni e le contribuzioni in una gestione unica affinché si possa maturare una sola pensione.
A differenza della totalizzazione e del cumulo, la ricongiunzione è, in molti casi, a titolo oneroso. L'onere è calcolato dall'istituto previdenziale in cui si accentra la posizione contributiva ed è determinato da diversi fattori quali l'età anagrafica e l'anzianità contributiva.
La ricongiunzione è riferita a tutti i periodi di contribuzione accreditati.
Sotto l'aspetto legislativo, la ricongiunzione è disciplinata dalla Legge 29 del 07/02/1979 che è riferita ai lavoratori dipendenti e dalla Legge 45 del 05/03/1990 che è riferita ai liberi professionisti.

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