Nuovi limiti al lavoro accessorio

Lavoro accessorio
Lavoro accessorio

Il Decreto Legislativo 81 del 15 giugno 2015 ha chiarito il concetto di prestazioni di lavoro accessorio. Con l'abrogazione e la sostituzione integrale degli articoli da 70 a 73 del decreto legislativo 276 del 2003 il legislatore ha introdotto importanti novità fra cui il limite massimo del compenso che il prestatore può percepire e l'obbligo di comunicazione preventiva in capo al committente. Vediamo, quindi, le più importanti novità relative al lavoro accessorio che saranno valide anche per l'anno 2016.

Limiti alle prestazioni di lavoro accessorio

Il comma 1 dell'articolo 48 del Decreto Legislativo 81 del 15 giugno 2015 amplia i limiti alle prestazioni di lavoro accessorio stabilendo che il compenso massimo che il prestatore può percepire è pari a 7.000 euro netti (9.333 euro lordi) rivalutabili annualmente. Il limite delle prestazioni rese nei confronti del singolo committente imprenditore o professionista è, invece, pari a 2.000 euro.
La normativa, inoltre, rende strutturale la possibilità per i percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito di effettuare prestazioni di lavoro accessorio in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, nel limite complessivo di 3.000 euro (4.000 euro lordi) di compenso per anno civile, annualmente rivalutati sulla base della variazione dell'indice Istat.

Verifica dei limiti

Il rispetto dei limiti imposti dalla normativa è di fondamentale importanza. Pertanto, al fine di assicurare la legittima instaurazione del lavoro accessorio è prevista la possibilità di richiedere al lavoratore una dichiarazione attestante il non avvenuto superamento dei limiti massimi annuali. Come ci ricorda Pierluigi Rausei nel libro Contratti. Subordinati, autonomi, flessibili, formativi ed esternalizzati, l'Inps, con la circolare n. 176 del 2013, ha comunicato di aver revisionato le procedure telematiche di calcolo e di presentazione dei compensi ricevuti dal prestatore di lavoro accessorio. In pratica sono state sviluppate nuove funzionalità che consentono al committente e al lavoratore di visualizzare i compensi. Accedendo alla sezione Lavoro Accessorio dei servizi online presenti sul sito dell'Inps, i committenti potranno visualizzare l'estratto conto del prestatore. Nello specifico, inserendo anno di riferimento e codice fiscale del lavoratore sarà possibile visionare i compensi lordi totali ricevuti dal lavoratore, con riferimento allo stesso committente e agli eventuali altri committenti.

Superamento dei limiti

Il superamento dei limiti economici stabiliti dalla normativa ovvero l'utilizzo dei voucher dopo il termine di validità temporale comportano la trasformazione del lavoro accessorio in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato se le prestazioni accessorie sono verosimilmente fungibili con le prestazioni rese da altro personale già dipendente.

Acquisto dei voucher

Imprenditori e professionisti potranno acquistare i voucher per il pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio esclusivamente tramite modalità telematiche anche per il tramite di tabaccai e banche convenzionati.

Comunicazione alla Direzione Territoriale del Lavoro

E', inoltre, previsto l'obbligo per imprenditori e professionisti di comunicare alla Direzione Territoriale del Lavoro competente, prima dell'inizio della prestazione, attraverso modalità telematiche (compresi SMS e posta elettronica) i dati anagrafici e il codice fiscale del lavoratore nonché il luogo della prestazione lavorativa, con riferimento a un arco temporale non superiore ai 30 giorni successivi.

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